MILAN-ATALANTA 2-3 (p.t. 0-2)
7' Ederson (A), 29' Zappacosta (A), 52' Raspadori (A), 88' Pavlovic (M), 94' rig. Nkunku (M)

MAIGNAN, voto 5
Appare stranamente annebbiato e privo dei consueti riflessi felini. Sulla prima stoccata di Ederson parte con una letale frazione di ritardo, spalancando le porte al vantaggio ospite. Incolpevole sull'incursione laterale di Zappacosta, torna a palesare incertezze fatali in occasione del terzo sigillo di Raspadori, confermando una serata di profonda vulnerabilità e scarsa reattività. Insicuro.

DE WINTER, voto 4.5
Un pomeriggio di totale sofferenza, vissuto in perenne apnea agonistica. Non trova mai il tempo dell'anticipo e si lascia costantemente travolgere dalle trame offensive bergamasche, privando il pacchetto arretrato di ogni minima certezza. Sbandato.
dal 58' ATHEKAME, SV
Gettato nella mischia quando la nave sta già imbarcando acqua copiosamente, non ha modo né tempo di invertire la drammatica inerzia. Incolpevole.

GABBIA, voto 5
Patisce atrocemente il lavoro sporco degli attaccanti orobici. Krstovic e Raspadori lo portano a scuola giocando sapientemente di sponda e proteggendo la sfera spalle alla porta, disorientandolo fino a mandarlo completamente fuori giri, come testimonia la grave amnesia collettiva sul raddoppio avversario. Sopraffatto.

PAVLOVIC, voto 5.5
L'estro e l'imprevedibilità di De Ketelaere lo costringono a una gara di puro tormento, trasformando la sua fetta di campo nel terreno di caccia preferito dall'Atalanta. Paga a caro prezzo l'errore di posizionamento perdendo Zappacosta, ma salva parzialmente l'onore siglando l'incornata che restituisce un effimero battito vitale a un Meazza ormai rassegnato. Bipolare.

SAELEMAEKERS, voto 4.5
Un avvio pimpante che si rivela una banale illusione ottica, svanita in un lampo. Evapora rapidamente dai radar della contesa, abdicando in entrambe le fasi senza opporre alcuna resistenza. Completa la disastrosa recita facendosi ammonire per eccessivo nervosismo, ingenuità che gli costerà la squalifica. Evaporato.

LOFTUS-CHEEK, voto 4.5
Doveva rappresentare la spina dorsale della mediana rossonera, si conferma invece l'emblema di un'involuzione stagionale allarmante. Passeggia per il prato, privo di strappi muscolari e di presenza carismatica, restituendo l'immagine di un atleta svuotato di ogni energia. Inconsistente.
dal 46' NKUNKU, voto 6.5
Inietta una massiccia dose di adrenalina in un encefalogramma piatto. Sfida la sfortuna centrando in pieno la traversa e, con immensa caparbietà, si procura e trasforma il rigore che riapre i discorsi. L'unica e vera scintilla nel buio pesto. Elettrico.

RICCI, voto 6
Amministra il palleggio con scolastica pulizia, preferendo l'appoggio comodo alla verticalizzazione coraggiosa nei momenti di massima asfissia della manovra. Si guadagna la sufficienza disegnando la traiettoria telecomandata che Pavlovic tramuta in rete. Ordinato.

RABIOT, voto 6
L'ultimo ad arrendersi in una formazione in palese disarmo. Sfiora il bersaglio in avvio sbattendo contro il legno, per poi immolarsi in una solitaria battaglia nel fango del centrocampo. Tenta di trascinare i compagni con la forza del carisma, predicando però in un deserto tattico desolante. Stoico.

BARTESAGHI, voto 4.5
La fotografia più cruda del crollo strutturale del Milan in questo girone di ritorno. Lontanissimo parente del solido esterno ammirato mesi fa, trasforma la propria corsia in un'autostrada senza pedaggio per le ficcanti scorribande degli incursori ospiti. Inadeguato.

GIMENEZ, voto 5
L'attenuante dei lunghissimi mesi trascorsi lontano dal campo (titolare assente da fine ottobre) è legittima, ma la ruggine accumulata incide in maniera evidente. Mostra sprazzi di intelligenza superiore nelle letture senza palla, eppure negli ultimi e decisivi sedici metri si conferma un terminale spuntato, privo del cinismo del killer. Arrugginito.
dal 58' FULLKRUG, voto 6
Gettato nel calderone a partita quasi compromessa, fa valere i centimetri con encomiabile raziocinio. Deliziosa e morbidissima la sponda aerea che libera Nkunku per l'impatto con la traversa. Utile.

LEAO, voto 4
Ripesato tra i titolari all'ultimo istante solo per il forfait di Pulisic, trascina sul manto erboso un atteggiamento indolente e insopportabile. Si scuote dal torpore innescato unicamente sul doppio svantaggio, ma vanifica ogni potenziale affondo con una leziosità imperdonabile. Il pallone perso per pura presunzione, che innesca il tris avversario, è la pietra tombale sulla sua prova. Esce travolto dai fischi del suo stesso pubblico. Irritante.
dal 58' FOFANA, voto 5.5
Il suo ingresso muscolare non apporta alcun beneficio tangibile alle dinamiche di rottura, venendo inesorabilmente fagocitato dalla mediocrità generale. Opaco.

ALL. MASSIMILIANO ALLEGRI, voto 4
I fantasmi del traumatico esonero del 2014 tornano ad aleggiare minacciosi su San Siro. Il suo Milan è una compagine svuotata nell'anima e tatticamente scollata, incapace di reagire alla prima vera difficoltà. I disperati tentativi di rimescolare le carte con continui cambi di modulo si infrangono contro un muro di apatia. Una resa incondizionata che compie l'amaro paradosso di resuscitare un'Atalanta reduce da un mese a secco di vittorie. Naufragato.

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Sezione: Il Pagellone / Data: Dom 10 maggio 2026 alle 23:16 / Fonte: Claudia Esposito
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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