Dal ritiro della Fiorentina al St. George’s Park National Football Center a Burton upon Trent, la Coverciano d’Inghilterra, Robin Gosens apre una finestra sui sentimenti nel calcio, raccontando ai microfoni di Sky Sport l'autenticità del suo rapporto d'amicizia con Marten de Roon e Hans Hateboer, compagni di mille battaglie all'Atalanta. Non manca un omaggio speciale al suo ex allenatore Gian Piero Gasperini, oggi alla Roma, capace di trasformarlo radicalmente nel giocatore che è diventato. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Robin, guardando la foto postata sui Social con de Roon e Hateboer, viene da chiedersi: è possibile avere vere amicizie nel calcio moderno?
«L'amicizia nel calcio esiste, anche se è molto rara e difficile da coltivare - commenta l'esterno tedesco - Viviamo in un mondo complicato, in cui il futuro cambia all'improvviso: una squadra ti cerca, un'altra ti lascia andare, e questo rende difficile costruire rapporti autentici. Io però mi considero fortunato, perché ho trovato persone speciali fuori dal campo. Marten e Hans sono due esempi perfetti: siamo stati persino in vacanza insieme, e sono certo che rimarremo legati anche dopo la fine della carriera».
Da ex giocatore di Gasperini, che sensazione ti provoca vedere quei ragazzi della Roma distrutti sulla panchina dopo una sua seduta di allenamento?
«Mi viene in mente immediatamente la fatica incredibile che ho vissuto nei miei ritiri con lui. Anche se sono passati ormai cinque anni, sento ancora nelle gambe quella stanchezza. Ricordo perfettamente la prima volta che ho affrontato il ritiro con Gasperini: ero talmente stremato che la sera riuscivo a malapena a mangiare, e andavo subito a dormire sperando di riprendermi in tempo per il giorno dopo. Non so se nel frattempo abbia cambiato metodi, ma conoscendolo non credo affatto (sorride, nr). È semplicemente il suo modo di preparare i giocatori».
Quanto è stato determinante Gasperini nella tua crescita professionale?
«Enormemente, gli devo tantissimo. Mi ha reso il calciatore che sono oggi. È un tecnico eccezionale, tra i pochi capaci di imprimere alla propria squadra un'identità riconoscibile ovunque. La sua firma è inconfondibile e preziosa, e personalmente sarò per sempre riconoscente a lui per tutto ciò che mi ha insegnato. Mi auguro con tutto il cuore che riesca a ottenere grandi successi anche con una piazza prestigiosa come Roma, anche se ovviamente ci saremo noi e altre squadre a mettergli i bastoni tra le ruote».
Gosens, insomma, è convinto che nel calcio ci sia spazio per rapporti umani autentici e profondi. Ma ancora più forte è il suo legame con Gian Piero Gasperini: un uomo e un allenatore che ha saputo tirare fuori il meglio da lui, portandolo a livelli che forse nemalmeno Gosens stesso avrebbe immaginato di raggiungere. Un riconoscimento che supera il campo, lasciando una traccia indelebile nella sua vita.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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