Non c’è pausa, nemmeno nella sosta. L’Atalanta di Raffaele Palladino, appena insediato sulla panchina nerazzurra, si ritrova già dimezzata: quattordici giocatori sono volati via per rispondere alle chiamate delle rispettive nazionali. Un dato che racconta più di qualsiasi statistica la dimensione ormai planetaria della Dea, ma che costringerà il nuovo tecnico a lavorare per giorni con un gruppo ridotto e inevitabilmente incompleto.
Kolasinac, ritorno con la Bosnia
La notizia più significativa è quella del ritorno di Sead Kolasinac nella nazionale bosniaca. Dopo il lungo stop per l’infortunio al ginocchio, il difensore è tornato tra i convocati del ct Baždarević, pur non avendo ancora rimesso piede in campo con l’Atalanta. Un segnale importante, che testimonia la fiducia e il peso che “Kola” continua ad avere anche oltre Bergamo.
Lookman, l’uomo della missione nigeriana
Ma l’impegno più affascinante, e potenzialmente decisivo, è quello di Ademola Lookman. Giovedì pomeriggio, alle 17, la sua Nigeria sfiderà il Gabon a Rabat, in Marocco, nel primo turno dei playoff africani per il Mondiale. Una gara da dentro o fuori, che in caso di vittoria aprirebbe la strada a un’altra sfida – domenica – contro la vincente di Camerun–Repubblica Democratica del Congo. E non basterebbe ancora: per arrivare in Coppa del Mondo servirebbe poi superare gli spareggi intercontinentali.
Un percorso lungo, complicato, quasi epico, ma che per Lookman rappresenta una missione. La Nigeria gli ha dato un’identità calcistica e lui, in questo momento, è il volto più credibile del suo riscatto.
Un mosaico internazionale
Nel frattempo, la mappa dei nerazzurri in giro per il mondo è un mosaico. Carnesecchi, Bellanova e Scamacca vestiranno l’azzurro di Spalletti, De Ketelaere quello del Belgio, Pasalic quello della Croazia. Ci sono poi Samardzic con la Serbia, Djimsiti con l’Albania, Zalewski con la Polonia, Hien con la Svezia, Kossounou con la Costa d’Avorio, Sulemana con il Ghana, Krstovic con il Montenegro e, appunto, Kolasinac con la Bosnia.
Un’Atalanta cosmopolita, dispersa tra l’Europa e l’Africa, in attesa di rientrare a Zingonia.
Pasalic contro Krstovic, un derby balcanico
Lunedì, ad esempio, andrà in scena un incrocio particolare: Montenegro–Croazia, sfida che metterà uno di fronte all’altro Krstovic e Pasalic, due compagni di club ma con maglie e obiettivi diversi. Una partita che, in fondo, rappresenta perfettamente l’anima di questa Atalanta: internazionale, mescolata, piena di storie che si incrociano.
Palladino, l’attesa del gruppo
Per Raffaele Palladino, i prossimi giorni saranno di studio e attesa. Con metà squadra lontana e i ritmi spezzati dagli impegni internazionali, il nuovo tecnico potrà lavorare solo su concetti generali e su chi è rimasto a Bergamo.
Il gruppo al completo lo rivedrà soltanto tra mercoledì e giovedì, appena in tempo per preparare la prima, vera prova del fuoco: Napoli–Atalanta, la partita che segnerà ufficialmente l’inizio della sua avventura. In un certo senso, non poteva esserci metafora migliore per raccontare la nuova Atalanta: una squadra dispersa per il mondo, ma unita da un’idea di gioco che non conosce confini. Palladino dovrà ricomporla pezzo per pezzo, come un puzzle globale.
E chissà che proprio da questa geografia sparsa non nasca una Dea più internazionale, più consapevole, più sua.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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