Ha la stessa precisione delle sue punizioni — palla dove vuole lui, sempre —, anche quando parla. Andrea Pirlo, 47 anni, leggenda del calcio mondiale con quattro finali di Champions League giocate e due vinte tra Milan e Juventus, si siede di fronte ai giornalisti de La Gazzetta dello Sport e fa quello che sa fare meglio: dice le cose come stanno. Prima della finale di sabato alla Puskás Aréna di Budapest tra Paris Saint-Germain e Arsenal, il discorso finisce inevitabilmente sul calcio italiano. E quello che emerge è uno spaccato amarissimo, pronunciato con la tranquillità di chi non ha più nulla da dimostrare.
«GIOCHEREI DI SICURO IN PREMIER» - La domanda è secca: il Pirlo del 2026 giocherebbe in Italia? La risposta è più secca ancora. «In questo momento in cui l'Italia non è più il top dei campionati, giocherei di sicuro in Premier». Una dichiarazione che brucia, e che non ha nemmeno bisogno di spiegazioni. Ma Pirlo le aggiunge lo stesso: «Una volta i migliori giocatori venivano in Italia, adesso vanno da altre parti e questa è la differenza. Le nostre squadre non sono più tornate al livello in cui possiamo giocarcela con gli altri campionati». Manca qualcosa di specifico? «Un po' di tutto, anche la mentalità di fare un calcio diverso. Le squadre che arrivano in finale hanno un calcio offensivo, giocatori di qualità. E hanno investimenti che noi non possiamo più fare».
KVARA, IL SIMBOLO DI UN'ITALIA CHE NON SA TRATTENERE - Il caso Khvicha Kvaratskhelia — georgiano del PSG, già protagonista al Napoli, oggi tra i favoriti per il titolo di MVP della Champions 2025/26 insieme a Michael Olise del Bayern — è il simbolo perfetto del problema italiano. «Impensabile tenerlo oggi. È giusto che guadagni quello che sta guadagnando, che lo paghino quello che lo hanno pagato» — dice Pirlo senza giri di parole. «Le altre squadre hanno più opportunità e più soldi». Sulla possibilità di tornare a quei livelli: «Bisognerebbe fare delle riforme per incentivare le società a investire. Purtroppo siamo fuori dal Mondiale da tre edizioni ma non è cambiato niente». il ranking UEFA condanna la Serie A e allontana il sogno del quinto posto in Champions: un dato che Pirlo conosce bene e che trasforma la sua tristezza in qualcosa di più concreto. «I miei figli vorrebbero vedere l'Italia al Mondiale. Tre edizioni senza Azzurri è triste per tutti».
PSG-ARSENAL: «2-1 PARIGINO, DECIDE LA FASE DIFENSIVA» - Khvicha Kvaratskhelia è il giocatore che secondo Pirlo può spostare gli equilibri sabato sera al Puskas Aréna di Budapest: «Specie per l'uno contro uno e per l'efficacia che ha nell'ultimo passaggio e al tiro. Il PSG ha più opportunità di risolvere le partite anche con giocate individuali». Arsenal è invece «più un collettivo, più un sistema che va collaudato». La previsione del Maestro è 2-1 per il PSG: «Li vedo leggermente favoriti perché hanno più esperienza a giocare questo tipo di partite. Ma l'Arsenal ha appena vinto la Premier e gioca un ottimo calcio». Sarà la fase difensiva a decidere, secondo Pirlo: «Fare gol all'Arsenal è difficile. I due centrali Gabriel e William Saliba sono tra i migliori al mondo per fisicità, velocità e aggressività».
VITINHA E RICE: DUE PIANETI DIVERSI - Due centrocampisti agli antipodi, eppure ugualmente decisivi. Vitinha per il PSG: «Fa uscire il gioco in qualsiasi situazione, ti ripulisce tutte le palle. Da lì esce il gioco del PSG: senza di lui sarebbe una squadra forte ma con altre qualità». Declan Rice per l'Arsenal: «Recupera tutti i palloni, va a chiudere tutti i buchi. Uno di quantità, molto bravo anche sui calci piazzati». Con chi si troverebbe meglio il Pirlo giocatore? «Potrei giocare senza problemi con entrambi». Risposta da campione vero.
LE FINALI, LA CHAMPIONS E IL MONDIALE: «MAI ROUTINE» - la semifinale PSG-Bayern, una delle più spettacolari degli ultimi anni con 11 gol totali nelle due gare, ha già dimostrato di che pasta sia fatta questa edizione della Champions. Pirlo la ricorda con gli occhi che si illuminano: «Una bella partita che speravi non finisse mai». E quando sente l'inno? «Partite come PSG-Bayern ti fanno venire voglia di tornare a giocare. Quando ne vedi altre, magari la voglia viene un po' meno…». Chiusura affilata, senza nomi. Ma tutti capiscono. Tra Mondiale e Champions, però, Pirlo non ha dubbi: «Il Mondiale è il massimo. Giochi per il tuo Paese, per una nazione intera. È impagabile». Lo dice uno che li ha vinti entrambi.
Budapest aspetta il suo verdetto. L'Italia, il Mondiale, lo aspetta ancora.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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