Nell'Atalanta di quest'anno c'è un grosso, enorme, problema. Ha perso partite semplici, come contro la SPAL in casa a gennaio - dopo averne dati 5 a Milan e Parma - oppure non è riuscita a gestire momenti in cui era nettamente superiore all'avversario. La Lazio sul 3-0, la Juventus fino al pari con il rigore sbagliato da Barrow. Ed è il limite per cui Gasp non è contento. Voleva giocarsi lo Scudetto già da quest'anno. Con ottanta gol fatti e 57 punti in classifica, probabilmente, deve mangiarsi le mani. A dir la verità lo faceva già prima del Coronavirus, perché in conferenza stampa aveva ammesso l'idea di volersi giocare qualcosa, di vincere.

Le competizioni sono due. Il campionato è oramai lontano, dodici punti, probabilmente anche vincendole tutte la Juventus è troppo distante. La Champions League è lì, a tre partite, e nella gara fissa tutto può succedere. Ieri sera però l'Atalanta ha fatto capire di essere umana, al netto delle belle parate di Musso. Si è adattata al ritmo dell'Udinese, probabilmente in vista della partita con il Napoli che può sancire l'esclusione degli azzurri dalla corsa Champions League per il prossimo anno. E poi, è possibile davvero che l'Atalanta vinca la Champions?

La risposta è no. Ma non è sicuro, come la Grecia del 2004. Sarebbe una vittoria diversa, ma pensare a Lionel Messi che sfida Palomino o Djimsiti in rapidità, magari con la difesa larga, sembra davvero una situazione complicata. C'è un limite a tutte le belle favole, per lo Scudetto ripassare l'anno prossimo, perché l'Atalanta tre acquisti pesanti li farà. La maturità sembra sia un esame. Da capire se è stato il Valencia agli ottavi di Champions.

Sezione: Altre news / Data: Mar 30 giugno 2020 alle 19:15 / Fonte: Andrea Losapio
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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