Non è la vittoria più bella dell'anno, ma è probabilmente la più importante. Nel giro di due settimane l'Atalanta mette una seria ipoteca al discorso salvezza, ottenendo due successi consecutivi contro delle dirette concorrenti. Dopo la tempesta arriva sempre il sereno, e così è anche per la Dea, che si lascia alle spalle il periodo più buio della stagione, costellato sì da tanta sfortuna, ma da altrettanti risultati negativi. I 6 punti culminati con le vittorie ottenute ai danni di Siena e Pescara hanno una valenza significativa, in quanto potranno permettere ai nerazzurri di affrontare il prosieguo del campionato con ben più tranquillità, distanziati discretamente dalla zona ardente della graduatoria di A. L'Atalanta non si deve, però, sentire con la pancia piena, ma cercare di raggiungere al più presto la salvezza matematica. E perché no, magari altre soddisfazioni. Per il presente, ma soprattutto in programmazione futura.

INIZIO IN SALITA, MA POI... - È un primo tempo che regala ben poche emozioni al pubblico presente. I primi venti minuti del match vengono giocati a ritmi di una lentezza imbarazzante, con entrambe le squadre chiuse e attente soprattutto in fase difensiva. Gli attacchi non trovano sbocchi e le azioni da segnalare sul taccuino sono praticamente nulle. Ma è nel momento forse più noioso della gara che il Pescara trova inaspettatamente il gol del vantaggio: D'Agostino s'inventa un sinistro d'antologia esattamente al 24', con il pallone che va a insaccarsi inesorabilmente nel sette, alle spalle di un incolpevole Consigli. La scossa da parte dei nerazzurri non tarda e al 33' il solito Bonaventura s'invola sulla sinistra, entra in area e viene platealmente atterrato da Zanon: rigore netto e realizzazione impeccabile di Denis, che piazza la sfera nell'angolino alla sinistra di Pelizzoli. È il 34' e oltre quel minuto non succede nient'altro, a conferma delle ottime prestazioni di ambo le retroguardie.

TRANQUILLI, CI PENSA IL TANQUE - Non troppe emozioni nemmeno nella ripresa, con il Pescara che si vede costretto a sostituire l'autore del momentaneo vantaggio D'Agostino con Togni subito dopo l'intervallo. È con il passare dei minuti che il match, tuttavia, si fa interessante, con la stanchezza che incombe e il conseguente allungamento delle formazioni. Colantuono se ne accorge, e per scardinare il muro difensivo eretto dagli abruzzesi decide d'inserire Brienza al posto di uno spento Giorgi: apparentemente nessun cambio tattico, ma la capacità di saltare l'uomo dell'ex Palermo rende la manovra dei bergamaschi più offensiva. Ed è proprio dai suoi piedi che parte un contropiede da manuale. Palla a Livaja, scarico su Raimondi, che allunga a Biondini, il quale sfreccia come un treno sull'out di destra, arrivando sul fondo, girandosi e scoccando un cross di sinistro di straordinaria precisione. Il servizio arriva puntuale sul petto di Denis, il quale può con tranquillità sistemare il pallone in area e scaricare con un destro potente il pallone dell'agognato vantaggio appena sotto la traversa. Il Tanque torna a esultare sotto la Curva Nord e lo fa nella gara più importante, in barba a chi lo dava per finito. Nel finire di gara c'è spazio per Cazzola e De Luca, ed è proprio quest'ultimo a sfiorare il tris con un inedito colpo di testa: sul cross di Bonaventura è il piccoletto ex Varese a provarci con uno sfortunato colpo aereo.

ATALANTA-PESCARA 2-1

Reti: 24' D'Agostino, 34' rig. Denis, 21' st Denis.

ATALANTA (4-4-2): Consigli; Raimondi, Stendardo, Lucchini, Del Grosso; Giorgi (14' st Brienza), Radovanovic (33' st Cazzola), Biondini, Bonaventura; Denis, Livaja (27' st De Luca). All. Stefano Colantuono. Panchina: Frezzolini, Polito; Brivio, Canini, Contini, Ferri; Cigarini, Troisi; Budan, Moralez, Parra.

PESCARA (4-3-3): Pelizzoli; Zanon, Cosic, Kroldrup (28' st Bianchi Arce), Bocchetti; Blasi, D'Agostino (1' st Togni), Cascione; Sculli, Vukusic, Weiss (17' st Celik). All. Christian Bucchi. Panchina: Perin; Balzano, Caraglio; Bjarnason, Caprari, Quintero; Abbruscato.

Arbitro: Domenico Celi. Assistenti: Galloni e Rubino. Quarto Ufficiale: Stefani. Giudici di porta: Di Bello e Pasqua.

NOTE: Ammoniti: Biondini, Stendardo, D'Agostino, Bonaventura, De Luca. Recupero: 1' e 5'. Spettatori paganti: 6.619 (€ 16.592,45). Abbonati: 10.052 (€ 134.785,44).

Sezione: Copertina / Data: Dom 10 marzo 2013 alle 18:00
Autore: Enea Zampoleri / Twitter: @EZampoleri
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