Nuova sconfitta nelle aule di tribunale per la Juventus. La lunga battaglia legale tra il club bianconero e Cristiano Ronaldo, legata ai mancati compensi risalenti alla stagione 2020-2021 (in piena epoca Covid), si chiude con la definitiva vittoria del fuoriclasse portoghese.

IL VERDETTO E LE CIFRE - Il giudice del lavoro di Torino, Gian Luca Robaldo, ha respinto integralmente l'impugnazione presentata dalla Juventus contro la decisione arbitrale emessa il 17 aprile 2024. CR7 non dovrà quindi restituire i 9,7 milioni di euro (che sfiorano gli 11 milioni calcolando gli interessi maturati) ottenuti in precedenza. Dal punto di vista finanziario, la sentenza non avrà un nuovo impatto sui conti di Madama: la cifra era già stata prudentemente accantonata nel bilancio 2023-24 e regolarmente versata al giocatore.

LA «CARTA RONALDO» - Al centro della disputa - scrive La Gazzetta dello Sport - c'è la famigerata «Carta Ronaldo», il documento ritrovato durante le perquisizioni dell'inchiesta Prisma (che portò alle dimissioni del Cda presieduto da Andrea Agnelli). Il patto segreto prevedeva la rinuncia temporanea di alcune mensilità a causa della pandemia, con la promessa di un pagamento posticipato di 19,5 milioni di euro come debito residuo. Una somma mai corrisposta per intero, che ha spinto Ronaldo e il suo team legale (guidato dall'avvocato John Shehata) a fare ricorso, ottenendo il riconoscimento della metà della cifra.

TUTTE LE CENSURE RESPINTE - Il giudice ha ritenuto infondate le eccezioni avanzate dal club bianconero, dall'invalidità della procura alla presunta violazione delle norme dell'ordinamento sportivo. Ora la Juventus, oltre a farsi carico delle spese di lite per l'appello (circa 50mila euro), valuterà con il proprio ufficio legale se esistono i margini per tentare un ulteriore ricorso.

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Sezione: Altre news / Data: Mar 20 gennaio 2026 alle 09:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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