Un terremoto, o quasi, si è abbattuto sul Milan alle porte del rush finale di mercato. Le notizie delle ultime ore dicono molto di più di quello che si può pensare e la sensazione è che quello che si sta vedendo dall'esterno sia solo la punta dell'iceberg di un momento molto complicato sotto tutti gli aspetti per il mondo rossonero. Proviamo ad andare con ordine: la lite di domenica scorsa tra Sergio Conceicao e Davide Calabria al termine della partita contro il Parma, vinta in rimonta in pieno recupero, è stata il primo campanello d'allarme che ha mostrato a tutti che all'interno dello spogliatoio qualcosa non funziona. Poi la sconfitta a Zagabria, nell'ultima giornata di Champions League, con l'espulsione di un nervosissimo Musah, l'erroraccio di Gabbia che ha permesso alla Dinamo di passare in vantaggio per la prima volta e una prestazione difficilmente spiegabile e ai limiti dell'orrore, calcisticamente parlando. Infine lo scossone sul mercato, con l'addio ormai praticamente certo di Alvaro Morata, pronto a vestire la maglia del Galatasaray.
Gimenez non è la medicina.
In attacco ci sarà dunque un avvicendamento che sa tanto di rivoluzione. Via lo spagnolo arrivato la scorsa estate, e questo è stato il primo grande errore di una dirigenza che cercava un bomber, cosa che Morata non è mai stato, e dentro Santiago Gimenez, con l'accordo con il Feyenoord che si farà, in un modo o nell'altro. L'arrivo del messicano non può però essere la medicina capace di curare una squadra, ma più in grande si può parlare di tutta la società, che non riesce a trovare il modo di vivere questa stagione senza assilli o problemi. Sembra passato un secolo dai balli post vittoria in Supercoppa contro l'Inter, quando il Milan sembrava aver ritrovato il sorriso, sia in campo che fuori, grazie al cambio in panchina. Ma in realtà quelle immagini sono di meno di un mese fa e tutto è tornato nel caos, con la domanda che viene da farsi che è molto semplice: dov'è la società? Semplice domanda, ma risposte difficilissime da trovare. Fonseca è stato l'uomo che ha pagato per tutti, come sempre accade a un allenatore quando le cose non vanno, ma il problema non era probabilmente lui, o almeno non era né l'unico né il più grande. Le colpe sono da distribuire, è chiaro, ma un club come il Milan, con la sua storia, ha il dovere di avere uomini in grado di fare la differenza, e non stiamo parlando del campo e dei giocatori, ma della dirigenza, che adesso deve dare un segnale forte, deve sistemare le cose e far ripartire una macchina che si è inceppata e si sta inceppando troppe volte.
Ve lo abbiamo raccontato poche ore fa e lo ribadiamo. Il Milan sta cercando, in vista dell'estate, un nuovo direttore sportivo. Il nome in cima alla lista è quello di Francois Modesto, pronto ad aggiungersi ai vari Furlani e Moncada, ma se ci deve essere una rivoluzione, o almeno un cambiamento, un solo dirigente non può bastare. Serve fare ordine, serve sedersi a un tavolo e trovare un fronte comune, con Ibrahimovic presente e in prima linea.
La provocazione Vlahovic.
Prima di pensare al futuro, però, il Milan deve risolvere i problemi del presente, questi sì legati soprattutto al campo. La classifica in Serie A non è quella che il mondo rossonero si aspettava a inizio stagione e non centrare la qualificazione in Champions avrebbe dei risvolti negativi impossibili da sottovalutare. Gli errori sul mercato, come abbiamo detto, partono dalla scorsa estate, perché al posto di Giroud serviva un attaccante diverso da Morata e Abraham. Serviva un bomber, e serve ancora. La scelta è stata fatta e porta il nome di Santiago Gimenez, ma visto anche quello che sta succedendo a Torino, sponda bianconera, perché il Milan non ha provato a prendere Dusan Vlahovic. Questione di ingaggio, certo, ma un tentativo poteva e doveva essere fatto, perché il serbo, se messo in condizione, ha dimostrato di poter fare la differenza a suon di gol e sarebbe perfetto per il Diavolo. L'operazione era possibile, ma il radar è stato spostato altrove e si è fermato in Olanda. Il centravanti messicano rientrerà pienamente nei parametri relativi agli stipendi della rosa rossonera ma questo all-in dovrà portare al risultato. Perché il terremoto che si è abbattuto sul Milan può lasciare il segno, eccome, e il tempo degli errori e delle scommesse perse deve finire, subito.
Autore: Red. TuttoAtalanta.com
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