JUVENTUS-ATALANTA 2-0 (p.t. 1-0)
28' Conceiçao (J), 77' Bremer (J)

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CARNESECCHI, voto 6,5
Il passivo poteva essere ben altro e il merito è quasi tutto suo: apre con la respinta sul destro di Kolo Muani dopo due minuti, al 58' si allunga con un riflesso notevole sull'incornata di McKennie, al 75' respinge il destro piazzato di Sarr e all'88' esce a chiudere lo specchio sullo slalom del francese. Sui due gol non ha alcuna responsabilità, perché il sinistro a colpo sicuro del 28' arriva da un uomo lasciato solo e sullo stacco del 77' non può far nulla. Solido.

BELLANOVA, voto 6,5
La sua è la prestazione difensiva più pulita della serata nerazzurra: al 9' anticipa Celik con una diagonale che vale un gol evitato, al quarto d'ora regge l'uno contro uno con Alajbegovic e al 54' si inventa la chiusura decisiva su Conceiçao lanciato in velocità dal centravanti bianconero. Usa la velocità per rimediare anche quando la linea si sfalda. In avanti resta il traversone del 10', poco per una squadra che chiedeva ampiezza. Provvidenziale.

KRISTENSEN, voto 5,5
Rientro dopo un mese di stop e serata a due facce: quando viene puntato nell'uno contro uno va in affanno, tanto da dover spendere già al 18' il fallo tattico su Kolo Muani che gli costa il giallo e lo condiziona per il resto della gara. In compenso è suo il pallone più pesante della Dea, il terzo tempo del 62' sul corner, respinto sulla riga proprio dall'attaccante che aveva fermato prima. Nel finale ci riprova, ma spedisce in curva. Alterno.

SCALVINI, voto 5,5
Nei duelli aerei copre spesso le incertezze di Kristensen al centro dell'area e nella ripresa è lui a contrastare con efficacia l'accentramento di Conceiçao al 56', oltre a impostare qualche uscita palla al piede. Ma il suo nome compare in entrambe le reti: sul taglio del portoghese fa parte della sbandata collettiva, e al 77' viene sovrastato in torsione dal capitano bianconero sul corner che chiude la partita. Incerto.

BERNASCONI, voto 5,5
Sul gol che decide la gara è l'uomo che dovrebbe accorciare sul secondo palo e invece lascia arrivare l'avversario totalmente indisturbato: un blackout di lettura condiviso con l'esterno d'attacco, ma inspiegabile per chi difende quella zona. Nella fase di spinta qualcosa combina, con il traversone del 24' che apre un varco e il corner del 38' sul quale Vicario deve usare i pugni. Troppo poco per compensare. Distratto.

SAMARDŽIĆ, voto 5,5
È la scelta di Sarri per dare qualità al palleggio, ma il progetto resta incompiuto: il tentativo del 10' arriva strozzato tra le braccia di Vicario, la punizione del 23' non trova nessun compagno, il tiro-cross del 53' finisce ampiamente fuori. Restano due lampi veri, il filtrante che al 30' manda l'esterno inglese dentro l'area e il corner del 62' da cui nasce l'unica palla gol nerazzurra. In mezzo, troppi tempi di gioco persi. Incompiuto.

Dal 63' RASPADORI, voto 5
Entra in un ruolo che non gli appartiene e la fotografia della sua mezz'ora è il 77': sul secondo palo sceglie di metterci il corpo invece di attaccarsi al legno, e il pallone finisce in rete. Davanti si vede soltanto nel pallone lavorato per il compagno al 79'. Molle.

KESSIE, voto 5,5
Serata complicata anche fuori dal campo, con lo Stadium che lo fischia a ogni tocco, e dentro non riesce mai a imporre il ritmo: Alajbegovic lo pressa in maniera costante e lui sceglie quasi sempre l'appoggio all'indietro, rendendo prevedibile l'uscita da dietro. Resta il furto di palla del 40' che manda il centravanti in profondità; resta anche il giallo del 43', sgambetto su Nico Gonzalez lanciato, l'unico modo per evitare guai peggiori. Compassato.

Dal 71' GAETANO, voto 5,5
Dovrebbe velocizzare la circolazione in una squadra che pensa troppo, invece si limita al giro palla orizzontale senza mai spezzare la linea avversaria. Ininfluente.

EDERSON, voto 5,5
Interpretato più da mediano che da mezzala, nel lavoro di rammendo è utile: al 38' spende il fallo tattico sul centravanti rischiando il giallo, al 70' si fa trovare come ostacolo sulla conclusione di Nico Gonzalez. Il problema è tutto nell'altra metà del campo, dove di inserimenti non se ne vede l'ombra e l'unica conclusione, al 79', finisce alta. Statico.

DE KETELAERE, voto 5,5
In un primo tempo da dimenticare è l'unico a provare a rompere la monotonia: punta Celik al 7', si allarga a sinistra per creare superiorità, al 21' confeziona lo spunto e il pallone per la testa di Rowe, e nel recupero della prima frazione ripete la stessa giocata. Il limite è nella misura: il cross del 26' è prevedibile, il passaggio del 12' sbagliato, e l'ultimo tocco non arriva mai. Prevedibile.

KRSTOVIĆ, voto 5
Preferito a sorpresa al centravanti titolare, viene inghiottito dalla coppia centrale bianconera: Bremer lo controlla spalle alla porta, Lucumi gli chiude la profondità al 24' e al 40' sui due palloni buoni che riceve. Non vince un duello, non tiene mai una sponda, e al 60' regala anche il fallo che cancella una potenziale ripartenza. Isolato.

Dal 71' SCAMACCA, voto 5,5
Entra quando la partita chiedeva peso specifico nell'area avversaria e non lo porta: nessuna sponda pulita, nessun pallone attaccato con cattiveria nei venti minuti a disposizione. Inconsistente.

ROWE, voto 5,5
La sua è una partita di estremi. In negativo il ritardo con cui non accompagna l'inserimento sul gol del 28' e i due colpi di testa senza forza sui traversoni del belga; in positivo la trattenuta subita da Kalulu al 31', che avrebbe meritato ben altra valutazione, e soprattutto l'accelerazione del 50', quando ruba il tempo al francese e costringe Vicario a distendersi. È l'unico tiro nello specchio di tutta l'Atalanta. Discontinuo.

Dall'84' ELMAS, SV

SARRI, voto 5
La partenza è troppo rispettosa, e la Juventus lo capisce subito: gli lascia il pallone, si chiude in pochi metri e aspetta le ripartenze. Il risultato è un possesso sterile, lento, con la squadra che arriva alla conclusione una volta sola in novanta minuti. I correttivi arrivano tardi e disordinati, prima il 4-2-4 poi il ritorno al modulo abituale, e nessuno dei cinque cambi sposta gli equilibri. Terza sconfitta consecutiva: la Dea arriva alla sosta a mani vuote e con un'identità ancora tutta da costruire. Impotente.

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Sezione: Primo Piano / Data: Dom 20 settembre 2026 alle 20:22
Autore: Lorenzo Casalino / Twitter: @lorenzocasalino
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