Una finale anticipata per decidere il destino europeo. Christopher Michel, autorevole giornalista tedesco di AbsolutFussball.com e volto noto alle vicende dell’Eintracht, analizza la sfida di Champions contro l’Atalanta con una prospettiva internazionale: per lui, come per molti osservatori oltreconfine, la nostra squadra è semplicemente «Bergamo». È il segno tangibile di come il nome della città sia diventato un brand sportivo riconoscibile, grazie allo straordinario percorso continentale degli ultimi anni. Volto di Absolut Eintracht e firma di Absolut Fussball, Michel ci racconta lo stato di forma dei tedeschi, le insidie per la Dea e come viene percepita oggi la realtà nerazzurra in Germania.
Come si sta preparando l’Eintracht alla sfida con l’Atalanta e come arriva a questo appuntamento?
«L’Eintracht ha ritrovato fiducia, ottenendo vittorie importanti contro Mainz e Colonia - descrive Michel, in esclusiva, ai microfoni di TuttoAtalanta.com -. Anche l’ultima gara di Champions contro il Napoli, terminata 0-0, è stata un segnale positivo e significativo. L’allenatore Dino Toppmöller è riuscito a rimettere la squadra in carreggiata dopo un periodo complicato, segnato da troppi gol subiti e dalle pesanti sconfitte contro Atletico Madrid, Bayern Monaco e Liverpool».
Possiamo definire la partita con l’Atalanta decisiva per il passaggio del turno?
«Assolutamente sì. Per me è una sorta di finale anticipata per stabilire chi proseguirà il cammino. La pressione è tutta sull’Eintracht: in caso di sconfitta, diventerebbe molto difficile restare tra le prime 24. È vero che mancano ancora le sfide contro Barcellona, Qarabag e Tottenham, ma un ulteriore passo falso rischierebbe di minare la fiducia del gruppo. L’Eintracht deve portare a casa almeno un punto. In un girone così complesso, era chiaro fin dal principio che le gare interne contro Galatasaray, Bergamo e Tottenham sarebbero state l'ago della bilancia. Per Francoforte sarà un compito durissimo».
A chi o a cosa dovrà prestare particolare attenzione l’Atalanta?
«L’Eintracht vanta diverse stelle in rosa, e il focus principale è ovviamente sul reparto offensivo. Jonathan Burkardt è stato un acquisto straordinario, ha già segnato undici gol nelle competizioni ufficiali. Anche Ritsu Doan rappresenta un colpo importante: tecnicamente sicuro, letale nel dribbling e molto intelligente tatticamente. Non dimentichiamo il campione del mondo Mario Götze, fondamentale per il palleggio e l'esperienza, specialmente dopo l’infortunio di Can Uzun. Attenzione poi ad Ansgar Knauff: spesso sottovalutato, ma capace di esaltarsi nelle grandi notti. Infine c’è Farès Chaibi, che brilla in mezzo al campo come costruttore di gioco».
Sono Jonathan Burkardt e Mahmoud Dahoud i pericoli pubblici numero uno?
«Burkardt ha attirato su di sé i riflettori, con tre gol già all’attivo in Champions, ma non è solo un finalizzatore: protegge palla e tiene sotto pressione costante i difensori. Dahoud, invece, è stata una sorpresa enorme. Non giocava da un anno e il suo rientro è stato quasi sensazionale; sta crescendo partita dopo partita ed è, insieme a Götze, uno dei leader per esperienza. Se sono loro i pericoli maggiori? Non direi gli unici, visto il talento di Doan e Knauff, ma Dahoud con la sua visione e il controllo palla può davvero fare la differenza. Credo proprio che giocherà».
C’è invece un giocatore dell’Atalanta che fa più paura ai tedeschi?
«Il "Bergamo" ha tanti giocatori di livello. Ademola Lookman ha deciso la finale di Europa League 2024 contro il Leverkusen e quel ricordo è vivo. Gianluca Scamacca era nei radar dell’Eintracht già anni fa: è un attaccante potente e temibile. Seguo con attenzione anche Charles De Ketelaere e Lazar Samardzic. L’Atalanta è una squadra esperta e molto interessante; per l’Eintracht sarà una sfida enorme».
