Il mondo dell'8 ottobre del 1989 era completamente diverso. Il muro di Berlino non era ancora caduto, per capire l'enorme differenza che c'è tre decenni (e passa) dopo. Il Delle Alpi non era ancora concluso, per dirne un'altra, e all'Olimpico di Torino si giocava Juventus-Atalanta. I bianconeri potevano schierare Rui Barros e Casiraghi, mentre l'Atalanta puntava su Stromberg e Claudio Caniggia. Proprio il figlio del vento, argentino, il giustiziere dell'Italia ai Mondiali a venire, segnò lo 0-1 finale, la seconda volta consecutiva con i nerazzurri che espugnavano San Siro.

Da lì in poi l'Atalanta non ha mai vinto a Torino, nemmeno in Coppa Italia quando una tripletta di Lazzari mandò al tappeto i bianconeri. Anche in casa il ruolino è decisamente sfavorevole, perché è dal 2001 che la Juve non esce sconfitta da Bergamo. Stavolta la Coppa Italia cambia le carte in tavola, con il 3-0 della scorsa stagione che aveva tolto il primo trofeo a Cristiano Ronaldo.

La situazione è da comprendere: senza pubblico, nell'Allianz Stadium completamente vuoto, può l'Atalanta ridurre ulteriormente il gap con la Juventus, azzeccando la decima vittoria consecutiva e rilanciandosi, almeno ipoteticamente, per la corsa Scudetto? Sembra francamente un esercizio di difficile esecuzione, anche se Alejandro Gomez e Gian Piero Gasperini, ieri, hanno già fatto capire che l'intenzione è quella di vincerle tutte. Dopo trent'anni l'Atalanta può pensare di giocarsela ad armi quasi pari a Torino, contro la Juventus. In attesa dell'anno prossimo, quando ci sarà l'idea - sin dall'inizio - di partire forte.

Sezione: Altre news / Data: Gio 09 luglio 2020 alle 20:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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