Gian Piero Gasperini, al termine del successo per 3-2 a Marassi contro il Genoa, ha parlato in conferenza stampa toccando i temi più caldi della serata: dal record di Retegui alla polemica sul gol decisivo, fino al proprio futuro e alla straordinaria stagione della sua Atalanta. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Mister, partiamo subito dall'episodio del gol decisivo. Ci spiega cos’è successo dalla vostra prospettiva e come giudica le polemiche nate attorno all'azione?
«Preferisco non entrare nel merito di ciò che è accaduto, anche perché le immagini parlano da sole. Sul momento dalla panchina sembrava una semplice caduta accidentale, non un episodio grave, e credo che anche l'arbitro abbia giudicato così. Sicuramente preferirei che Retegui avesse segnato in un'altra circostanza, ma questo non toglie nulla alla straordinaria stagione che ha disputato, segnando gol pesantissimi con qualità e varietà davvero notevoli».
A proposito di Retegui: ha battuto il record di Inzaghi segnando il 25° gol in Serie A con la maglia nerazzurra. Come giudica questo risultato?
«Un traguardo eccezionale, frutto della sua abilità ma anche del gioco della squadra. Mateo ha dimostrato di saper segnare in tutti i modi, con entrambi i piedi e di testa. Credo che questo primato meriti una grande festa e soprattutto una bella cena che Retegui dovrà assolutamente offrire a tutta la squadra».
Tornando alla stagione nel suo complesso, secondo lei era possibile fare meglio di così? Pensa magari a qualche rimpianto in Champions o in campionato?
«Direi che fare meglio sarebbe stato estremamente complicato. Qualcuno dà per scontato il nostro piazzamento, ma basta guardare le squadre che ci stanno dietro per capire il valore di questo risultato. Abbiamo affrontato avversari di altissimo livello in Europa, giocando grandi partite contro Barcellona, Real Madrid e Arsenal. Essere arrivati noni su 36 squadre in Champions e aver nuovamente ottenuto la qualificazione alla massima competizione europea non è un obiettivo che poteva essere dato per acquisito a priori. Il merito è tutto dei ragazzi».
A dieci anni dalla sua esperienza genoana, come vive oggi questo ritorno a Marassi da avversario e quali emozioni prova ripensando al percorso fatto?
«Quando lasciai Genova, temevo che sarebbe stato difficile provare di nuovo emozioni così intense. Qui ho vissuto anni splendidi, con promozioni, qualificazioni europee e una tifoseria incredibile. Poi è arrivata Bergamo, che mi ha regalato risultati ancora migliori e un legame altrettanto forte. A volte penso che con un po' più di continuità anche qui avremmo fatto qualcosa di veramente speciale. Mi sento fortunato per aver vissuto due grandi amori calcistici nella mia carriera».
Parlando di giovani, oggi Brescianini ha giocato in una posizione più arretrata: come valuta la sua prestazione? Potrebbe essere un ruolo da sviluppare in futuro?
«Brescianini oggi ha fatto una buona prova, così come Samardzic. Hanno caratteristiche diverse rispetto ai nostri centrocampisti classici, ma hanno mostrato qualità interessanti e disponibilità. Era importante valutare queste situazioni in ottica futura, e da questo punto di vista hanno risposto bene alle nostre aspettative».
Non possiamo non farle questa domanda: tanti tifosi ci chiedono ogni giorno del suo futuro. Cosa dobbiamo rispondere loro?
«Capisco bene la domanda, ma oggi non è davvero il momento di parlarne. Ora dobbiamo concentrarci solo sull'ultima partita casalinga e sulla festa che meritano questi ragazzi e tutto il nostro pubblico. Credo che festeggiare questa stagione insieme ai tifosi sia la priorità assoluta, e sono sicuro che lo faremo nel migliore dei modi».
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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