Raffaele Palladino si mostra soddisfatto ma consapevole dei margini di miglioramento dopo il 2-2 ottenuto in rimonta contro la Lazio nell'andata della semifinale di Coppa Italia. Dalla sala stampa dell'Olimpico, il tecnico dell'Atalanta fa il punto sulla prestazione dei suoi, recriminando per la poca lucidità negli ultimi metri durante la prima frazione, ma esaltando il carattere mostrato nella ripresa. Spazio anche a riflessioni sul calendario, sul clima surreale dello stadio deserto e sul suo personale percorso sulla panchina bergamasca, vissuto con orgoglio e profonda gratitudine. Ecco quanto evidenziato da Tuttomercatoweb.com
È più soddisfatto per la prestazione o dispiaciuto perché stava per perdere una partita incredibile da perdere?
«È stata una partita bella ed equilibrata contro una squadra forte come la Lazio. Ti possono mettere in difficoltà in qualsiasi momento, sono allenati benissimo. Abbiamo fatto una grande prestazione, specialmente nel primo tempo mandando fuori giri la Lazio con il palleggio. Ci è mancata la scelta finale negli ultimi 25 metri che è fondamentale. Nel secondo tempo dopo il gol preso c'è stata un'ottima reazione, abbiamo pareggiato subito due volte e ci portiamo a casa un ottimo risultato. È stato fatto il primo tempo, è ancora tutto aperto. Vogliamo provare ad arrivare in finale».
Crede di essere leggermente in vantaggio dopo questo pareggio? Cosa pensa dello stadio di oggi?
«Credo che sia 50 e 50 perché le partite di questo livello in questa competizione hanno grandi stimoli, anche se giochiamo in casa affrontiamo una squadra di grande valore. Sul pubblico sapete come la penso, dispiace vedere uno stadio vuoto. Dispiace per la cornice di pubblico, il calcio è bello perché ci sono i tifosi. Giocare così non è bello per il calcio, dispiace ma capiamo la scelta dei tifosi».
Crede sia anacronistico vedere due semifinali a distanza di due mesi?
«Sarebbe stato meglio fare tutto più ravvicinato, un conto è giocare a distanza di una settimana un altro è giocare dopo un mese. Accettiamo la decisione, per noi forse è un bene perché recuperiamo tre giocatori importanti come De Ketelaere, Raspadori ed Ederson. Ovviamente queste sono le regole e le accettiamo, giocare su due partite hai la possibilità di giocare sempre anche in casa, c'è una competizione maggiore. Siamo felici, essere in corsa su tre fronti per noi è motivo di grande orgoglio».
C'è stata sfortuna stasera. Come si migliora nelle scelte negli ultimi 25 metri?
«Non è semplice, gli ultimi 25 metri sono i più difficili da allenare perché si riducono gli spazi e i tempi di giocata. Più si riducono e più devi essere bravo tecnicamente e di pensiero, capendo come difendono gli avversari. Oggi sapevamo dove potevano essere gli spazi, ma ci è mancata la scelta giusta. Lo abbiamo fatto meglio nel secondo tempo e siamo stati più pericolosi trovando due gol».
Le è mai capitato in questi mesi di pensare cosa sarebbe potuto succedere se fosse arrivato prima a Bergamo?
«No, sinceramente abbiamo troppe cose a cui pensare. Siamo sempre su allenamenti e partite, non penso a quello che sarebbe potuto essere. Mi godo questo momento, sono felice di essere qui ed è bello giocare in tre competizioni. Ho sentito qualche allenatore lamentarsi sui calendari, io invece sono felice di giocare più partite. Sono orgoglioso per me e per la società».
Quanto è importante avere avuto tre competizioni per ruotare la rosa e valorizzare tutti gli elementi a disposizione?
«È un motivo di grande orgoglio giocare queste partite, sono match di livello importante. La bravura nostra deve essere quella di recuperare energie mentali e fisiche, è fondamentale il recupero dei ragazzi. Ho un grande staff che lavora su questo, ci deve essere poi un'ottima preparazione alla partita. Chi non viene chiamato in causa dall'inizio deve farsi trovare pronto quando entra. La forza dell'Atalanta è proprio la panchina, anche se siamo corti in attacco».
Cosa sta dando l'Atalanta a Palladino e viceversa?
«Non ho pensato a questo, credo che sto dando tutto per questi colori. Per me è una grande occasione, fino a qualche mese fa ero a casa a studiare e guardare partite, speravo in qualche chiamata. Questa è una chiamata importante e ambiziosa, sono felicissimo di stare in questo club dove si lavora benissimo. Credo che i risultati stiano arrivando, la società mi sta dando grande fiducia ed è sempre presente, lavoriamo come fossimo un'unica famiglia ed è bello lavorare per questa società».
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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