L'ora della verità per l'Italia ha il volto ruvido e inospitale del Bilino Polje. Martedì sera, nel cuore industriale e inquinato di Zenica, gli Azzurri si giocheranno l'accesso alla prossima Coppa del Mondo contro la Bosnia in un clima che si preannuncia a dir poco ostile. Non basterà la mera tattica: servirà una prova di nervi d'acciaio per superare un ostacolo ambientale, atmosferico e di tifo che rischia di trasformare la gara in un'autentica battaglia campale.

ALLARME METEO E CAMBIO DI ROTTA - Le pessime condizioni atmosferiche hanno già costretto il commissario tecnico Gennaro Gattuso a rivedere in corsa l'intera logistica della spedizione. Nelle ultime ore, copiose nevicate seguite da piogge incessanti e temperature vicine allo zero hanno trasformato il terreno di gioco bosniaco in un pericoloso pantano, spingendo la Figc a inviare tempestivamente un emissario sul posto per valutare i danni. Di conseguenza, il previsto allenamento di rifinitura in trasferta è stato saggiamente cancellato per non usurare ulteriormente il prato: la squadra lavorerà a Coverciano, decollando da Firenze solo nel tardo pomeriggio per limitarsi a un semplice giro di ricognizione prima di cena.

UN CATINO D'ALTRI TEMPI - Scordatevi i comfort e il lusso degli impianti moderni, come il gioiellino della New Balance Arena dove l'Atalanta di mister Raffaele Palladino costruisce le proprie fortune. L'arena di Zenica, edificata in soli otto mesi nei primi anni Settanta, è un parallelepipedo in puro stile inglese con gradinate in cemento sgretolato, corrimano arrugginiti e tribune che finiscono praticamente a ridosso dei calciatori. – come sottolinea il Corriere dello Sport – si tratta di un fortino quasi inespugnabile dove la vecchia Jugoslavia è rimasta imbattuta per ben quindici gare consecutive. Un'atmosfera intimidatoria ribadita anche dall'ex juventino Miralem Pjanic, che ha sentenziato: «Scordatevi il lusso degli stadi moderni, si sta scomodi», mentre il talento bosniaco Edis Alajbegovic ha promesso pubblicamente un match «brutale» in un catino «infuocato».

BOLGIA RIDOTTA MA PERICOLOSA - Nonostante le recenti sanzioni imposte dalla Fifa, che hanno decurtato del venti percento la capienza totale dell'impianto a causa dei disordini contro la Romania, il tifo locale si farà sentire in maniera assordante. Sugli ottomila e ottocento seggiolini disponibili (appena ottocento i tagliandi destinati alla spedizione azzurra), prenderanno posto le frange più calde del tifo balcanico, tra cui i temibili BH Fanaticos e il gruppo dei Robijasi, il cui nome tradotto significa letteralmente "detenuti". Un mix emotivo e ambientale esplosivo che ha spinto la Federazione e l'Ambasciata italiana a Sarajevo ad innalzare i protocolli di sicurezza per garantire la massima tranquillità ai giocatori chiamati a compiere l'impresa.

L'orologio scorre e la tensione taglia l'aria gelida della Bosnia. L'Italia sa perfettamente che, per strappare il pass verso le Americhe, dovrà prima emergere dal fango e dal rumore di Zenica.

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Sezione: L'avversario / Data: Dom 29 marzo 2026 alle 19:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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