L’incontro che questa mattina doveva essere semplicemente interlocutorio, è diventato rapidamente il punto di non ritorno tra Gian Piero Gasperini e l’Atalanta. A Zingonia, alla presenza del presidente Antonio Percassi, dell'amministratore delegato Luca Percassi e del co-proprietario Stephen Pagliuca, è maturata una decisione che sembra ormai irrevocabile. A ricostruire dettagliatamente l'evoluzione degli eventi è stato Alfredo Pedullà durante lo speciale "Calciomercato" su Sportitalia, condotto da Michele Criscitiello. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
La scintilla della rottura. L’incontro odierno, inizialmente definito "interlocutorio al 50%" dallo stesso Pedullà, ha preso una piega negativa sin dalle battute iniziali. La proprietà americana e la famiglia Percassi avevano manifestato forti dubbi e disappunto sulle recenti dichiarazioni di Gasperini dopo il match contro il Parma, interpretate dalla dirproprietà come chiari segnali di malcontento. Parole come: «Sono preoccupato per il mercato», «L'asticella non sarà così alta», e la necessità dichiarata di «capire chi arriverà al posto dei partenti», sono state recepite come affermazioni di un tecnico già mentalmente lontano da Bergamo.
L'Atalanta aveva già avanzato una proposta importante per rinnovare il contratto del tecnico piemontese fino al 2027, inclusa un'opzione per un ulteriore anno. Proprio per chiarire questi punti di tensione, oggi era stato convocato il vertice a Zingonia. Tuttavia, durante la riunione, la società avrebbe espresso apertamente il proprio disappunto nei confronti di Gasperini per alcune sue esternazioni, rivelando che la partenza di giocatori fondamentali come Lookman ed Ederson sarebbero state molto probabili, e che anche Mateo Retegui in caso di offerte adeguate potrebbe partire. Inoltre, la società avrebbe sottolineato la volontà di puntare sui calciatori che il tecnico non aveva pienamente valorizzato nella stagione appena conclusa, con un riferimento esplicito a Lazar Samardzic.
Questa presa di posizione ha causato una frattura insanabile: Gasperini, compresa la situazione, avrebbe ringraziato, preso atto e deciso di mettere fine alla sua esperienza sulla panchina nerazzurra. Alfredo Pedullà ha spiegato: «Gasperini ha memorizzato, ha salutato e ringraziato. Credo che entro domani comunicherà all’Atalanta (secondo Fabrizio Romano di Sky è già avvenuto, leggi QUI) la decisione definitiva di andar via».
L'irruzione della Roma con Ranieri protagonista. Proprio quando l’addio a Bergamo si stava concretizzando, poco dopo le 13.30 è entrato in scena Claudio Ranieri. Il dirigente della Roma avrebbe telefonato personalmente a Gasperini, il quale avrebbe subito chiarito la sua posizione: «Io con l’Atalanta non vado avanti, se vuoi possiamo procedere». Una disponibilità immediatamente raccolta da Ranieri, che ha posto sul tavolo un’offerta economica di assoluto rilievo: contratto triennale da circa 5 milioni di euro netti a stagione, più bonus ricchi legati agli obiettivi raggiunti, come il ritorno in Champions League. Secondo Pedullà, in questo momento Gasperini sarebbe in pole position assoluta per diventare il nuovo allenatore della Roma.
Dopo Gasperini: Sarri, Tudor e Motta nella lista nerazzurra. A Bergamo, intanto, già si guarda al dopo-Gasperini. Il giornalista di Sportitalia ha ribadito che Igor Tudor resta un candidato plausibile, anche se in passato era stato giudicato poco adatto a sostituire una figura tanto carismatica come quella del Gasp. Maurizio Sarri, invece, rappresenta un'opzione di assoluto prestigio, gradita sia alla proprietà americana che al direttore sportivo Tony D’Amico, ma sulle sue tracce è tornata prepotente la Lazio.
Più defilata al momento, ma comunque presente, la candidatura di Thiago Motta. Il tecnico italo-brasiliano è stato da tempo un nome gradito proprio a D’Amico, che già lo scorso anno lo aveva indicato come possibile alternativa qualora Gasperini avesse accettato le offerte arrivate da altri club.
Tony D'Amico e la strategia dell'Atalanta. Proprio su Tony D’Amico, Pedullà ha aggiunto un ulteriore retroscena significativo: «Le cose non arrivano mai per caso. L’Atalanta non ha liberato D’Amico, nonostante i rapporti tra lui e Gasperini non fossero affatto eccellenti. Evidentemente, il club aveva già intuito che la resa dei conti con Gasperini sarebbe arrivata presto e perdere contemporaneamente tecnico e direttore sportivo avrebbe creato problemi enormi alla continuità del progetto tecnico».
Quello che doveva essere un chiarimento per ritrovarsi, si è trasformato nel definitivo addio di Gasperini dopo nove anni memorabili a Bergamo. L’accelerazione data dal contatto con la Roma apre nuovi scenari per entrambe le parti: per la Dea, la necessità urgente di scegliere il successore ideale; per Gasperini, la sfida stimolante di riportare la Roma ai vertici.
La separazione, ormai imminente, segnerà un punto di svolta nella storia recente della società bergamasca. E come ha sottolineato lo stesso Pedullà, salvo improbabili colpi di scena, già nelle prossime ore arriverà l’annuncio definitivo che sancirà la fine dell’era Gasperini a Bergamo e l'inizio di un nuovo percorso calcistico.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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