C’era tutta la passione genuina del calcio oratoriale nell'incontro organizzato al Time Out Festival da HServizi, che ha visto protagonista Ivan Pelizzoli, ex portiere nerazzurro e oggi responsabile organizzativo del settore giovanile dell’Atalanta. A moderare la serata Stefano Serpellini, firma de L’Eco di Bergamo, che ha introdotto il racconto sottolineando l’importanza di Pelizzoli nel panorama calcistico internazionale: l’Iffhs lo colloca infatti al 44° posto tra i migliori estremi difensori del decennio 2000-2010.
INFANZIA NERAZZURRA – Il primo passo indietro è nella sua infanzia a Curno. "Ho iniziato la mia avventura calcistica da difensore, poi però qualcosa è cambiato – racconta Pelizzoli –: volevo provare qualcosa di diverso e sono finito tra i pali. A undici anni sono approdato a Zingonia, anche se avrei preferito continuare con i miei amici in paese. Devo molto a Mino Favini e Raffaele Bonifaccio, che hanno creduto subito nelle mie potenzialità e mi hanno aiutato a maturare".
IL SOGNO DIVENTATO REALTÀ – Il percorso atalantino è stato un punto cruciale nella sua crescita personale e professionale - si legge su L'Eco di Bergamo -. Serpellini ha chiesto cosa significasse per un ragazzo bergamasco difendere la porta della squadra della propria città: "È stato il mio sogno fin da bambino, anche se ho realizzato appieno il suo valore solo dopo aver disputato la prima partita con la maglia nerazzurro".
L'ADDIO AMARO – Quando arrivò il momento di lasciare Bergamo per Roma, Pelizzoli ha vissuto sentimenti contrastanti: "Fu una decisione della società per esigenze economiche. Certamente è stato difficile lasciare la squadra del mio cuore, ma d’altro canto essere voluto da Fabio Capello mi diede grande soddisfazione". In giallorosso condivise lo spogliatoio con campioni come Totti, Cassano e Damiano Tommasi, quest’ultimo ricordato come "una persona straordinaria, sempre pronto a dire la cosa giusta al momento giusto".
L'AVVENTURA ALL'ESTERO – Dopo le esperienze con Roma e Reggina, Pelizzoli volò in Russia alla Lokomotiv Mosca. Un capitolo della carriera vissuto tra fascino e difficoltà: "Mosca è splendida e ho imparato in fretta la lingua, ma purtroppo problemi dirigenziali mi hanno spinto ai margini della squadra. Questo periodo, insieme agli infortuni, forse ha condizionato il mio percorso successivo, impedendomi di approdare in grandi club al mio ritorno in Italia con l’Albinoleffe. Non ho rimpianti, però, guardandomi indietro posso dire di essere soddisfatto".
PORTIERI A CONFRONTO – L’analisi tecnica di Pelizzoli ha portato l’ex estremo difensore a soffermarsi sull’evoluzione del ruolo del portiere negli ultimi anni: "Si tratta di un ruolo completamente trasformato rispetto ai miei tempi. Chi considero il più forte in assoluto? Sicuramente Gianluigi Buffon. In Serie A, invece, oggi il migliore è Carnesecchi".
Dai primi calci all’oratorio fino alle grandi sfide internazionali, Ivan Pelizzoli ha raccontato la sua storia senza filtri, con la genuinità e la semplicità che lo contraddistinguono. Una carriera fatta di sacrifici, grandi soddisfazioni e inevitabili momenti difficili, che oggi si trasforma in un impegno quotidiano per crescere i giovani talenti dell’Atalanta. Perché, come ha dimostrato lui stesso, un ragazzo di Curno può davvero arrivare in cima al calcio mondiale.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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