Ci sono già indicazioni sulla probabile formazione?
«Credo che Rasmus Kristensen tornerà titolare; a fargli spazio in difesa dovrebbe essere Nnamdi Collins. L’ossatura ricalcherà quella consueta: Zetterer tra i pali, poi Koch, Theate, Doan, Brown, Knauff, Götze, Chaibi, Dahoud e Burkardt. Toppmöller ultimamente schiera l’Eintracht con una difesa a tre che in fase di non possesso diventa a cinque, e non mi aspetto cambi di sistema».
L’Atalanta ha appena cambiato guida tecnica. Che impressione avete a Francoforte dell’avvio di stagione nerazzurro? Il cambio in panchina può essere un vantaggio?
«Sono rimasto sorpreso dall'ingaggio di Ivan Juric, che non aveva brillato nelle ultime esperienze a Roma e Southampton. La sua nomina mi ha stupito più del suo esonero. Ora è difficile per me valutare il nuovo tecnico, Raffaele Palladino. Osservando da lontano, il suo lavoro a Firenze era sembrato buono, ma resta da capire quanto velocemente le sue idee verranno assimilate dalla squadra in un momento così delicato».
Negli ultimi anni è cambiata la percezione dell’Atalanta all’estero?
«Da tifoso del Francoforte, si guarda sempre con simpatia a Bergamo, complice l'amicizia tra le tifoserie. In Germania seguivamo molto anche Robin Gosens quando vestiva nerazzurro. Nonostante la crescita esponenziale, la squadra restava un po’ sottotraccia, ma tutto è cambiato con il trionfo in Europa League del 2024. Il modo in cui hanno travolto un Leverkusen fino ad allora imbattuto è stato impressionante. Quando si pensa alla Serie A vengono ancora in mente i brand storici come Inter, Milan o Juventus, ma la reputazione di Bergamo è cresciuta tantissimo».
Come saranno accolti i tifosi dell’Atalanta a Francoforte?
«Credo sarà una giornata di festa allo stadio. Sono molto curioso di vedere cosa organizzeranno le due tifoserie sugli spalti».
In Italia si discute spesso del livello della Serie A. Secondo te è ancora il campionato migliore? Qual è il più affascinante oggi?
«Del campionato italiano apprezzo che la corsa al titolo sia spesso molto aperta. Nelle ultime cinque stagioni lo scudetto è andato a tre squadre diverse, mai alla stessa per due anni di fila e mai alla Juventus, che prima dominava incontrastata. Lo trovo molto avvincente. Personalmente seguo di più la Premier League rispetto alla Bundesliga, mentre negli anni ’90 ero un grandissimo fan della Serie A. Nutro sempre grande rispetto per i club italiani: Roma, Fiorentina e Bergamo sono realtà importanti, ma oggi, oltre alla Bundesliga, è la Premier il campionato che mi entusiasma di più».
Il tuo pronostico per Eintracht–Atalanta?
«Sarà una partita equilibrata. Vedo l’Atalanta leggermente favorita per una questione di maggiore esperienza internazionale, ma l’Eintracht potrà contare su un pubblico caldissimo. Dico 2-2».
Dalle parole di Christopher Michel emerge una certezza: in Germania la sfida non è solo Eintracht–Atalanta, ma Eintracht–Bergamo. Un’abitudine linguistica che certifica quanto il Club nerazzurro abbia radicato il nome della propria città nell’élite del calcio europeo. L’analisi del collega tedesco restituisce l’immagine di un confronto alla pari, carico di rispetto e di un peso specifico enorme per le sorti del girone. Uno snodo cruciale che nessuna delle due squadre può permettersi di sbagliare.
