Un anno fa, di questi tempi, l'Atalanta era costretta a vincere due partite. Una a San Siro, contro la Dinamo Zagabria, dopo avere perso l'andata per 4-0. L'altra a Kharkhiv, nel gelo dell'Ucraina di dicembre. Il 2-0 del Meazza e il contemporaneo pareggio dello Shakhtar contro il Manchester City dava almeno l'opportunità di arrivare in Europa League con una vittoria. Circostanza puntualmente avvenuta con lo 0-3 firmato da Castagne, Gosens e Pasalic, mentre la formazione di Guardiola affossava i croati per la incredibile qualificazione agli ottavi, dopo un punto in quattro partite e zero nelle prime tre.

Con questa base è evidente che la sfida contro il Midtjylland sia molto differente, almeno dal punto di vista teorico, rispetto a quella contro la Dinamo di dodici mesi fa. Intanto l'Atalanta è già in Europa League, qualora dovessero arrivare due risultati negativi. Paradossalmente basterebbe vincere quella contro l'Ajax, alla Johann Cruyff Arena, per passare il turno e qualificarsi agli ottavi per la seconda volta in due tentativi. Quella di domani contro il Midtjylland è quindi una sfida non così importante, se non per le casse atalantine: ogni punto in Champions League vale 2,7 milioni di euro, quanto l'incasso del botteghino di Atalanta-Valencia lo scorso febbraio.

È evidente che però non ci sia un punteggio corretto, almeno dal punto di vista sportivo. Certo, fare più punti dell'Ajax in questa tornata significherebbe arrivare con il vantaggio di non dovere assolutamente vincere ad Amsterdam, ma una sconfitta non pregiudica la mancata qualificazione. Le serate di Champions League sono sicuramente più impegnative, emotivamente, rispetto alla Serie A. Ma nelle ultime sei partite di campionato è arrivata solo una vittoria cartina tornasole di quella che è la difficoltà della squadra di Gasperini in questo principio di stagione.

Sezione: Copertina / Data: Mar 01 dicembre 2020 alle 07:00 / Fonte: Andrea Losapio
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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