Walter Sabatini, maestro di talenti e dirigente di lungo corso, ha raccontato alla Gazzetta dello Sport com'è nato l'acquisto di Ederson, oggi pilastro indiscusso dell'Atalanta di Juric. Una storia fatta di intuito, coraggio e grande lungimiranza.

LA SCINTILLA DECISIVA - «Mi conquistò con una sola azione: uno stop orientato in mezzo a due avversari e uno scatto irresistibile per recuperare il pallone. In quel singolo gesto vidi velocità, intelligenza e sensibilità tecnica. Fu allora che capii immediatamente di avere davanti un talento fuori dall’ordinario, uno di quei giocatori capaci di regalarti emozioni, non certo un calciatore normale».

IL MIRACOLO SALVEZZA - «Quando decidemmo di prenderlo alla Salernitana, eravamo praticamente già condannati alla retrocessione, ma avevo un bisogno urgente di dare una scossa al centrocampo. Ederson, arrivato dal Corinthians, si integrò subito e diventò decisivo per una salvezza che sembrava impossibile. Non dimenticherò mai la disponibilità di Iervolino: investì 6,5 milioni per il brasiliano in un momento complicatissimo, dimostrando un coraggio non comune nel calcio italiano».

L'EFFETTO GASPERINI - «Il suo passaggio all'Atalanta è stato fondamentale per completare la sua maturazione. Gasperini ha preso un talento puro e gli ha insegnato gli aspetti tattici del calcio europeo: pressing, recupero palla, disciplina difensiva. Ederson era nato con il classico DNA calcistico brasiliano, quello fatto di grande tecnica e fantasia ma poca attenzione in fase di non possesso. Oggi è un giocatore completo, diventato uomo squadra proprio grazie al lavoro di Gasp».

L’IPOTESI INTER - «Se può far bene all'Inter? Senza dubbio. Parliamo di un ragazzo con qualità tecniche e umane tali da permettergli di inserirsi velocemente ovunque. E in una grande squadra questo avviene ancora più facilmente. Chivu è un allenatore molto capace e abile nel trasmettere ai giocatori ciò che serve in campo. Ma preferisco non spingermi oltre per rispetto dei ruoli».

EDERSON UOMO E PROFESSIONISTA - «Fuori dal campo Ederson è un ragazzo tranquillo e molto serio, fortemente legato alla famiglia. Mai eccessi, nessuna distrazione: è lineare nella vita privata come lo è ogni giorno in allenamento. A Salerno, dopo ogni seduta, mi fermavo spesso a parlare con lui per analizzare insieme cosa avesse fatto bene e cosa invece potesse migliorare. Mi colpì molto la sua voglia costante di imparare e perfezionarsi, un'attitudine molto ‘europea’ per un ragazzo brasiliano».

Una storia di talento puro, dunque, che grazie all'intuizione di Sabatini prima e al lavoro di Gasperini poi, ha regalato all'Atalanta uno dei centrocampisti più forti e completi del panorama europeo.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Mer 09 luglio 2025 alle 19:24
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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