C’è della gran tensione. E stiamo parlando di Bugo e Morgan che si dicono addio. No, non è vero: di Benji & Fede che si dicono addio. No, non è vero, della lotta allo scudetto che è bellissima. Questo è vero. Ma prima vi diciamo tutto quello che sappiamo di Benji & Fede: non c’entrano con Holly e Benji. Fine delle cose che sappiamo di Benji & Fede. Ma veniamo al calcio, che ci tocca scrivere dopo Milan-Torino ed è tardissimo.
La prima cosa che ci viene da scrivere è che, come sempre, abbiamo la memoria corta dei pesci rossi (ne parliamo anche in fondo): oggi l’Inter non vale niente (“ha perso con la Lazio e Conte non cambia mai modulo”), settimana scorsa era la Juve (“ha perso con il Verona e Sarri capisce poco”) e due settimane fa la Lazio (“Son bravi ma prima o poi crollano”). Puntiamo tutto sull’ultimo risultato, siamo fatti così.
Prendete Sarri. È primo, lo dice la classifica, ma non va bene. È in semifinale di Coppa Italia con un piede in finale, ma non va bene. È agli ottavi di Champions, ma non va bene. Non va bene, non va bene, non va bene. Va talmente male che c’è chi parla del “sostituto”: “Hanno già deciso per Guardiola. Oppure Zidane. Ballottaggio Zidane-Guardiola”. C’è della follia in tutto questo, ma il fatto è che c’è chi abbocca e, quindi, vale tutto. Sarri sta facendo bene, è in testa alla classifica, può ancora vincere ogni cosa. Manca il bel gioco? È vero, del resto lo ha ammesso lui stesso sottolineando le individualità dei bianconeri. È così importante? Forse, ma mai come i risultati, quelli vengono prima di tutto.
Che cosa si può dire ancora della Lazio? Che è stata costruita con due spiccioli rispetto alle corazzate cui tiene testa? Che è guidata da un allenatore per caso, benedetto dal colpo di testa del “Loco” Bielsa? Ne abbiamo parlato tante volte. Teniamo solo un eventuale spogliarello di Lotito in caso di scudetto. Due parole su Milinkovic-Savic, giocatore superiore. Lo avevano valutato più di 100 milioni. Altri nel suo caso avrebbero fatto i capricci pur di andare via, lui no, ha avuto un periodo di appannamento (ma non di scarso impegno) e ora è tornato ad essere il fenomeno che è. "Alla Lazio l'idea di famiglia deve prevalere su tutto". Quando parli con Lotito ti dice così. I fatti dicono che i suoi giocatori sono anche bravi uomini.
Di certo Gattuso non è arrivato a Napoli per caso. De Laurentiis cercava una cura per gli alti e bassi della sua squadra, l’ha trovata - almeno per il momento - nell’allenatore specializzato in "situazioni complicate". Tra una settimana arriva la sfida impossibile con il Barcellona, ma se lo chiedete a lui che ha vinto un Mondiale vi dirà che di impossibile non c'è (quasi) nulla.
La notizia della settimana è l’esclusione del Manchester City dalle prossime due Champions League. In attesa del ricorso - attenti al Tas -, possiamo finalmente dire: “Allora il fair play esiste per davvero!”. Per anni abbiamo sentito tifosi scontenti dire “Suning non compra perché è tirchio”, “Elliott non spende perché non gli interessa”. L’Uefa ci ha messo un po’, ma alla fine si è fatta sentire. Tanto che ora - secondo la Gazzetta dello Sport - starebbe studiando anche una manovra anti plusvalenze fittizie. C’è chi trema, ma ci rimane una domanda: se c’è stato bisogno di Football Leaks per svelare le sponsorizzazioni fittizie del City (erano sotto gli occhi di tutti), chi potrà giudicare se il prezzo di un giocatore è congruo oppure no?
Il Milan? Quella con il Torino è stata una partita brutta, ma in certi casi contano solo i punti: i rossoneri li hanno portati a casa, i granata no e ora rischiano per davvero.
