L'attesa è agli sgoccioli. La magica notte della New Balance Arena è pronta a illuminarsi per una delle sfide più affascinanti e proibitive della storia recente nerazzurra. Alla vigilia dell'attesissima andata degli ottavi di finale di Champions League contro la corazzata Bayern Monaco (fischio d'inizio domani alle 21), Raffaele Palladino si presenta ai microfoni di Sky Sport con la serenità di chi sa di avere un intero Paese a spingere la squadra e l'ambizione di chi non vuole smettere di sognare. Il tecnico dell'Atalanta traccia la rotta tattica ed emotiva per affrontare il gigante bavarese, spaziando dall'orgoglio di essere l'unica bandiera tricolore rimasta nella massima competizione europea alla necessità di compattarsi di fronte a un'emergenza infortuni pesantissima. Un solo, granitico imperativo: la Dea non tradirà mai la propria identità, nemmeno contro i favoriti del torneo. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Partiamo con un dato statistico suggestivo: in questa stagione il Bayern Monaco ha perso solo due volte in trentotto partite, contro Arsenal e Augsburg. Entrambe le squadre iniziano con la lettera "A", proprio come l'Atalanta. Può essere un segno del destino da cogliere al volo?
«Speriamo davvero che sia di buon auspicio! Al di là delle coincidenze e degli scherzi statistici, per noi domani sarà una notte magica, una serata bellissima che vogliamo assolutamente goderci in ogni singolo istante. È un autentico sogno essere arrivati agli ottavi di finale e poter affrontare una corazzata così forte come il Bayern Monaco, probabilmente una delle squadre più forti del mondo in assoluto e, in questo preciso momento storico, quella più in forma tra i cinque maggiori campionati europei. Conosciamo perfettamente la loro forza devastante, ma i sogni esistono proprio per essere vissuti: noi vogliamo vivere questo sogno a occhi aperti. Scenderemo in campo per giocarcela a viso aperto, cercando di essere altamente competitivi e di mettere in seria difficoltà un avversario dotato di individualità fortissime. In casa nostra, spinti dalla nostra gente, vogliamo provare a ripetere la straordinaria prestazione offerta contro il Borussia Dortmund. Non vediamo letteralmente l'ora di scendere in campo».
Essere l'unica squadra italiana ancora in corsa in Champions League rappresenta una responsabilità ulteriore? Immaginate che tutto il Paese farà il tifo per voi, vi sentite un po' come la Nazionale in questa delicata fase europea?
«È innanzitutto una bellissima soddisfazione e un motivo di immenso orgoglio poter rappresentare l'intera nazione in una competizione così prestigiosa. Avvertiamo chiaramente questo tifo trasversale da parte di tutti gli sportivi italiani e speriamo vivamente che questa spinta collettiva — proveniente da altri club, allenatori e calciatori — ci porti fortuna e ulteriore carica. Anche in questi intensi giorni di vigilia ho ricevuto una quantità incredibile di messaggi di incoraggiamento per questa partita. Mi hanno scritto tanti colleghi allenatori, oltre a giocatori ed ex compagni che ho avuto il piacere di allenare o incontrare nelle mie esperienze alla Fiorentina e al Monza. Tutto questo affetto ci trasmette un'energia positiva straordinaria. Domani vogliamo regalarci e regalare al calcio italiano una grande soddisfazione. Non vogliamo assolutamente porci dei limiti preclusi: sappiamo di affrontare un avversario formidabile, ma ce la giocheremo. Inoltre, a livello personale e di staff, è stato bellissimo e altamente formativo studiare tatticamente una squadra così complessa; è un prezioso motivo di crescita per tutti noi potersi confrontare con campioni di questo calibro».
Non ha mai cercato alibi, ma c'è inevitabilmente dell'amarezza per non poter affrontare un appuntamento di tale portata storica con l'organico al completo, vista l'assenza di pedine fondamentali in ogni reparto?
«Sì, ammetto che mi sarebbe piaciuto moltissimo arrivare a questa affascinante sfida potendo contare su tutti gli effettivi della rosa. Sicuramente nel reparto offensivo ci manca qualcosa in termini di rotazioni e soluzioni: giocatori come Raspadori e De Ketelaere sono per noi elementi dotati di grandissima qualità. Allo stesso modo, le assenze prolungate di Ederson e Scalvini pesano, perché parliamo di calciatori che sono letteralmente fondamentali per i nostri equilibri tattici. Tuttavia, sono abituato da sempre a non lamentarmi mai e a non sprecare preziose energie pensando a chi manca. Il mio focus è esclusivamente su chi c'è. Voglio trasmettere totale fiducia, grande coraggio e una sconfinata autostima ai ragazzi che ho a disposizione. Sono assolutamente certo che chiunque scenderà in campo, dal primo minuto o subentrando dalla panchina, darà l'anima per onorare questa maglia davanti ai nostri tifosi. Il nostro obiettivo minimo e inderogabile è chiudere questi primi novanta minuti avendo sudato la maglia fino all'ultima goccia, esattamente come ci chiede sempre la nostra gente, cercando di farli uscire dallo stadio orgogliosi».
