C'è la concentrazione di chi sa che ogni parola pesa, alla vigilia di una partita che vale un'intera stagione. Raffaele Palladino si presenta nella sala stampa del Centro Bortolotti di Zingonia con la compostezza del condottiero che non vuole cedere nemmeno un centimetro alla distrazione, né ai rumori di mercato che già da settimane circondano il suo nome. L'Atalanta affronta domani, domenica 17 maggio, il Bologna nell'ultima gara casalinga della stagione, una sfida che potrebbe certificare la qualificazione alla prossima Conference League — la nona partecipazione europea in dieci anni per il club orobico. Ma il clima non è sereno: l'infermeria trabocca, con Scalvini già fuori e Kossounou a rischio, mentre sul futuro della panchina aleggia l'ombra di un ribaltone che potrebbe coinvolgere anche la figura del mister campano. Palladino parla, risponde, non si sottrae. Lo fa con la lucidità di chi si è guadagnato il rispetto di una piazza esigente e con la dignità di chi attende a testa alta il verdetto finale. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Mister, queste voci di mercato che la riguardano rischiano di condizionare la squadra in vista della gara con il Bologna?
«Noi non dobbiamo assolutamente farci distrarre dalle voci che circolano in questi giorni. Il nostro unico obiettivo è restare concentrati sul presente, che per noi significa una sola cosa: raggiungere l'Europa. La Conference League è un traguardo enorme, è un grande obiettivo per questo club e per questi tifosi. Domani ci servirà la massima concentrazione da parte di tutta la squadra. Pensiero unico: la partita.»
Lei sarebbe deluso in caso di addio all'Atalanta a fine stagione?
«Sono concentrato esclusivamente sul presente. Il mio obiettivo rimane il campo, sempre e soltanto il campo. Il nostro amministratore delegato Luca Percassi ha parlato in maniera sincera e trasparente sul futuro: le sue parole sono tanto oggettive quanto chiare, e io le condivido pienamente. A fine stagione ci siederemo e faremo le opportune valutazioni. Ora conta solo raggiungere l'obiettivo europeo.»
Cosa le ha dato questa esperienza all'Atalanta, indipendentemente da come si concluderà?
«Indipendentemente da qualsiasi decisione futura, posso solo che essere grato all'Atalanta. Da quando sono arrivato ho trovato grande calore, grande affetto e una presenza costante da parte della società. Se non ci fosse stata questa sintonia profonda tra la dirigenza e il sottoscritto, non avremmo raggiunto determinati traguardi. Sono orgoglioso di quello che abbiamo costruito insieme in questi cinque mesi. Sono arrivato in una situazione difficile e insieme abbiamo rimesso la squadra in carreggiata.»
Domani potrebbe essere la nona volta in dieci anni che l'Atalanta va in Europa. Cosa rappresenta questo dato per lei
«Domani vorremmo chiudere definitivamente la corsa europea e fare un regalo bellissimo ai nostri tifosi nell'ultima partita casalinga stagionale, per festeggiare insieme nella nostra casa. Potrebbe essere la nona volta in dieci anni che l'Atalanta va in Europa, e questo la dice lunga sulla serietà, sulla continuità e sulla grandezza di questo club. Non è un risultato scontato, è frutto di un lavoro straordinario che va avanti da anni. Noi vogliamo essere all'altezza di questa storia.»
Come si presenta il Bologna e quali sono i rischi di questa gara?
«Il Bologna è una grande squadra che si giocherà tutto in questa partita, visto che è ancora in corsa per la Conference League. Ha costruito un percorso importante anche in Europa League e rappresenta un gruppo solido e compatto, guidato da un allenatore competente come Italiano. Non dobbiamo sottovalutare nulla. È vero che noi abbiamo dei vantaggi matematici, ma questa è una partita di calcio e in campo tutto può accadere. Dobbiamo scendere in campo con il giusto atteggiamento e la giusta determinazione.»