Chiusura d’obbligo sull'Inter, con quattro righe scritte per Esquire.it
Saluti a voi che siete arrivati fino a qua.
L’Inter ha perso, è vero, è non è stata una questione di sfortuna: la Lazio ha meritato, in questo momento è più squadra, ha un centrocampo più forte, fisicamente sta meglio e tutto quello che vi pare. Questo però non significa che il mondo sia finito. E voi direte: “L’Inter – secondo tempo con il Milan a parte - non funziona da un mese abbondante”. E così è. Ma sapete che c’è? È tutto normale e l’anormalità, al limite, è che la squadra di Conte sia a soli tre punti dalla vetta.
Ora vi sveleremo un segreto inconfessabile, qualcosa di molto simile a uno vero e proprio scoop: l’Inter non è una squadra perfetta e, anzi, ha ancora molti difetti. Incredibile vero? Funziona solo se tutti sono in gran forma e galoppano per 90 minuti, non gioca un gran calcio, balbetta contro le squadre che giocano “a specchio”. Questo significa che sia tutto da buttare nel cassonetto dell’umido? Giammai! Questa è una squadra che è esatta espressione del suo tecnico, una squadra perfettamente “contiana”; può perdere a Roma con la Lazio e magari farà fatica ancora, ma ha nel suo dna la più importante delle prerogative per crederci fino in fondo: attributi grossi come palloni da basket.
L’Inter farà il suo fino al termine della stagione e magari alla fine non vincerà una mazza, ma difficilmente avrà rimpianti. Quelli, i rimpianti, al limite turberanno il sonno di coloro che pensano che lo scudetto non sia una possibilità regalata dai fisiologici rallentamenti della Juve (ha scelto un tecnico che fa a pugni con la sua tradizione pallonara, ha sbagliato qualcosa sul mercato), bensì un obbligo determinato dal fatto che dispone del tecnico più pagato in assoluto che “deve farci vincere per forza! E deve far giocare Eriksen!”.
Ecco, Eriksen. Siamo già al processo. Qualcuno diffida del giocatore (“mah, vuoi vedere che in fondo è una pippa?”), altri se la prendono con l’allenatore (“Ma lo vuol mettere titolare o no?”), nessuno osserva il calendario: questo qui è arrivato a Milano tre settimane fa. Non un anno fa, 21 giorni. E se il precisino la butta su Sneijder che “fu subito decisivo nel derby!”, ricordategli che il modo di dire “l’eccezione conferma la regola” sarà pure trito e ritrito, ma vale assai. E l’eccezione è un giocatore che arriva e da subito fa faville, mentre la regola è che ci voglia un minimo di tempo prima di far quadrare le tessere del puzzle. Arriverà il momento di Eriksen, e arriverà presto: statene certi.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
Altre notizie - Calciomercato
Altre notizie
- 06:15 DirettaDIRETTA JUVENTUS-ATALANTA Frana Gomme Madone, segui il live dalle 18
- 06:15 DirettaDIRETTA SERIE C / ATALANTA U23-RAVENNA Frana Gomme Madone, calcio d'inizio ore 12:30
- 04:00 Zalewski ed Elmas, i due jolly che aspettano il loro turno
- 03:00 Gaetano tra Nazionale e Juve: "Giocare all'Allianz di Torino è sempre dura, se dovesse chiamare Mancini..."
