Il sipario si alza su Firenze, ma la recita è già scritta. Questa sera alle 20:45 (diretta tv su DAZN) l'Atalanta va al Franchi per l'ultima partita della stagione 2025/26, un atto formale che vale poco in termini di classifica e molto in termini di senso. La Dea è saldamente settima e già qualificata alla prossima Conference League, la Fiorentina galleggia a metà classifica senza più nulla da chiedere al campionato. Eppure, questo tipo di partite mente quasi sempre: i motivi per giocarla con un minimo di orgoglio ci sono, da entrambe le parti.
UN ADDIO ANNUNCIATO E UN RECORD A PORTATA DI MANO - Raffaele Palladino torna al Franchi per la prima volta da ex viola, da quando nell'estate 2025 decise di non rinnovare con la Fiorentina e scelse Bergamo. Quello di stasera sarà quasi certamente anche il suo ultimo match sulla panchina nerazzurra: ormai è assodato che i due si separeranno e nei prossimi giorni la situazione verrà formalizzata. Un tecnico che lascia la Fiorentina in Conference — esattamente come lascerà l'Atalanta — anche se quest'anno ha ereditato una situazione complicata, arrivando in corsa dopo l'esonero di Ivan Juric. C'è poi un piccolo traguardo statistico a tenere viva la Dea: se non incasserà più di due reti al Franchi, l'Atalanta chiuderà con la miglior difesa della Serie A dal 2000/01 – come analizza L'Eco di Bergamo –, con soli 35 gol subiti, due in meno rispetto ai 37 dell'annata precedente.
LA STAGIONE CHE È STATA: INCOMPIUTA MA NON FALLITA - nove qualificazioni europee nelle ultime dieci stagioni restano il biglietto da visita di una società che ha trasformato Bergamo in un nome riconoscibile ovunque in Europa. Ma questa annata lascia un retrogusto amaro: iniziata malissimo con Juric, raddrizzata con Palladino senza però riuscire a portarla in porto come si sperava. La sconfitta interna di domenica scorsa contro il Bologna è l'emblema perfetto: ha consegnato l'unico obiettivo rimasto — il settimo posto e la Conference — ma con il sapore acre dell'incompiutezza. La stagione vera si è chiusa lì, e Firenze è una coda doverosa.
IL LABORATORIO DEL FUTURO: CHI SCENDE IN CAMPO PER CONVINCERE - Questa è anche la partita in cui si valutano le seconde linee, gli uomini che nell'arco della stagione hanno avuto poco spazio e adesso vogliono dimostrare qualcosa. Kamaldeen Sulemana si candida con forza a una maglia da titolare, e insieme a lui ci sono Mario Pasalic, Raoul Bellanova, Nathan Ahanor, Yunus Musah e Mitchell Bakker. In porta dovrebbe esordire in campionato Marco Sportiello. Chi avrà più motivazioni degli altri troverà il modo di farlo capire. Gli unici assenti certi sono Odilon Kossounou e Giorgio Bernasconi, entrambi fermi da tempo per infortuni già ampiamente noti. La circostanza che Palladino sia in uscita rende meno definite le valutazioni, ma la vetrina rimane comunque importante per i giocatori che vogliono costruirsi un futuro a Bergamo.
IL CAPITOLO CHE SI APRE: GIUNTOLI, IL NUOVO ALLENATORE E LA RIVOLUZIONE - Al di là dei 90 minuti di stasera, l'Atalanta si consegnerà alle vacanze con il cantiere già aperto. L'estate sarà quella della svolta: Cristiano Giuntoli prenderà il posto di Tony D'Amico come nuovo responsabile dell'area tecnica, il nuovo allenatore — con Maurizio Sarri in pole — è atteso per la prossima settimana, e il mercato promette di essere tra i più movimentati della storia recente del club. C'è anche l'ipotesi di un cambio epocale nel sistema di gioco: dopo un decennio di difesa a tre, la Dea potrebbe abbracciare la difesa a quattro, riscrivendo le basi tattiche e di mercato degli ultimi anni. La Conference League sarà il terreno su cui costruire il nuovo ciclo, con l'ambizione intatta di rimanere tra le grandi d'Italia.
Firenze, ultima fermata di un viaggio lungo e complicato. La rivoluzione è già cominciata, ma aspetta cortesemente che il triplice fischio del Franchi suoni per mettersi in moto davvero.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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