L'emergenza difensiva è il tema principale della vigilia. Come ha gestito questa settimana con tante assenze nel reparto arretrato?
«È stata davvero una settimana molto particolare per il nostro reparto difensivo. Abbiamo Hien squalificato, Kossounou indisponibile, e ancora delle incognite su Djimsiti, Scalvini e Kolasinac, su cui dovremo fare una verifica fino all'ultimo. Faremo la conta definitiva di chi riesce a recuperare e, come già ci è capitato in questa stagione, magari adatteremo qualcuno in un ruolo non suo. Non è una situazione ideale, ma non è nemmeno una novità: abbiamo già dimostrato di saper superare le difficoltà. Cercheremo di riadattarci nella maniera migliore possibile per raggiungere l'obiettivo europeo.»
C'è la possibilità di vedere Obric o Navarro tra i titolari? E potrebbe adattare De Roon in difesa?
«Sì, valuteremo sia Obric che Navarro tra le opzioni disponibili. Obric in particolare ha fatto un percorso davvero importante con l'Under 23, si è messo in grande evidenza, e tra oggi e domani ragioneremo su di lui con tutto lo staff. Anche la possibilità di adattare De Roon in difesa è una soluzione concreta, che abbiamo già sperimentato in passato con risultati discreti. Decideremo domani, sulla base delle condizioni fisiche di tutti i giocatori.»
Questa Atalanta ha talvolta faticato contro le squadre di medio-bassa classifica. C'è un'analisi che ha già fatto al riguardo?
«Sì, abbiamo analizzato questa situazione perché pesano i troppi punti lasciati per strada contro le squadre di metà classifica. Abbiamo fatto un ottimo lavoro contro le grandi squadre della parte sinistra della classifica, e questo è sicuramente un valore aggiunto che testimonia il livello della squadra. Però è una questione di dettagli, di attenzione, di episodi. Sono cose su cui dovremo assolutamente migliorare nella prossima stagione. Avremmo potuto fare qualcosa in più in certe partite che sembravano alla nostra portata.»
Cosa si aspetta dalla squadra domani, dal punto di vista dell'atteggiamento?
«Mi aspetto una partita bella, combattuta, intensa, contro una squadra forte e motivata che vuole fare punti. Noi dobbiamo essere bravi a mettere in campo le nostre qualità, la nostra voglia di vincere, il nostro carattere. Voglio che si veda la stessa fame che abbiamo dimostrato nelle ultime settimane, a San Siro e non solo. Nonostante in questo mese finale non siano arrivati sempre i risultati che volevamo, abbiamo comunque lavorato bene e con grande impegno. Ci teniamo a portare a casa punti importanti davanti ai nostri tifosi, nell'ultima partita casalinga di una stagione che merita un finale degno della sua storia.»
Il futuro a Zingonia è ancora incerto, con l'arrivo di Giuntoli ormai dato per certo come nuovo direttore sportivo. È cambiato qualcosa nel suo approccio?
«No, non è cambiato assolutamente nulla nel mio approccio quotidiano. Io vivo per l'Atalanta e do il massimo per l'Atalanta ogni singolo giorno. Le valutazioni sul futuro spettano alla società, è giusto che sia così, e io rispetto pienamente questo processo. L'unico pensiero che occupa la mia testa in questo momento è la partita di domani. Tutto il resto potrà aspettare. Quello che posso garantire è il mio impegno totale fino all'ultimo minuto dell'ultima partita.»
Raffaele Palladino chiude la sua conferenza stampa con la stessa misura con cui l'ha aperta: parole nette, rispetto istituzionale, sguardo proiettato sul campo. Che il suo futuro sulla panchina orobica sia o meno garantito, il tecnico campano ha già scritto una pagina importante nella storia dell'Atalanta, guidando una squadra decimata dagli infortuni fino alle porte dell'Europa. Domani, contro il Bologna, l'ultimo atto casalingo di una stagione che ha saputo sorprendere. Poi, le decisioni. Ma prima, il campo.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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