Il clima si surriscalda in vista dello spareggio che vale le chiavi per il prossimo Mondiale. A caricare l'ambiente balcanico ci ha pensato direttamente Zlatan Muslimovic, indimenticato bomber che in carriera ha gonfiato le reti della Serie A vestendo anche la maglia dell'Atalanta. L'ex attaccante non usa mezzi termini per inquadrare l'attesa spasmodica che si respira a Zenica, lanciando un chiaro e sonoro avvertimento alla corazzata azzurra guidata dal commissario tecnico Gennaro Gattuso a poche ore dal fischio d'inizio più importante dell'anno.

IL RISPETTO PER LA CORAZZATA AZZURRA E IL MOTORE DIESEL - Nonostante il clima rovente della vigilia, l'ospite d'onore riconosce senza esitazioni il peso specifico dell'avversario che varcherà i confini nazionali. «L'Italia è sempre l'Italia, quattro volte Campione del Mondo», ha ammesso con grande onestà intellettuale. La formazione tricolore viene paragonata a una macchina implacabile, capace di esaltarsi proprio nei momenti di massima difficoltà: «Ha fatto vedere tante volte di essere come un turbo-diesel. Parte piano, poi più si va avanti, più migliora. Ha sempre una difesa straordinaria, nessuno può pensare di sottovalutarla minimamente. Tutto il mondo vi rispetta».

L'ANIMALE DZEKO E LA FORZA DEL GRUPPO - Il vero spauracchio per la retroguardia italiana porta però la firma inconfondibile di Edin Dzeko. Il centravanti viene incoronato senza mezzi termini dal suo connazionale come il pericolo pubblico numero uno assoluto. «È un animale, sarà il più grande campione in campo martedì», ha assicurato, esaltandone la leadership totale e l'impatto devastante. «Ha fatto tantissimi gol, è nella top 10 fra quelli che hanno segnato di più in questi anni. Sarà molto importante per noi, non solo per le reti ma per aiutare la squadra dentro e fuori dal rettangolo verde».

LO SCIVOLONE TELEVISIVO E LA TRAPPOLA DI ZENICA - L'ex centravanti orobico non ha tuttavia digerito le immagini della gioia azzurra al momento di pescare la sua Nazionale nei sorteggi playoff. – come svelato nell'intervista rilasciata a Tuttomercatoweb.com – la leggerezza italiana potrebbe ritorcersi contro la truppa tricolore. «Loro magari pensano che sia meglio giocare contro la Bosnia rispetto al Galles, ben venga per noi. Sottovalutare la Bosnia secondo me non è una gran cosa», ha tuonato l'intervistato. A supportare questa sfrontatezza c'è una nidiata di talenti dinamici pronti a sbocciare, profili affamati che non sfigurerebbero affatto sulle zolle della New Balance Arena agli ordini del rigoroso mister Raffaele Palladino. «Abbiamo cinque o sei ragazzi giovani che sono davvero da grandissimi club. Siamo preparati e avremo dalla nostra un pubblico fra i migliori d'Europa».

NESSUNA CRISI MA SOLO UN CALCIO DIVENTATO AZIENDA - Infine, una lucida riflessione sullo stato di salute del movimento calcistico tricolore, spesso al centro di aspre critiche e catastrofici processi mediatici. L'ex giocatore dell'Atalanta respinge al mittente le teorie di un declino inarrestabile, inquadrando il fenomeno in una prospettiva decisamente più ampia e globale. «Non la vedo questa crisi, il calcio è cambiato tantissimo, ma non solo in Italia. Sicuramente era più divertente una volta: oggi è diventato come un'azienda, che pensa al business ovunque», ha chiosato con un pizzico di sincera malinconia per i tempi andati del pallone.

Il guanto di sfida è ufficialmente gettato sul tavolo: tra il fumo dei fumogeni di Zenica e l'orgoglio ferito di una nazione intera, gli Azzurri sono avvisati. La strada per le Americhe passa da una spietata battaglia di nervi.

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Sezione: L'avversario / Data: Dom 29 marzo 2026 alle 20:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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