C'è amarezza per il risultato, ma tanto orgoglio per la prestazione e, soprattutto, un senso di protezione paterna verso i suoi talenti. Cesc Fàbregas si presenta in conferenza stampa dopo lo 0-0 contro l'Atalanta (giocata in superiorità numerica per oltre 80 minuti) e analizza un match stregato, blindando Nico Paz dopo l'errore dal dischetto.

LA DIFESA DI NICO PAZ - Il primo pensiero del tecnico è per il suo gioiello, che ha fallito il rigore decisivo: «Voglio mandare un grandissimo messaggio di supporto a Nico Paz e a tutti i ragazzi giovani che sbagliano. Spesso vogliamo massacrarli subito, poi però ci lamentiamo che nel calcio di oggi non ci sono giovani di personalità o di talento. Non ci sono perché non diamo loro l'opportunità: se quando sbagliano li massacriamo, non cresceranno mai. Questa generazione ha bisogno di aiuto e coraggio da parte nostra. Nico deve stare tranquillo, fa male ma è parte della crescita».

DOMINIO STERILE - I numeri della partita sono impietosi: 29 tiri verso la porta, un Expected Goals (xG) di 5.24, ma zero reti. «Non bisogna analizzare troppo per non diventare pazzi - spiega Fàbregas -. Abbiamo fatto di tutto e di più per vincere. Abbiamo provato ogni soluzione, creato occasioni nitide anche quando eravamo 11 contro 11. Semplicemente non era la partita giusta, la palla non voleva entrare. Sappiamo di non essere al livello di Inter o Juventus, il nostro è un percorso di crescita piano piano. Oggi predico calma e serenità: se crei 29 occasioni vuol dire che hai cercato di vincere in ogni modo, non posso dire nulla di negativo ai ragazzi».

LA QUESTIONE "CATTIVERIA" - A chi gli chiede se sia mancata cattiveria sotto porta, Fàbregas risponde deciso: «Parlare dopo è facile. Io ho visto Gabrielloni cercare la palla dentro, ho visto Baturina solo contro il portiere tre volte, occasioni facili che non entrano. Ho visto un cross che Tasso non tocca per un soffio. Più il rigore all'ultimo secondo. Se la squadra avesse fatto un possesso sterile e passivo sarei dispiaciuto, ma non è stato così. Abbiamo creato tantissimo. Accetto le critiche, ma oggi non parlerò male di quello che abbiamo fatto».

IL CAMBIO DI ADDAI - Infine, un chiarimento sulla gestione di Addai, sostituito dopo essere subentrato: «Mi dispiace, non piace a nessuno fare queste scelte né subirle come giocatore. Aveva fatto 35 minuti, ma in quel momento non mi stava dando quello che volevo. Noi volevamo vincere, a volte pensate che non sia così, ma quella scelta era fatta per provare a portare a casa i tre punti. Sono decisioni che si prendono in un istante perché pensiamo sia la cosa migliore per la squadra».

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Sezione: L'avversario / Data: Lun 02 febbraio 2026 alle 07:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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