Il verdetto partorito dalla trentunesima giornata certifica un dato inequivocabile per gli equilibri del vertice: il Napoli guidato da Antonio Conte è ufficialmente l'unica e vera sfidante dell'Inter per la conquista del tricolore. Al termine di un posticipo estremamente bloccato e avaro di emozioni spettacolari, la compagine azzurra è riuscita a piegare di misura il Milan del collega Massimiliano Allegri, estromettendo in maniera definitiva i rossoneri dalla volata scudetto e costringendoli a focalizzarsi unicamente sulla rincorsa ai pass per l'Europa che conta.

LA MOSSA DELL'EMERGENZA E L'EQUILIBRIO INIZIALE - Le gravi defezioni maturate alla vigilia hanno inevitabilmente snaturato i piani tattici delle due squadre. A pochissime ore dal fischio d'inizio, i padroni di casa hanno perso il gigante Rasmus Hojlund per un forfait dell'ultimo minuto, obbligando l'allenatore salentino a una totale reinvenzione del reparto avanzando il promettente Samuel Giovane nel ruolo di punta centrale. Sull'altro versante, la panchina meneghina ha risposto con una scelta a sorpresa, lasciando a riposo i fuoriclasse Rafael Leao e Christian Pulisic per schierare dal primo minuto l'inedita coppia formata da Niclas Fullkrug e Christopher Nkunku. Ne è scaturita una prima frazione spigolosa e priva di veri squilli, animata solo da due tentativi imprecisi provati dalla distanza da Leonardo Spinazzola e dallo stesso Nkunku, mai in grado di spaventare seriamente le opposte retroguardie.

LA GIRANDOLA DEI CAMBI E LA ZAMPATA DECISIVA - Il copione della ripresa ha ricalcato la prudenza dei primi quarantacinque minuti, scosso unicamente da una palla gol creata dal giovane centravanti campano che ha trovato i riflessi attenti di Mike Maignan. L'inevitabile punto di svolta è arrivato attingendo dalla panchina. Il tecnico livornese ha tentato di scardinare il muro azzurro gettando nella mischia Santiago Gimenez, inserendo poi gli scalpitanti statunitensi e portoghesi. A pescare il jolly vincente, tuttavia, è stato il condottiero azzurro: al settantaquattresimo, l'ingresso di Matteo Politano al posto dell'esausto Spinazzola ha strappato la partita. Appena cinque minuti dopo il suo ingresso, l'esterno si è avventato con ferocia su una respinta corta di Koni De Winter, scaturita da un velenoso traversone di Mathias Olivera, depositando in rete il pallone del definitivo vantaggio e trasformandosi per la settima volta in carriera nella vera bestia nera del Diavolo.

IL RISCATTO DOPO LA NAZIONALE E L'INSEGUIMENTO - Un acuto dal peso specifico incalcolabile che restituisce il sorriso all'esterno destro, reduce da una serata a dir poco disastrosa vissuta a Zenica durante la tragica eliminazione dell'Italia contro la Bosnia. Accantonato il trauma iridato, la sua firma permette ai partenopei di lanciarsi all'inseguimento della lepre interista, distante ora sette lunghezze. Chi invece depone ufficialmente le armi per il primato è la truppa milanese, ormai rassegnata a dover proteggere le proprie spalle dal rientro delle inseguitrici piuttosto che sognare la vetta.

Il campionato ha trovato la sua grande antagonista. Da qui alla fine, la corsa al titolo si trasformerà in una logorante battaglia a distanza dove sarà vietato sbagliare.

© Riproduzione Riservata

© foto di www.imagephotoagency.it
© foto di www.imagephotoagency.it
© foto di www.imagephotoagency.it
© foto di www.imagephotoagency.it
Sezione: Serie A / Data: Lun 06 aprile 2026 alle 22:40
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture