Agosto, nel calcio, è il mese delle parole facili. Tutti stanno benissimo, tutti hanno lavorato benissimo, tutti sono pronti; è il mese in cui le rose sono complete anche quando mancano tre giocatori e le ambizioni si dichiarano ad alta voce perché tanto non le smentisce nessuno. Poi ogni tanto succede qualcosa che le parole non le usa: si aprono i cancelli di uno stadio alle sei del pomeriggio di un martedì qualunque, e si conta chi entra. Alla New Balance Arena sono entrati tantissimi tifosi, circa 6.700 (dato fornito dal club nerazzurro) ne hanno preso parte. Sì, per un allenamento.
La Curva Nord Pisani e il calcio servito crudo. Perché è questo, alla fine, una seduta a porte aperte: il calcio servito crudo, senza condimento e senza contorno. Attivazione, torelli, possessi in spazi ridotti, cinesini e porticine su mezzo campo, i portieri che lavorano per conto loro in un angolo mentre il resto del gruppo prova costruzione e transizioni. Roba che, in qualsiasi altra piazza, si guarda per dieci minuti e poi si va a cena. Qui invece la Curva Nord Pisani ha cantato dal primo pallone all'ultimo, bandiere alte e un rumore da partita vera, e quando Charles De Ketelaere — rientrato da pochi giorni dopo il Mondiale — ha messo piede sull'erba, il boato è stato quello delle sere che contano.
Poi il coro per Éderson, che dopo un'estate passata a un centimetro dall'Inghilterra (Manchester United) è ancora lì in mezzo al campo più carico del primo giorno in nerazzurro: è forse il modo più bergamasco che esista per dire grazie, non un comunicato, non un post, un coro. Dice: eh, ma è solo un allenamento, mica una partita. Verissimo. Ed è esattamente il punto, perché le partite le riempiono tutti, gli allenamenti no.
Sarri, Giuntoli e i Percassi, la triade sotto la Nord. Il coro più atteso, però, era quello per il nuovo allenatore, e non è mancato. È la prima volta che Bergamo vede Maurizio Sarri dentro il proprio stadio, e la fotografia della serata sta tutta lì: il tecnico, il direttore sportivo Cristiano Giuntoli, Luca e Antonio Percassi, cioè la rivoluzione delle scrivanie messa davanti alla gente che dovrà crederci. Non è un dettaglio di cortesia. Una piazza che applaude prima ancora di aver visto un punto in classifica è una piazza che concede credito — e il credito, dalle parti dell'Atalanta, non si è mai concesso a scatola chiusa.
Lo striscione per Raimondi, il polpaccio di de Roon. C'era anche uno striscione per Raimondi, nove anni nello staff tecnico e adesso una scrivania da cui seguire da vicino i profili migliori del vivaio: la bandiera che cambia posto ma non colore, e la Nord che se n'è accorta prima di chiunque altro. C'è stato però anche il momento che nessuno voleva, con Marten de Roon uscito anzitempo per un risentimento muscolare e quel silenzio improvviso che si sente solo quando lascia il campo il capitano, l'uomo che ha scavalcato Gianpaolo Bellini in cima alla classifica delle presenze di sempre. Ad agosto sono guai relativi. Ma il calendario non chiede permesso.
In campo c'era ancora Daniel Maldini, ormai a un passo dalla Sardegna con la formula del prestito oneroso da un milione e il riscatto fissato a otto: uno di quei saluti che il mercato consuma in silenzio mentre la gente canta dall'altra parte della rete. La partitella finale è terminata 1-1, e non lo scriviamo perché conti qualcosa — non conta assolutamente nulla — ma perché è la prova che ottomila persone hanno seguito fino in fondo perfino il punteggio di un'esercitazione a tema.
Il 20 agosto è già dietro l'angolo. Da qui alla prima gara ufficiale restano poche settimane, con l'andata in casa il 20 agosto contro chi passerà tra Hapoel Tel Aviv e GKS Katowice: mercato ancora aperto, principi di gioco da assorbire, una difesa da sistemare. Tutto vero, tutto da fare. Ma quello che si è visto alla New Balance Arena non è folklore da mettere in fondo alla pagina: è la materia prima con cui questa Atalanta, da dieci anni a questa parte, ha colmato distanze che i bilanci dicevano incolmabili. Abbiamo riempito uno stadio per guardare dei torelli. Noi.
Bergamo, per cominciare, non ha bisogno del fischio d'inizio.
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Autore: Lorenzo Casalino / Twitter: @lorenzocasalino
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