Ancora una volta, la Conference League si conferma il miglior antidoto per i dolori di campionato della Fiorentina. In Europa, la squadra di Stefano Pioli cambia volto: dopo il 2-0 al debutto contro il Sigma Olomouc, i viola si impongono con autorità anche a Vienna, battendo il Rapid per 3-0 e consolidando il primo posto nel girone. Un successo netto, costruito su gioco, intensità e concentrazione: la miglior prestazione stagionale della formazione toscana.
I PROTAGONISTI – A illuminare la serata è stato ancora una volta Cher Ndour, sempre più leader tecnico e carismatico del centrocampo. Il giovane talento, autore del gol che ha sbloccato la gara, è salito a due reti in Conference e ha offerto una prova da veterano, per qualità e continuità. Accanto a lui, il solito Edin Dzeko, glaciale nel trasformare in rete la palla del raddoppio e nel guidare i compagni con esperienza. Nel finale, spazio anche per la firma di Albert Gudmundsson, che con un sinistro preciso ha chiuso la partita e toccato quota dieci gol in maglia viola.
LA PARTITA PERFETTA – La Fiorentina ha dominato dal primo all’ultimo minuto. Pressing alto, ritmo costante e manovra fluida: il Rapid Vienna ha retto poco più di mezz’ora prima di cedere all’ondata viola. Per Pioli, più che un risultato, è una conferma: la squadra c’è, fisicamente e mentalmente, e in Europa continua a mostrare la sua versione migliore. «Oggi volevamo essere determinati e feroci nei duelli – ha spiegato Pioli nel post gara –. Abbiamo avuto risposte importanti: questa è la direzione giusta. Da qui dobbiamo ripartire anche in campionato».
PIOLI E LA GESTIONE DEL GRUPPO – L’allenatore viola, visibilmente soddisfatto, ha ribadito la filosofia del lavoro a piccoli passi: «Per uscire dai momenti difficili non bisogna cambiare tutto, ma lavorare su aspetti specifici. Oggi puntavamo sulla mentalità, la prossima partita miglioreremo un altro dettaglio». Le sue parole suonano come un messaggio chiaro anche al gruppo: determinazione e spirito di squadra prima di tutto.
NUOVE GERARCHIE – La serata europea ha offerto anche spunti per il futuro. Fagioli e Nicolussi Caviglia hanno brillato in mezzo al campo, mostrando una qualità tecnica e una sicurezza superiori rispetto ai pari ruolo austriaci. Pioli, però, non si sbilancia: «Cambiare le gerarchie? Dipende da loro. Chi dimostra di meritare il posto, gioca. In Conference abbiamo affrontato squadre di buon livello, ma inferiori al nostro campionato. Le risposte, comunque, sono arrivate e l’allenatore le tiene presenti».
VERSO IL BOLOGNA – Dopo il successo europeo, la Fiorentina può respirare e ritrovare fiducia in vista del ritorno in Serie A. Il prossimo impegno sarà il derby dell’Appennino contro il Bologna, il primo di tre appuntamenti ravvicinati che testeranno la tenuta mentale e fisica del gruppo. Pioli sa che la stagione passa anche da qui: trasformare la versione europea della sua Fiorentina in quella da campionato.
Perché la cura Conference funziona, ma per guarire davvero serve ritrovare la stessa fame anche in Italia.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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