Dopo il pesante 0-3 contro il Sassuolo, una sconfitta che riporta indietro l’Atalanta dopo la vittoria di prestigio a Marsiglia, Lazar Samardzic ha affrontato con onestà e autocritica il momento complicato dei nerazzurri. Il serbo, tra i più lucidi in una giornata storta, ha parlato di un gruppo che deve ritrovare equilibrio, intensità e fiducia, sottolineando il ruolo fondamentale del lavoro quotidiano e del sostegno dei tifosi. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Lazar, dopo una vittoria come quella di Marsiglia ci si aspettava una spinta in più anche in campionato. Invece è arrivata una sconfitta pesante. Come la spieghi?
«È difficile spiegare una partita così. Dopo una vittoria importante come quella di Marsiglia, dove avevamo fatto tutti una grande prestazione, pensi di giocare con più fiducia e sicurezza. Invece abbiamo sbagliato tanto: troppi passaggi, troppi contrasti. In queste condizioni non puoi vincere. Dobbiamo chiedere scusa ai nostri tifosi.»
Cosa succede a questa Atalanta così altalenante, capace di passare in pochi giorni da prestazioni di altissimo livello a prove come quella di oggi?
«Non so dare una spiegazione precisa. È difficile capirlo. Siamo una squadra forte, lo sappiamo, ma evidentemente manca continuità. Dobbiamo allenarci più forte, lavorare ancora di più e alzare la testa. È l’unico modo per uscire da questo momento.»
Dopo una sconfitta così, da dove si riparte? Cosa serve per ritrovare serenità e risultati?
«Serve lavorare, sempre e più duro. Ognuno di noi deve guardarsi dentro e capire come può fare meglio, come può vivere pienamente per l’Atalanta. Solo così potremo tornare la squadra che conosciamo. Quando le cose vanno male, non ci sono scuse: bisogna solo impegnarsi di più.»
Rispetto alla scorsa stagione, sembra una squadra meno sicura, più fragile mentalmente. Cosa è cambiato secondo te?
«A livello di giocatori non è cambiato molto: l’unica differenza è l’allenatore. La squadra è la stessa, con la stessa qualità e la stessa voglia. Sappiamo quanto siamo forti, ma abbiamo avuto due partite molto negative, Udine e oggi, e questo è un problema. Dobbiamo ritrovare fiducia e convinzione nei nostri mezzi.»
Hai iniziato la gara in una posizione più avanzata, poi ti sei abbassato accanto a Pasalic. Cosa è mancato nella fase finale della partita, con te più arretrato?
«È mancato l’ultimo passaggio, il tiro, la qualità negli ultimi metri. Dopo il 2-0 è diventato tutto più difficile, perché loro si sono chiusi bene e non abbiamo trovato spazi. Dovevamo essere più precisi e veloci, tutti quanti.»
Al termine della gara sono arrivati anche i fischi del pubblico. Che effetto vi hanno fatto e che messaggio vuoi mandare ai tifosi?
«I tifosi sono sempre fantastici e ci sostengono fino alla fine. Oggi i fischi erano giusti, perché non abbiamo dato quello che serviva. Dobbiamo chiedere scusa, come ho detto prima, ma anche rialzarci insieme a loro. Sappiamo che ci saranno sempre vicini, e noi dobbiamo dimostrare in campo che meritiamo questo supporto.»
Samardzic chiude con parole che suonano come un impegno collettivo più che come una giustificazione: «Abbiamo sbagliato, lo sappiamo, ma dobbiamo restare uniti. Solo con il lavoro e con la nostra gente potremo tornare a fare le prestazioni che tutti si aspettano dall’Atalanta.»
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