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Christopher Michel, renommierter Journalist von AbsolutFussball.com und Experte für Eintracht Frankfurt, analysiert das Champions-League-Duell gegen Atalanta aus internationaler Perspektive. Für ihn, wie für viele Beobachter jenseits der Alpen, ist unser Team schlichtweg „Bergamo“ – ein Zeichen dafür, wie sehr der Name der Stadt dank der außergewöhnlichen europäischen Reise der letzten Jahre zu einer erkennbaren Sportmarke geworden ist. Als Gesicht von Absolut Eintracht und Autor bei Absolut Fussball spricht Michel über die Form der Deutschen, die Gefahren für die „Dea“ und wie die Realität der Nerazzurri heute in Deutschland wahrgenommen wird.
Wie bereitet sich die Eintracht auf das Duell mit Atalanta vor und wie geht das Team in diese Begegnung?
«Die Eintracht hat neues Selbstvertrauen getankt und wichtige Siege gegen Mainz und Köln eingefahren», beschreibt Michel exklusiv gegenüber TuttoAtalanta.com. «Auch das letzte Champions-League-Spiel gegen Napoli, das 0:0 endete, war ein positives und bedeutsames Signal. Trainer Dino Toppmöller hat es geschafft, die Mannschaft nach einer komplizierten Phase, die von zu vielen Gegentoren und schweren Niederlagen gegen Atletico Madrid, Bayern München und Liverpool geprägt war, wieder in die Spur zu bringen.»
Können wir das Spiel gegen Atalanta als entscheidend für das Weiterkommen bezeichnen?
«Absolut. Für mich ist es eine Art vorweggenommenes Endspiel, um zu entscheiden, wer den Weg fortsetzt. Der Druck liegt ganz bei der Eintracht: Im Falle einer Niederlage würde es sehr schwierig werden, unter den ersten 24 zu bleiben. Zwar stehen noch Spiele gegen Barcelona, Qarabag und Tottenham aus, aber ein weiterer Ausrutscher könnte das Selbstvertrauen der Gruppe gefährden. Die Eintracht muss mindestens einen Punkt holen. In einer so komplexen Gruppe war von Anfang an klar, dass die Heimspiele gegen Galatasaray, Bergamo und Tottenham das Zünglein an der Waage sein würden. Für Frankfurt wird das eine extrem harte Aufgabe.»
Auf wen oder was muss Atalanta besonders achten?
«Die Eintracht hat mehrere Stars im Kader, und der Fokus liegt natürlich auf der Offensive. Jonathan Burkardt war ein außergewöhnlicher Transfer, er hat in den Pflichtspielen bereits elf Tore erzielt. Auch Ritsu Doan ist ein wichtiger Faktor: technisch sicher, tödlich im Dribbling und taktisch sehr intelligent. Vergessen wir nicht den Weltmeister Mario Götze, der für den Spielaufbau und die Erfahrung entscheidend ist, besonders nach der Verletzung von Can Uzun. Vorsicht ist auch bei Ansgar Knauff geboten: oft unterschätzt, aber fähig, in großen Nächten über sich hinauszuwachsen. Und schließlich gibt es Farès Chaïbi, der im Mittelfeld als Spielgestalter glänzt.»
Sind Jonathan Burkardt und Mahmoud Dahoud die größten Gefahrenherde?
«Burkardt hat mit bereits drei Toren in der Champions League das Rampenlicht auf sich gezogen, aber er ist nicht nur ein Vollstrecker: Er schirmt den Ball ab und setzt die Verteidiger unter ständigen Druck. Dahoud hingegen war eine riesige Überraschung. Er hatte ein Jahr lang nicht gespielt und seine Rückkehr war fast sensationell; er wächst von Spiel zu Spiel und ist zusammen mit Götze einer der Führungsspieler mit viel Erfahrung. Ob sie die größten Gefahren sind? Ich würde nicht sagen die einzigen, angesichts des Talents von Doan und Knauff, aber Dahoud kann mit seiner Übersicht und Ballkontrolle wirklich den Unterschied machen. Ich gehe fest davon aus, dass er spielen wird.»
Gibt es einen Spieler von Atalanta, den die Deutschen besonders fürchten?
