C’è un primato che racconta meglio di ogni parola la serata della New Balance Arena: 38 tiri complessivi e nessun gol segnato. Il pareggio a reti bianche tra Atalanta e Slavia Praga entra così nella storia della Champions League come la partita con il maggior numero di conclusioni totali senza che il pallone abbia mai oltrepassato la linea di porta. Un record che fa rumore e che certifica, ancora una volta, la brillantezza della costruzione di gioco nerazzurra e la fragilità del suo ultimo tocco.
UNA PARTITA DA STATISTICHE RECORD – Dal 2003/04, anno in cui Opta ha iniziato a raccogliere i dati ufficiali della competizione, nessuna sfida era mai arrivata a tanto. Atalanta-Slavia Praga ha prodotto 38 tiri in totale, tra tentativi nello specchio, fuori e bloccati dai difensori. Di questi, l’Atalanta ha firmato 22 conclusioni (5 in porta, 8 fuori e 9 respinte), mentre i cechi hanno risposto con 16 tentativi (4 nello specchio, 8 fuori e 4 murati). Numeri che fotografano un dominio territoriale e tecnico della Dea, ma anche l’ennesima serata di grande spreco.
DOMINIO INIZIALE, MA ZERO PREMIO – Il primo tempo, in particolare, ha visto una Dea arrembante: 14 tiri nei primi 45 minuti, miglior dato di sempre per il club bergamasco in Champions. Era successo solo una volta, il 2 ottobre 2024 contro lo Shakhtar Donetsk, ma allora il tabellino si era sbloccato. Stavolta, invece, la Dea ha dovuto fare i conti con i riflessi di Markovic, la sfortuna e la propria imprecisione.
EFFETTO SPECCHIO – La statistica racconta anche un equilibrio illusorio: 22 tiri atalantini contro 16 cechi possono far pensare a una gara aperta, ma la differenza reale è tutta nella qualità. Juric ha costruito, lo Slavia ha resistito. Le occasioni più nitide — quelle di Krstović, Lookman e De Ketelaere — hanno avuto esiti simili: potenza, ritmo, ma poca precisione. Il resto l’hanno fatto le deviazioni, i salvataggi e le parate dei portieri.
UN RECORD CHE PESA – Se il dato assoluto inorgoglisce, il contesto lo rende amaro. Perché la Dea continua a produrre più di chiunque, ma raccoglie troppo poco. È il paradosso di una squadra che non smette mai di proporre gioco e che, per generosità e intensità, meriterebbe ben altri numeri in classifica. Ma il calcio vive di concretezza, e questo 0-0 ne è la prova più impietosa.
TRA RECORD E RIMPIANTI – È un primato che nessuno voleva, quello della “partita dei 38 tiri senza gol”. Bello per gli archivi, meno per il morale. Perché dietro le cifre restano i rimpianti di un’Atalanta che ha confermato la propria forza, ma anche la necessità di ritrovare la spietatezza perduta. Juric, pragmatico, lo aveva detto: servono meno trame e più precisione. La Champions non perdona chi guarda troppo spesso le proprie occasioni sfilare accanto al palo.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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