Vigilia di campionato e intrecci di panchine. In attesa del fischio d'inizio di Atalanta-Torino, i microfoni si accendono per analizzare il momento d'oro della Dea e le prospettive di una sfida che mette di fronte passato e presente. La nostra Claudia Esposito è intervenuta ai microfoni di TorinoGranata.it per fare il punto sulla gestione Palladino, sul mercato e sulle ambizioni nerazzurre.

LA CURA PALLADINO - I numeri non mentono, ma è l'atmosfera a raccontare la vera verità. La svolta impressa da Raffaele Palladino è sotto gli occhi di tutti. «Sì, con Palladino l’Atalanta ha decisamente svoltato» conferma Esposito. «Ciò che mancava rispetto alla scorsa stagione non era la qualità della rosa, rimasta pressoché invariata al netto dell'addio di Retegui, ma l'entusiasmo e le motivazioni». Il tecnico ha lavorato sulla testa prima ancora che sulla tattica: «Ha ascoltato la squadra, ha capito i bisogni dei giocatori e li ha fatti sentire coinvolti. Nelle 11 partite della sua gestione sono arrivate 8 vittorie tra campionato e coppe, con l'unico vero passo falso contro il Verona. È l'uomo giusto al posto giusto».

IL NODO JURIC - Inevitabile un passaggio su Ivan Juric, l'ex che a Bergamo non ha lasciato il segno sperato. «Sopravvalutato? Difficile dirlo lato società, ma l'ambiente bergamasco lo ha accolto con diffidenza fin da subito» spiega la giornalista. I dubbi riguardavano la capacità di raccogliere la pesante eredità di Gasperini. «Se Gasp trasformava giocatori buoni in campioni, con Juric a volte sembrava ci fossero passi indietro. È mancato il coraggio, la brillantezza offensiva e, soprattutto, l'empatia con la squadra. La sensazione è che la scintilla non sia mai scoccata».

MERCATO E GIOVANI - Gennaio è mese di riparazione, ma Palladino predica calma per non distrarre il gruppo. Eppure le manovre non mancano. «Con le uscite di Brescianini e probabilmente Maldini, la società sembra puntare su Giovane del Verona. In difesa, il reparto regge grazie alla crescita esponenziale di Ahanor, che a 17 anni gioca con la maturità di un veterano, e ai rientri di Scalvini e Kolasinac». Davanti, la soluzione interna ha pagato: «La scelta di Zalewski come vice-Lookman ha funzionato molto bene».

SOGNO CHAMPIONS - L'Atalanta corre su tre binari e non vuole scendere da nessuno. «La squadra è concentrata su tutti i fronti. La Champions League sta andando benissimo: con i play-off già in tasca, l'obiettivo ora è l'accesso diretto agli ottavi per gestire meglio le energie». L'esperienza europea maturata negli anni è un fattore decisivo: «Oggi l'Atalanta se la gioca con tutti, adattandosi a ritmi e culture tattiche differenti. In Europa non vince sempre il più forte, ma chi si adatta meglio».

LE SCELTE PER IL TORO - Chiudendo sulla sfida di domani sera, le previsioni tattiche vanno nel segno della continuità. «Palladino non si sbottona mai, ma credo che l'assetto sarà simile a quello visto a Bologna». In attacco, con Scamacca ancora in forse, spazio a chi ha ritrovato il gol: «Dovrebbe giocare ancora Krstovic. Alle sue spalle mi aspetto la coppia De Ketelaere-Zalewski. Nonostante le assenze di Kolasinac e Kossounou, le alternative sono solide».

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Sezione: Interviste / Data: Sab 10 gennaio 2026 alle 19:20 / Fonte: Marina Beccuti
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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