LAZIO-ATALANTA 2-0 (p.t. 0-0)
77’ rig. Sulejmani (L), 88’ Montano (L)

ANELLI, voto 6,5
Tiene a galla la Dea finché può, dimostrandosi l'ultimo baluardo in un pomeriggio complicato. Inizia con sicurezza allontanando di pugno la prima minaccia, poi rimedia all’errore di Gobbo bloccando il tentativo di Serra. Il capolavoro arriva nella ripresa: un balzo prodigioso per togliere dall'incrocio la punizione insidiosa di Farcomeni. Incolpevole sul rigore e sul raddoppio ravvicinato, predica nel deserto. Reattivo.

GOBBO, voto 5,5
Prestazione dai due volti, macchiata da un brivido che poteva costare caro. Nel primo tempo liscia clamorosamente un pallone, ma ha il merito di rimediare subito smorzando la conclusione di Serra. Per il resto, fatica a dare fluidità alla manovra e soffre le accelerazioni laziali nel finale. Altalenante.

MAFFESSOLI, voto 5
Croce e delizia, ma alla fine pesa l'episodio decisivo. Nel primo tempo è provvidenziale nel murare Sanà Fernandes e sfiora il gol del vantaggio con un tuffo di testa su sponda di Mungari. Tuttavia, rovina tutto causando il rigore (trattenuta su Sanà Fernandes) che sblocca il match. Anche se il contatto appare reciproco e forse fuori area, l'ingenuità costa la partita. Sfortunato.

STEFFANONI, voto 6
Uno dei più vivaci, specialmente nella prima frazione. Procura il primo corner della gara con una buona discesa e prova a creare superiorità con uno slalom in avvio di ripresa, fermato solo da Pernaselci. Cala alla distanza, ma la sua spinta è stata costante. Intraprendente.

RAMAJ, voto 5,5
Gara di contenimento senza acuti. Si segnala per un alleggerimento offensivo un po' confuso nel primo tempo. Tiene la posizione ma non riesce a dare quella solidità necessaria quando la Lazio alza il baricentro. Timido.

dal 79’ CAKOLLI, voto 6
Entra e sfiora subito il pareggio: si avventa su un pallone in mischia, ma il suo tentativo a botta sicura viene murato da una selva di gambe. Sfortunato.

MENCARAGLIA, voto 5,5
Lavoro oscuro in mezzo al campo, ma poca incisività. Non riesce a prendere in mano le redini del gioco e viene sostituito quando Bosi cerca maggiore freschezza per sbloccare lo stallo. Opaco.

dal 67’ MUNGARI, voto 6
Entra bene, facendo valere il fisico: sua la sponda aerea che libera Maffessoli per l'occasione del possibile vantaggio. Utile.

ARTESANI, voto 5,5
Schierato in una posizione ibrida, fatica a trovare la porta. Pericoloso di testa su punizione e cross di Bonanomi, ma non inquadra lo specchio. Svolge il compitino senza mai accendere la luce, mancando di cattiveria negli ultimi metri. Sterile.

dal 67’ GASPARELLO, SV

ISOA, voto 5,5
Domina nel gioco aereo ma ha le polveri bagnate. Per due volte svetta imperioso su calcio d'angolo, ma in entrambe le occasioni la mira è imprecisa e la palla termina a lato o alta. Prezioso in recupero palla, ma da lui ci si aspetta il gol in quelle situazioni. Impreciso.

H. CAMARA, voto 6
Si costruisce l'occasione più nitida del primo tempo atalantino, ma non riesce ad incrociare a sufficienza il destro dall'interno dell'area. Svaria sul fronte offensivo cercando di mettere in difficoltà Bordoni, ma predica spesso nel deserto. Isolato.

dal 79’ LEANDRI, SV

I. CAMARA, voto 5,5
Meno incisivo del compagno di reparto. Si vede solo per un colpo di testa intercettato in uscita dal portiere avversario. Viene ingabbiato dalla difesa biancoceleste e non trova mai lo spunto vincente. Spento.

dal 85’ BONO, SV

BONANOMI, voto 6,5
Il faro della manovra nerazzurra. Dai suoi piedi partono tutti i pericoli: corner precisi per Isoa e Artesani, e lanci millimetrici per i compagni. Ci prova anche in proprio con un tiro dal limite che termina a lato. È l'ultimo ad arrendersi, creando scompiglio anche nell'azione di Cakolli nel finale. Ispirato.

ALL. BOSI, voto 5,5
La squadra tiene bene il campo per un'ora, creando anche i presupposti per il vantaggio, ma paga dazio alla prima vera disattenzione difensiva. Quarta sconfitta nelle ultime cinque gare: un trend preoccupante. La gestione dei cambi non riesce a invertire l'inerzia di una gara decisa dagli episodi, ma la sterilità offensiva (tanti corner, zero gol) inizia a diventare un problema strutturale. Inceppato.

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Sezione: Primavera 1 / Data: Lun 02 febbraio 2026 alle 15:30
Autore: Daniele Luongo
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