Dopo il rinvio della partita contro il Genoa di mercoledì, se non altro, la banda di Percassi andrà nell’unica regione d’Italia che si è salvata dall’ondata di freddo siberiano che ha avvolto l’intera nazione. La Dea vola in Sicilia dove affronterà un redivivo Palermo.
La squadra siciliana è in un periodo di forma splendido, nelle ultime tre partite ha segnato 11 reti e proviene dal pareggio a San Siro contro l’Inter con un mirabolante 4 a 4. Sulla panchina ovviamente c’è stato un cambio: Bortolo Mutti ha preso il posto dell’esordiente Devis Mangia. L’ex allenatore della primavera del Varese è stato esonerato a dicembre due giorni dopo aver portato in conferenza stampa il panettone per sottolineare con ironia che era arrivato a fine anno ancora seduto sulla panchina rosanero. Il giorno dopo però ha perso il derby col Catania e Zamparini lo ha esonerato. Quello sciagurato dolce natalizio è stato sicuramente indigesto per il povero Mangia. Voto 8 per il coraggio, voto 4 per la figuraccia: facendo la media do un bel 6 al mister milanese, il gesto è da apprezzare.
Rispetto all’andata è cambiato qualcosa. Il modulo è il 4-3-1-2. Sono stati inseriti nuovi acquisti come il futuro portiere della nazionale Viviano e l’ex atalantino Donati prelevato dal Bari; trovano spazio con più regolarità giocatori precedentemente ai margini come l’altro ex Igor Budan e il difensore Mantovani. Inoltre Miccoli è tornato al centro degli schemi d’attacco.
ANALISI DELLA SQUADRA
Nulla da dire sul portiere Viviano, il difensore dei pali italiano più talentuoso dopo Buffon. I due difensori centrali hanno in comune il vizietto del gol: Silvestre, nel mirino di Prandelli come prossimo oriundo, ha forza fisica e grande tempismo nel gioco aereo, benché a volte un po’ troppo ruvido nelle entrate; Mantovani, acquistato dopo un lungo corteggiamento dal Chievo e inspiegabilmente in panchina nei primi mesi del campionato, ottimo colpitore di testa e buon marcatore. Il terzino sinistro è Balzaretti: dopo lungo girovagare per l’Italia è esploso in Sicilia, garantisce copertura e una buona propulsione sulla fascia. Sulla destra un mediocre Pisano prenderà il posto di un irriconoscibile e quanto mai regredito Munoz. I tre di centrocampo saranno da sinistra a destra Barreto, Donati e Bertolo. I primi due rappresentano una bella fetta di storia recente della Dea e perciò non hanno bisogno di particolari presentazioni: Edgar, polmoni d’acciaio e tanta grinta; Donati è un calciatore dalla carriera singolare, quando sembra stia per sparire dalla scena del calcio che conta eccolo che riappare magicamente. Dalla sua ha geometrie, forza fisica e un colpo di frusta che lascia il segno. L’argentino Bertolo non ha combinato un gran che, ha esibito qualche bel colpo ma la costanza non sembra appartenergli; a Palermo non sembrano puntare molto su di lui. Sulla trequarti ci sarà Ilicic, il giocatore per cui hanno ceduto Pastore a cuor leggero, doveva farne le veci ma anche lui come Munoz ha fatto il passo del gambero nel rendimento. Possiede un sinistro esplosivo e la tecnica non gli manca, quello di cui deficita a vederlo giocare pare sia la voglia. Il più talentuoso e il leader della squadra è di certo Fabrizio Miccoli, il Romario del Salento, ovunque giochi diventa l’idolo dei tifosi; tecnica sopraffina, scatto bruciante e dribbling secco miscelati con un fisico alla Maradona ne fanno un incubo per i difensori con le leve lunghe. Ha la capacità di risolvere la partita da solo ma a volte si spegne ed “esce dal campo”. Domenica sarà una spina nel fianco per la retroguardia nerazzurra. Al fianco del piccoletto pugliese l’ennesimo ex Igor Budan: si sta comportando bene negli ultimi match, ha segnato qualche gol e ha lavorato parecchio per la squadra, se riuscisse a fare cinque partite di fila senza rompersi sarebbe già un buon risultato. Eterna promessa è arrivato a trent’anni riuscendo sempre a galleggiare ad alti livelli anche se non ha mai combinato molto: mi chiedo se quello col vero talento non sia il suo procuratore…
LA PARTITA
La Dea non si può mai rilassare, ogni partita nasconde grandi difficoltà. Affrontare il Palermo in questo momento è una vera sfortuna perché nel capoluogo siciliano hanno ritrovato fiducia ed entusiasmo. Il mercato di gennaio e le modifiche tattiche di Mutti hanno migliorato la situazione ma la difesa rosanero concede sempre molto agli avversari. Le ultime partite hanno un che di zemaniano: analizzando i risultati, 5 a 3 col Genoa e 4 a 4 con l’Inter, è evidente il fatto che la porta protetta da Viviano non è affatto inviolabile. Ho tralasciato volutamente la partita col Novara vinta 2 a 0 dove la squadra di Mutti non ha subito reti perché non fa testo, la compagine piemontese ora come ora è come una gazzella zoppicante isolata dal branco e accerchiata dai leoni. In poche parole: è spacciata.
La trasferta è molto impegnativa: davanti al pubblico amico i rosanero hanno un ruolino di marcia notevole e ci vorrà una super Atalanta per guadagnare punti. I ragazzi di Colantuono hanno dalla loro maggior freschezza atletica visto il riposo forzato di mercoledi. Scoprirsi troppo e lasciare la possibilità del contropiede a Miccoli, Ilicic e compagni sarebbe deleterio, quindi è meglio applicare una tattica attendista e capovolgere la situazione appena se ne presenterà l’occasione. Non si potrà fare affidamento sulla boa d’attacco Denis, ancora squalificato, ma il Tir e Manolo potrebbero non farne sentire l’assenza e rappresentare la sorpresa di questa giornata: Per lo meno, è quello che ci auguriamo.
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