«„Bergamo“ hat viele Spieler von hohem Niveau. Ademola Lookman hat das Europa-League-Finale 2024 gegen Leverkusen entschieden, und diese Erinnerung ist noch sehr präsent. Gianluca Scamacca war schon vor Jahren auf dem Radar der Eintracht: Er ist ein wuchtiger und gefürchteter Stürmer. Ich verfolge auch Charles De Ketelaere und Lazar Samardzic mit Aufmerksamkeit. Atalanta ist eine erfahrene und sehr interessante Mannschaft; für die Eintracht wird das eine enorme Herausforderung.»
Gibt es schon Hinweise auf die voraussichtliche Aufstellung?
«Ich glaube, dass Rasmus Kristensen in die Startelf zurückkehren wird; in der Abwehr dürfte Nnamdi Collins für ihn Platz machen. Das Grundgerüst wird dem gewohnten entsprechen: Zetterer im Tor, dann Koch, Theate, Doan, Brown, Knauff, Götze, Chaïbi, Dahoud und Burkardt. Toppmöller lässt die Eintracht zuletzt mit einer Dreierkette spielen, die gegen den Ball zur Fünferkette wird, und ich erwarte keine Systemänderung.»
Atalanta hat gerade den Trainer gewechselt. Welchen Eindruck hat man in Frankfurt vom Saisonstart der Nerazzurri? Kann der Wechsel auf der Bank ein Vorteil sein?
«Ich war überrascht von der Verpflichtung von Ivan Juric, der bei seinen letzten Stationen in Rom und Southampton nicht geglänzt hatte. Seine Ernennung hat mich mehr überrascht als seine Entlassung. Es ist für mich jetzt schwer, den neuen Trainer, Raffaele Palladino, zu bewerten. Aus der Ferne betrachtet schien seine Arbeit in Florenz gut zu sein, aber es bleibt abzuwarten, wie schnell seine Ideen von der Mannschaft in einem so heiklen Moment verinnerlicht werden.»
Hat sich die Wahrnehmung von Atalanta im Ausland in den letzten Jahren verändert?
«Als Frankfurt-Fan blickt man immer mit Sympathie nach Bergamo, auch aufgrund der Fanfreundschaft. In Deutschland haben wir auch Robin Gosens sehr verfolgt, als er das schwarz-blaue Trikot trug. Trotz des exponentiellen Wachstums flog das Team etwas unter dem Radar, aber mit dem Triumph in der Europa League 2024 hat sich alles geändert. Die Art und Weise, wie sie ein bis dahin ungeschlagenes Leverkusen überrollt haben, war beeindruckend. Wenn man an die Serie A denkt, kommen einem immer noch die historischen Marken wie Inter, Milan oder Juventus in den Sinn, aber die Reputation von Bergamo ist enorm gewachsen.»
Wie werden die Atalanta-Fans in Frankfurt empfangen werden?
«Ich glaube, es wird ein Festtag im Stadion. Ich bin sehr gespannt darauf, was die beiden Fanlager auf den Rängen organisieren werden.»
In Italien wird oft über das Niveau der Serie A diskutiert. Ist sie deiner Meinung nach noch die beste Liga? Welche ist heute die faszinierendste?
«An der italienischen Liga schätze ich, dass das Titelrennen oft sehr offen ist. In den letzten fünf Spielzeiten ging der Scudetto an drei verschiedene Teams, nie zwei Jahre in Folge an dasselbe und nie an Juventus, das früher unangefochten dominierte. Das finde ich sehr spannend. Persönlich verfolge ich die Premier League mehr als die Bundesliga, während ich in den 90er Jahren ein riesiger Fan der Serie A war. Ich habe immer großen Respekt vor den italienischen Klubs: Rom, Florenz und Bergamo sind wichtige Realitäten, aber heute ist neben der Bundesliga die Premier League die Liga, die mich am meisten begeistert.»
Dein Tipp für Eintracht – Atalanta?
«Es wird ein ausgeglichenes Spiel. Ich sehe Atalanta aufgrund der größeren internationalen Erfahrung leicht favorisiert, aber die Eintracht kann auf ein sehr heißes Publikum zählen. Ich sage 2:2.»
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