Oggi il suo futuro si chiama Inter, con un contratto fino al 2030 già pronto dopo l'esplosione con la maglia del Modena. Ma il destino di Yanis Massolin avrebbe potuto tingersi di nerazzurro con qualche anno di anticipo, e non sulla sponda milanese, bensì su quella bergamasca. A rivelare il retroscena è l'agente del giocatore, Yvan Le Mee, che ha svelato come gli scout della Dea avessero individuato nel francese qualità molto familiari dalle parti di Zingonia.

L'INTERESSE DELLA DEA - Tutto risale a un paio di stagioni fa, quando il centrocampista classe 2002 iniziava a far parlare di sé. «C'è stato anche l'interesse dell'Atalanta, direi nel 2023 se non erro», ha spiegato il procuratore. Un interessamento non casuale, ma figlio di un'analisi tecnica precisa che aveva portato gli osservatori orobici a vedere in lui un potenziale erede di uno dei pilastri della squadra di Gasperini.

IL PARAGONE CON KOOPMEINERS - Il dettaglio più succoso riguarda proprio la valutazione tattica fatta all'epoca dalla dirigenza atalantina. Secondo Le Mee, infatti, a Bergamo «vedevano in lui un giocatore simile a Koopmeiners». Un paragone pesante e lusinghiero: non un semplice mediano (come Rabiot, a cui era stato accostato dalla Juve), ma una mezzala di struttura, capace di agire anche sulla trequarti e di incidere con la palla tra i piedi. Caratteristiche che Teun ha sublimato a Bergamo e che Massolin sta iniziando a mostrare con continuità in Serie B.

PERCHÉ NON SE NE FECE NULLA - Se il talento c'era e la visione prospettica anche, a bloccare l'operazione furono le logiche di rosa. «In quel momento c'erano tanti giocatori in prestito ed era difficile far entrare un altro giocatore ancora», ha concluso l'agente. L'affollamento nel reparto e la gestione dei tanti prestiti hanno impedito l'affondo decisivo, lasciando che il giocatore proseguisse il suo percorso altrove, fino alla recente chiamata dell'Inter.

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Sezione: Calciomercato / Data: Dom 01 febbraio 2026 alle 21:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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