Sotto le luci di Riyadh, il Napoli non si limita a vincere: ribadisce con prepotenza una gerarchia. Nella prima semifinale della Supercoppa Italiana 2025, la squadra campione d'Italia in carica ha spazzato via le incertezze e un Milan apparso troppo fragile, staccando il pass per la finalissima di lunedì sera. Non c'è stata storia nell'incrocio tra i detentori dello Scudetto e i finalisti dell'ultima Coppa Italia: gli azzurri hanno confermato lo status di favoriti con una prestazione solida, cinica e tatticamente ineccepibile, lasciando ai rossoneri solo le briciole e qualche rimpianto.
LA FIRMA DEL TANDEM D'ORO – La partita è stata lo specchio fedele del momento di forma dei partenopei, trascinati dai loro uomini copertina. Un gol per tempo, come una sentenza emessa con calma glaciale. A decidere la contesa ci ha pensato il duo offensivo che sta facendo sognare i tifosi: prima l'ex atalantino Rasmus Hojlund, sempre più letale, e poi David Neres hanno griffato il 2-0 finale. Due lampi che hanno illuminato la notte saudita, certificando la superiorità di una squadra che, quando conta, sa esattamente come colpire.
L'ORGOGLIO E L'ALLARME DI CONTE – Nel post-partita, Antonio Conte non ha nascosto la soddisfazione, pur mantenendo quell'atteggiamento vigile che lo contraddistingue. Il tecnico ha elogiato lo spirito dei suoi, lanciando però un monito chiaro sulla gestione delle risorse. «Battere colossi come il Milan inietta una fiducia enorme», ha spiegato l'allenatore salentino. «Dopo la sosta abbiamo inanellato grandi prestazioni grazie a ragazzi seri che danno l'anima. Tuttavia, c'è un rovescio della medaglia: giocare ogni tre giorni con una rosa ridotta all'osso è un rischio che si paga. Ho abbastanza esperienza per dire che questa emergenza va analizzata con lucidità, altrimenti si sbagliano le valutazioni».
IL CAMALEONTE TATTICO – A fargli eco dalla sala stampa è arrivato Leonardo Spinazzola, uno dei protagonisti della rinascita sulla fascia. L'esterno ha svelato la chiave tattica del successo, sottolineando la flessibilità del gruppo. «Questo risultato è la naturale conseguenza del lavoro quotidiano», ha argomentato l'ex Roma. «Seguiamo il mister in tutto, ma la nostra forza sta nel saper cambiare pelle: sappiamo compattarci e aspettare, per poi risalire e aggredire uomo su uomo quando è il momento giusto. È esattamente ciò che Conte ci chiede».
Il Napoli dunque c'è, è vivo e affamato. In attesa di conoscere l'avversaria nell'atto conclusivo, Conte si gode la finale conquistata e una certezza: anche in emergenza, la sua squadra ha il carattere del leader.
IL TABELLINO
NAPOLI-MILAN 2-0 (p.t. 1-0)
39’ Neres (N), 64’ Hojlund (N)
NAPOLI (3-4-2-1)
Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus; Politano (78’ Mazzocchi), Lobotka, McTominay, Spinazzola (81’ Gutierrez); Neres (87’ Vergara), Elmas (78’ Lang); Hojlund (81’ Lucca).
A disp.: Contini, Ferrante, Buongiorno, Marianucci, Olivera, Lukaku, Beukema, Ambrosino, Baridò, De Chiara.
All.: Conte.
MILAN (3-5-2)
Maignan; Tomori, De Winter (69’ Athekame), Pavlovic; Saelemaekers (69’ Fofana), Loftus-Cheek, Jashari (75’ Modric), Rabiot, Estupinan; Nkunku, Pulisic.
A disp.: Terracciano, Torriani, Odogu, Bartesaghi, Ricci, Ibrahimovic, Dutu, Sala, Borsani.
All.: Allegri.
Arbitro: Zufferli (Udine).
VAR: Aureliano.
NOTE: Ammoniti: McTominay (N), Rabiot (M), Tomori (M), Athekame (M). Possesso palla 41%-59%. Tiri in porta 5-3. Angoli 5-4. Recuperi: p.t. 2’; s.t. 7’.
Spettatori 24.941.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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