I colori che illuminano il cielo di Roma sono un arcobaleno bellissimo. Canta Andrea Bocelli, Nessun Dorma, Guardi le stelle che tremano d'amore e di speranza. C'è l'emozione di esserci, negli occhi di tutti. Lo sguardo non mente, pur sopra la mascherina, pur in questo mondo fatto di timori e di nuovi timidi, lenti inizi.

L'Italia che vince è un'Italia di provincia. Berardi che ha il volto timido di chi ha giocato una vita a Sassuolo, lontano dagli orizzonti dorati del calcio, ma la sfrontatezza di chi non teme di varcare il Rubicone del destino. Spinazzola ha giocato da Grosso, che è la fotografia dell'uomo del calcio del popolo al servizio della gente. Beati gli ultimi, Insigne che è simbolo della città della resistenza, Napoli. Barella che è uomo d'Isola ma che per la prima volta sotto le luci della ribalta ha dimostrato d'essere modello per una generazione di mediani. Bonucci e Chiellini sono quel che è stato e quel che è ancora, l'Italia che resiste, che lavora, sono la Linea Gotica che non va mai giù.

Quest'Italia ha un volto antico e un gioco moderno. Ha un commissario tecnico che ama il bello, che è un cultore dell'arte. L'Italia è come lui, anche se ha messo da parte le frivolezze e i tacchi e ha pensato a esser solo squadra. Non ha un Mancini, beninteso, così affida il suo destino ai polmoni, allo studio delle tattiche, al coro. Ha tante piccole grandi prime voci, i Cugini di Provincia. Di quella che ha fatto l'Italia. Quella che in questa notte bellissima, che sa tanto di qualcosa di nuovo, di un'alba dopo una lunga notte, ha regalato un sogno a tutti noi.

Sezione: Altre news / Data: Sab 12 giugno 2021 alle 08:06
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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