Il tanto atteso scontro al vertice contro il Milan rischia di passare quasi in secondo piano di fronte al deflagrare definitivo del caso legato a Romelu Lukaku. A sganciare la bomba mediatica poco prima del fischio d'inizio della trentunesima giornata è stato direttamente il direttore sportivo partenopeo Giovanni Manna, che ai microfoni di DAZN ha tracciato un quadro a dir poco allarmante sui rapporti ormai logori tra la società campana e il centravanti belga.

L'AMMUTINAMENTO IN PATRIA E LO STRAPPO - La vicenda ha assunto contorni gravissimi, svelando una frattura che appare ormai insanabile ai vertici del club. Il dirigente non ha usato mezzi termini per descrivere e condannare la condotta dell'attaccante: «La dinamica degli eventi per noi è fin troppo limpida. Il calciatore doveva rispondere alla convocazione della sua Nazionale, ma ha deciso deliberatamente di prolungare la sua permanenza in Belgio per allenarsi in totale autonomia, agendo in aperto e netto contrasto con le direttive e la volontà della società».

LA LINEA DURA E LE CONSEGUENZE INEVITABILI - L'amarezza della dirigenza è palpabile, soprattutto per le discutibili modalità della ribellione messa in atto. Il club campione d'Italia avrebbe preteso un confronto faccia a faccia nel capoluogo campano per chiarire i dissapori, un vertice mai avvenuto a causa della fuga in avanti del giocatore. «Siamo profondamente contrariati da questo atteggiamento, perché il sacro rispetto delle dinamiche del gruppo viene prima di qualsiasi ambizione o individualità. Auspichiamo un suo rientro alla base nel giro di una settimana, ma è evidente che questo comportamento porterà a inevitabili conseguenze disciplinari», ha tuonato l'uomo mercato azzurro, preannunciando l'uso del pugno di ferro per punire l'insubordinazione.

L'OASI OROBICA E L'IMPORTANZA DEL COLLETTIVO - Una gestione della crisi tanto esplosiva e mediatica stride in maniera clamorosa con l'assoluta e pacifica compattezza del gruppo squadra che si respira costantemente alle latitudini bergamasche. 

LA SCOMMESSA GIOVANE E LA SFIDA AL MILAN - Nel frattempo, però, il pallone deve continuare a rotolare sul rettangolo verde. Contro i rossoneri i partenopei cercano punti vitali per dare continuità a un periodo comunque positivo a livello di risultati. Per far fronte all'emergenza offensiva causata dal belga, i riflettori si accendono sull'esordio dal primo minuto di Samuel Giovane, vera e propria scommessa del mercato invernale: «Lo abbiamo prelevato a gennaio proprio per coprire le nostre immediate necessità in avanti. Oggi si ritrova tra le mani un'occasione d'oro che si è guadagnato duramente in allenamento, e siamo assolutamente convinti che saprà offrirci un contributo vitale in una gara così tosta e tatticamente complessa», ha concluso il ds, ribadendo la totale fiducia nei ragazzi scelti per sopperire alle pesanti defezioni della rosa.

La palla passa ora al campo per i fatidici novanta minuti, ma l'ombra ingombrante della spaccatura con il totem offensivo rischia di allungarsi pesantemente sull'intero e decisivo rush finale della stagione azzurra.

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Sezione: Le Altre di A / Data: Lun 06 aprile 2026 alle 21:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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