Se non ci fosse stato questo problema di Cuadrado legato all’infortunio, non saremmo intervenuti sul mercato. Ora decideremo come muoverci". E poi sull'attacco: "Abbiamo quattro giocatori importanti e siamo contenti per come stanno rendendo". Per decifrare quello che sarebbe stato il mercato invernale dell'Inter, bastava ascoltare Piero Ausilio. Il direttore sportivo nerazzurro, a metà dicembre, aveva tratteggiato un quadro chiaro: un sostituto del colombiano, nessuna novità nel reparto avanzato. La ratio in un'altra considerazione: "Ad andare a toccare ciò che funziona, spesso si fanno solo danni". È quello che ha ispirato le mosse di viale della Liberazione: non si modifica, se non riparando ove strettamente necessario, una macchina che va già più forte di tutte le altre.
Promesse mantenute. Di conseguenza, è arrivato Tajon Buchanan e poi basta. Rinforzo utile per l'immediato, magari anche per il futuro visto che il destino di Dumfries è tutto da decifrare ma difficilmente sarà milanese dopo l'estate. Brevissimo il soggiorno inglese di Stefano Sensi, 65 minuti in stagione finora e ancora meno da qui a giugno, rientrato alla base dopo il naufragio di una trattativa orchestrata in due settimane e fallita all’ultimo secondo. È stato un mercato, quello chirurgico, coerente con promesse e promesse, chirurgico se si vuole visto che non è andato a toccare i delicati ma vincenti equilibri costruiti alla Pinetina da Simone Inzaghi e dalla dirigenza.
Ma la Juve si è rinforzata. Visto che la stagione interista, nella sua valutazione finale, vivrà del confronto inevitabile con quella bianconera, l'altra sponda della lotta scudetto sfodera un potenziale colpaccio che risponde al nome di Carlos Alcaraz. La curiosità, in questo duello, è che Giuntoli sia andato a pescare un pupillo di Ausilio e Dario Baccin, che volò in Argentina per apprezzarlo e trattarlo, ma anche quel Tiago Djalò praticamente già promesso all'Inter per l'estate. Il derby d'Italia, tra due giorni in campo a San Siro, si celebra pure sul mercato. Con l'argentino, più che con il portoghese, la Vecchia Signora si è rinforzata. A un prezzo fuori mercato, sia pure, ma qui ci si ferma alle valutazioni tecniche. Tali da condizionare anche il voto del mercato interista: potrebbe anche essere un gennaio da 7, se Buchanan confermerà le convinzioni e la macchina manterrà la velocità di crociera impostata grazie a un'estate da 9 in pagella. Ma, considerando tutti i dubbi sulla solidità della coppia Arnautovic-Sanchez quali alternative all'inarrestabile ThuLa, il voto potrebbe anche scendere se il mancato azzardo finirà per non pagare. L'ultimo verdetto l'avrà il campo, a fine maggio.
-2 al derby d'Italia. A proposito di campo: su quello di San Siro, che Inzaghi si augura di ritrovare migliore rispetto a come l'aveva lasciato, Inter e Juve sono pronte a contendersi una partita che vale metà scudetto. Sabato il tecnico nerazzurro tornerà a parlare in conferenza stampa - in campionato non accade addirittura dal match d'andata, a metà novembre - mentre ad Appiano continua le prove generali. La sensazione è che la formazione di partenza, la migliore possibile con Darmian preferito a Dumfries sulla destra sia già decisa.
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