Fonseca chiama la Roma. La squadra risponde? Il responso questa sera al triplice fischio della sfida con l’Atalanta. Uno match spartiacque della stagione dopo un inizio di 2020 terrificante: quattro sconfitte su sei partite di campionato. Negli ultimi 45 anni solo un’altra volta aveva fatto registrare gli stessi risultati ed era il 2013 con Zeman in panchina. Da questo si capisce come qualcosa si sia rotto, o quantomeno bloccato, negli ingranaggi giallorossi che prima di Natale lasciavano presagire ben altri risultati. Il mercato e il cambio societario certo non aiutano, ma non possono essere l’alibi di sconfitte come quelle con il Torino, Sassuolo o Bologna.
NOVITA’ - In affanno sembra esserci finito anche Fonseca che nella sua carriera quasi mai si è ritrovato a gestire una situazione così. Con lo Shakhtar il livello rispetto alle avversarie era talmente netto che in tre anni non ha mai sofferto la concorrenza. Per trovare una situazione simile a quella che sta vivendo in giallorosso bisogna tornare alla stagione 2015-16 quando sedeva sulla panchina del Braga. Dal 21 febbraio e per i successivi due mesi inanellò 6 sconfitte e 5 pareggi in 15 partite. Un trend negativo che comunque non vietò a Fonseca di portare i suoi calciatori fino ai quarti dell’Europa League e a uno storico successo nella coppa nazionale contro il Porto. Mai, infatti, il tecnico è andato a rottura con gli spogliatoi allenati nella sua carriera. E anche con la Roma non sembra questo il caso.
TABU’ - I calciatori si fidano e in settimana hanno cercato più volte di fare gruppo in vista della gara con l’Atalanta che rappresenta un scoglio, non insormontabile, ma comunque difficile da superare. Negli ultimi dieci precedenti in Serie A, la squadra bergamasca ha perso solamente una volta (era l’esordio di Di Francesco sulla panchina dei giallorossi. Partita risolta da Kolarov su punizione). Dzeko anche, nonostante i 4 gol fatti ai nerazzurri, non ha uno score fortunato con un successo in nove match. Al centro dell’attacco, però, ci sarà sempre il bosniaco e più vicino a lui Mkhitaryan con Mancini spostato in mediana per dare maggior equilibrio. L’unità anti crisi è pronta, ora tocca al campo parlare.
Autore: Redazione TA
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