Considerando che la qualificazione si snoderà su centottanta minuti, qual è il vostro obiettivo per questa gara d'andata davanti al vostro pubblico? Tatticamente, come si cerca di disinnescare un Bayern Monaco che sembra privo di punti deboli?
«È vero, di punti deboli ne hanno davvero pochissimi, ma li abbiamo studiati meticolosamente e abbiamo predisposto un piano gara specifico per provare a colpirli in quelle minime crepe. Sarà una partita di altissimo livello in cui la cura maniacale dei dettagli farà la differenza. Loro dispongono di grandi individualità nel reparto avanzato, sono formidabili nell'uno contro uno e sanno attaccare la profondità in modo letale con giocatori del calibro di Harry Kane, oltre ad avere infinite soluzioni per far male. La chiave per noi sarà la fedeltà ai nostri princìpi: non ci dobbiamo assolutamente snaturare. Dobbiamo essere noi stessi, mantenendo l'identità che ci ha contraddistinto finora in Champions League e in campionato. Non possiamo mai permetterci di abbassare il ritmo gara; al contrario, dovremo alzare vertiginosamente l'intensità, perché questa è la nostra arma in più, è il nostro autentico DNA. Domani sarà un banco di prova stimolante e vogliamo misurarci con loro senza timori».
Vi aspetta un'impresa titanica contro i bavaresi. C'è chi sostiene che nelle ultime uscite in Serie A abbiate un po' staccato la spina a livello di tenuta nervosa: può rassicurare l'ambiente che in Europa rivedremo l'Atalanta feroce e scintillante dei mesi scorsi?
«Parlare di "spina staccata" mi sembra onestamente un'esagerazione. Non abbiamo assolutamente mollato la presa in campionato: è vero, abbiamo commesso un brutto passo falso a Sassuolo, ma poi nell'ultimo turno contro l'Udinese ritengo che la squadra abbia disputato una buona prestazione, coronata da una reazione nervosa importantissima per rimontare dal 2-0 al 2-2. Se avessimo davvero staccato la spina, vi assicuro che non saremmo mai riusciti a riacciuffare una partita così rognosa. Al di là di questo, la nostra rotta non cambia: dobbiamo essere semplicemente noi stessi, mettendo in campo le nostre consuete intensità e qualità, sostenute dalla solida mentalità che abbiamo mostrato in Champions. Quelli che siamo sempre stati in Europa è esattamente ciò che vogliamo essere da qui alla fine del campionato».
Prima della trionfale rimonta casalinga contro il Borussia Dortmund le fu chiesto se ci credesse ancora, e lei rispose senza esitazione di sì. Alla vigilia di questo doppio incrocio con il Bayern, possiamo dire che state preparando una vera "Mission Impossible" in cui tutto può accadere?
«Sì, questa assume indubbiamente i contorni di una vera e propria "Mission Impossible". Però, sportivamente parlando, sono proprio queste le partite più belle, stimolanti e affascinanti da affrontare, proprio perché il coefficiente di difficoltà è portato ai massimi livelli. Sarà un'impresa ardua, ma noi vogliamo giocarcela a viso aperto e, prima di tutto, godercela. In questi giorni ho visto i miei ragazzi estremamente concentrati e sul pezzo, ma al tempo stesso pervasi da una lucida tranquillità nel preparare un evento di simile portata. A me questo atteggiamento di grande serenità del gruppo è piaciuto moltissimo. Per questo non vedo l'ora di scendere in campo e scoprire come la squadra reagirà di fronte a una corazzata del genere».
Un manifesto di coraggio, orgoglio e profonda identità tattica. Raffaele Palladino non cerca scappatoie nell'infermeria, ma chiama a raccolta un'intera città – e un'intera nazione – per spingere la sua Atalanta oltre la vetta più impervia. Il Bayern Monaco incute rispetto, ma sotto i riflettori della New Balance Arena la Dea è pronta a gettare il cuore oltre l'ostacolo per trasformare il pronostico più proibitivo in un sogno da vivere a occhi aperti.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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