Il ritorno di Gian Piero Gasperini a Bergamo non poteva essere una serata qualunque. E se sul campo la battaglia è stata tattica e fisica, sugli spalti è andata in scena la rappresentazione plastica dei sentimenti contrastanti che ancora agitano il popolo atalantino: da una parte l'amore incondizionato per chi ha riscritto la storia, dall'altra l'amarezza per un addio che brucia ancora.

IL CUORE DELLA NORD - Ad accogliere l'ingresso in campo dell'ex tecnico ci ha pensato la Curva Pisani, cuore pulsante del tifo nerazzurro, con un messaggio che ha fatto tremare i polsi per intensità e gratitudine. Uno striscione enorme ha coperto il settore, recitando parole scolpite nell'affetto: «Un decennio di gloria scolpito nella nostra storia. Dividerci un colpo al cuore. Ritrovarci una grande emozione. Bentornato Gasp, indelebile simbolo di Bergamo campione». Un tributo solenne, che riconosce al mister il merito di aver portato l'Atalanta nell'Olimpo del calcio.

LA STOCCATA DELLA SUD - L'atmosfera, però, non è stata solo miele. Dalla parte opposta dello stadio, la Curva Morosini ha voluto sottolineare l'altro lato della medaglia, quello della ferita aperta per la scelta di sposare la causa della Roma. Il messaggio esposto è stato breve ma tagliente come una lama: «Una bella storia si giudica anche dal finale… Peccato». E quel "Peccato" finale non è stato scritto a caso: le lettere colorate di giallo e di rosso sono state una frecciata cromatica inequivocabile, diretta proprio alla nuova avventura capitolina dell'allenatore.

SENTIMENTI DIVISI - Tra il "Bentornato" della Pisani e il rimprovero della Morosini si racchiude la complessità di una serata unica. Nove anni di trionfi non si cancellano e restano "indelebili", come recita la Nord, ma la vista di Gasperini sulla panchina avversaria, con quei colori addosso, resta un boccone amaro che una parte della tifoseria fatica ancora a mandare giù.

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© foto di www.imagephotoagency.it
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Sezione: Altre news / Data: Dom 04 gennaio 2026 alle 02:00
Autore: Daniele Luongo
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