L’ennesimo muro contro cui l’Atalanta si è schiantata si chiama Inter. Ancora una volta, ancora con Simone Inzaghi, ancora in una sfida da dentro o fuori. La sconfitta per 2-0 al Gewiss Stadium non è solo l’ottava consecutiva contro i nerazzurri di Milano, ma è anche il segnale che, almeno per il momento, la Dea deve rimettere i piedi per terra. Il primo posto è distante sei lunghezze, le giornate a disposizione sono nove e le energie di chi insegue dovranno essere gestite alla perfezione.
L’ennesimo ko che pesa più del dovuto
Il copione è sempre lo stesso: Gasperini prepara la partita per provare a sovvertire la storia recente degli scontri diretti, la squadra ci mette aggressività, intensità e idee, ma alla fine i tre punti vanno sempre alla stessa parte. L’Inter colpisce nel momento giusto, sfrutta ogni dettaglio e alla fine fa la cosa più semplice e complicata al tempo stesso: vince. Per l’Atalanta è una sconfitta pesante, perché arriva in un momento chiave del campionato, proprio quando l’entusiasmo del trionfo sulla Juventus poteva rappresentare la scintilla giusta per continuare a sognare in grande. Invece, il risveglio è stato brusco.
La maledizione Inter: un tabù che pesa
Numeri alla mano, la storia degli ultimi anni racconta di una sfida a senso unico. Gasperini, pur avendo trasformato l’Atalanta in una delle squadre più temibili del calcio italiano ed europeo, non è mai riuscito a trovare la chiave per scardinare il meccanismo perfetto di Inzaghi. Otto sconfitte consecutive, undici partite senza vittorie: un dato che non può essere sottovalutato e che fa capire quanto la squadra di Milano sia un vero e proprio incubo per i bergamaschi. Se c’è un avversario che spegne i sogni scudetto della Dea, è proprio l’Inter.
Champions, un alleato per il rush finale
Ora la classifica dice che il primo posto è lontano sei punti e che il Napoli, con un calendario molto più favorevole, è una minaccia concreta per il secondo posto. Ma il calendario dell’Inter è fitto di impegni, tra Champions League e Coppa Italia. Se c’è un elemento che può tenere vive le speranze atalantine è proprio il dispendio di energie dei nerazzurri di Inzaghi. Perché a differenza dell’Inter, l’Atalanta ha solo il campionato su cui concentrarsi e ogni settimana a disposizione per preparare al meglio le partite.
Il sogno non è ancora finito
La sconfitta di ieri sera è una doccia fredda, ma il campionato è ancora lungo. L’Atalanta non è mai stata costruita per vincere lo scudetto, ma la posizione in classifica è lì a dimostrare che questa squadra ha il diritto di provarci fino alla fine. Servirà un finale di stagione perfetto, senza più errori e con la giusta mentalità. La Dea non può più sbagliare, ma ha ancora il tempo per sognare. Perché nove giornate sono tante e perché il calcio, spesso, è capace di sorprendere chi sa crederci fino in fondo.
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