- 02:24 Esclusiva TAESCLUSIVA TA - Pavan (TuttoJuve): "Oggi la rosa dell'Atalanta è superiore"
- 02:00 Esclusiva TASarri e la casa che licenziò un campione
- 00:55 ZingoniaBellanova: "Cambiare dall'oggi al domani non è facile"
- 00:45 DirettaSarri in conferenza: "Juve? Per me è una pagina chiusa. Vicino ai tifosi nerazzurri, pena collettiva non riesco a capirla né a digerirla"
- 00:45 Probabili formazioniJuventus-Atalanta, le probabili formazioni
- 00:45 Scamacca contro la difesa a tre: il duello che può decidere l'Allianz
- 00:30 Italia, Mancini convoca quattro atalantini: c'è anche Scamacca. L'elenco
- 00:17 VideoRoma-Inter 2-2: doppio Koné, poi la firma di Lautaro
- 00:17 VideoLazio, 13 punti in cinque giornate: Gattuso supera Maestrelli
- 00:15 Prandelli: "La Juventus parte favorita contro l'Atalanta! Occhio a Raspadori, Kessie ha personalità"
- 00:00 ZingoniaKossounou si ferma: Kristensen verso la prima da titolare
- 00:00 Elmas: "Mi sento un 10, ma gioco dove serve. Spalletti? Con lui un rapporto speciale"
- 00:00 De Roon, il retroscena dell'addio: la chiamata mai arrivata
- 00:00 Pasalic: “Al calcio di Sarri ci stiamo adattando pian piano”
- 20:15 Botta e risposta all’Olimpico: Roma e Inter si dividono la posta
- 18:00 Lazio a Venezia per prendersi il secondo posto
- 18:00 ZingoniaJuventus-Atalanta, Sarri vicino ai tifosi: "Pena collettiva, secondo me è anche incostituzionale"
- 17:10 ZingoniaAtalanta, i 23 convocati di Sarri per la sfida contro la Juventus
- 17:00 ZingoniaSarri: "Siamo ancora un po' silenziosi, Scalvini ha ampi margini di miglioramento"
- 16:30 U23: domenica lunch match con il Ravenna
- 16:15 Milan, un giornalista fa la formazione ad Amorim. E lui: "È il mio lavoro..."
- 16:00 Primavera: domenica in trasferta col Genoa
- 15:30 Esclusiva TALa maglia di Rowe finisce nelle mani di un tifoso con due clic: ecco come
- 15:30 Vivaio: ecco il programma del weekend
- 15:00 Addio a Sandro Mazzola, il cordoglio dell'Atalanta
- 15:00 Roma-Inter vale il primato solitario
- 14:00 Beati alla terza in otto giorni: il turnover che decide Atalanta U23-Ravenna
- 13:30 Bologna-Torino per sistemare la classifica
- 13:00 Atalanta, Sarri chiede tempo: il nuovo progetto entra nel vivo
- 12:30 Juventus, la vittoria europea non basta: contro l'Atalanta servono conferme
- 12:15 Il commovente ricordo di Zanetti: "Mazzola sarai sempre una leggenda"
- 12:00 Dal 14 marzo 2018 a oggi: la serie di Torino che la Dea deve difendere
- 12:00 Esclusiva TAIl Baffo e i cento anni di San Siro
- 12:00 Esclusiva TACorona d'alloro e candeline: la festa della fidanzata di Scalvini Gemma Pinelli, ora dottoressa
- 11:45 Genova, l'ultima tappa della Primavera: Bosi e i tre punti che pesano
- 11:30 Cagliari a Udine per continuare a stupire
- 11:15 Il Coni annuncia: "Un minuto di silenzio per onorare Mazzola"
- 11:00 Atalanta, esame Juventus: a Torino per rilanciarsi
- 10:45 La Juve e le vittorie che mancano contro la Dea. Porrini: "Può essere la volta buona"
- 10:30 Juric si rialza: "Sono felice, facevamo belle prestazioni ma senza vincere..."
- 10:15 Ravenna, tre porte inviolate: come si scardina la squadra di Mandorlini
- 10:00 Vicario e Carnesecchi, due azzurri uno di fronte all'altro: la porta di Juventus-Atalanta
- 09:45 Dal Dall'Ara al Penzo: la guida al sabato di Serie A prima di Torino
- 09:30 ZingoniaKessie contro il centrocampo bianconero: il duello di mezzo che aspetta la Dea a Torino
- 09:00 Gaetano, la porta chiusa e la risposta che ha in mano
- 08:45 Bremer torna, Cambiaso c'è, Zhegrova aspetta: la Juventus che sceglie Spalletti
