A Bergamo, un anno dopo l'impresa leggendaria contro il Liverpool nei quarti di Europa League, l'Atalanta si ritrova a dover nuovamente reagire e ripartire. Il momento è delicato - pone l'accento La Gazzetta dello Sport -: sette partite al termine, due soli punti sulla Juventus e un terzo posto che improvvisamente rischia di sfuggire. In questa corsa affannosa, Gasperini si affida ancora una volta ai suoi giocatori simbolo, coloro che da sempre rappresentano la sua idea di calcio e l'anima della squadra.
PASALIC, LA VARIABILE NECESSARIA
Mario Pasalic è a un bivio: in scadenza di contratto a giugno, deve dimostrare in queste ultime sette partite di meritare un posto nella storia nerazzurra anche in futuro. Servono le sue giocate, la capacità di inserirsi e di far saltare le linee avversarie, ma soprattutto quei gol decisivi che hanno sempre impreziosito la sua avventura bergamasca.
DJIMSITI, CERTEZZA IN DIFESA
Berat Djimsiti è uno dei veterani di questa squadra, arrivato all’Atalanta nel gennaio del 2016, poco prima di Gasperini. Ancora oggi è una certezza in difesa e con la maglia dell'Albania continua a raddoppiare gli impegni. La sua esperienza sarà fondamentale per compattare la retroguardia nerazzurra nel momento più difficile del campionato, puntando senza indugi a chiudere ancora una volta tra le prime quattro del torneo.
TOLOI, L'ANIMA DELLO SPOGLIATOIO
Nonostante qualche acciacco di troppo, Rafael Toloi resta uno degli uomini più rispettati dentro e fuori dal campo. La pubalgia lo ha frenato nelle ultime settimane, ma il capitano ha messo nel mirino il ritorno, determinato a chiudere in bellezza la sua stagione e
magari salutare nel modo migliore l'Atalanta, dato che il suo contratto scadrà a giugno. Gasperini conta sul suo carisma per rimettere in ordine le idee nello spogliatoio e ridare certezze ai compagni.
DE ROON, IL GENERALE DI GASP
Marten De Roon è l'uomo simbolo del progetto Gasperini: 352 presenze con il tecnico piemontese, un'intelligenza tattica e un equilibrio irrinunciabili per la squadra. Tornato a Bergamo nel 2017 dopo un'esperienza inglese, ha rappresentato la continuità tecnica e mentale in mezzo al campo. Sarà lui a dover guidare la squadra nei momenti cruciali di questo finale, ricucendo quel filo invisibile tra l'allenatore e il resto della squadra che pare essersi smarrito.
KOLASINAC, IL NUOVO LEADER SILENZIOSO
Sead Kolasinac merita una menzione speciale: arrivato dopo i veterani storici, ha rapidamente assunto un ruolo chiave grazie alla sua personalità. Non fa parte della vecchia guardia, ma il suo contributo caratteriale in campo e fuori è già evidente e prezioso.
In un momento decisivo come questo, Gasperini non ha dubbi su chi puntare: i suoi fedelissimi, coloro che hanno scritto con lui pagine indelebili di calcio nerazzurro. Saranno ancora loro, i veterani, a guidare l’Atalanta fuori dalla tempesta, ritrovando unità e compattezza. La Champions è lì, a pochi passi: ai leader della Dea spetta il compito di trascinare il gruppo oltre l'ostacolo, ancora una volta.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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