Due fuoriclasse, due mondi opposti e complementari. Sinner-Alcaraz è già un classico, e oggi, sull'erba sacra di Wimbledon, avrà un nuovo capitolo. Il più importante. Jannik cerca di saldare il conto aperto a Parigi, Carlos vuole riaffermare una supremazia che sembra già leggenda. È la partita che riscrive le regole del tennis moderno.
LA RIVINCITA PERFETTA – Dopo il Roland Garros, dove Alcaraz ha conquistato il titolo, Sinner vuole ribaltare il verdetto proprio nella finale che ogni tennista sogna di giocare. L'erba di Wimbledon è il palcoscenico perfetto per dimostrare che stavolta l'italiano può davvero sfatare il tabù Alcaraz. «Quella finale non mi ossessiona – ha spiegato Sinner –, altrimenti non sarei di nuovo qui. Ho lavorato duramente proprio per avere quest'occasione».
UNO CONTRO DUE – Da quasi due anni sono loro a dominare il circuito, dividendosi tutti gli Slam. Jannik padrone assoluto del cemento americano e australiano, Carlos imbattibile sulla terra rossa e ora sull'erba. Ma Wimbledon, il torneo dei Re, può ribaltare le gerarchie. «Non abbiamo ancora fatto la storia come Federer, Nadal e Djokovic – ammette con umiltà Sinner –, ma il nostro duello piace alla gente e fa bene al tennis».
JANNIK IL "SECCHIONE" – Sinner arriva preparatissimo, con il braccio destro fasciato come un guerriero pronto alla battaglia. Ha studiato, analizzato, metabolizzato. Stavolta vuole presentarsi impeccabile all'appuntamento più importante: «Dopo Parigi ho spinto ancora di più in allenamento, indipendentemente dal risultato finale voglio continuare a crescere. Non voglio ripetere gli stessi errori».
IL GIARDINO DI CARLOS – Alcaraz invece non vuole complicazioni, lui che vede Wimbledon come un giardino in cui giocare spensierato e libero. Lo spagnolo è già entrato nella testa degli avversari con quel sorriso che disorienta e quel gioco che diverte, e non teme il confronto: «Saremo al limite entrambi, al massimo. Spero soltanto non sia una maratona come l’ultima volta...».
ATMOSFERA DI STORIA – Quattro anni fa, l'Italia visse una giornata memorabile con Berrettini contro Djokovic e la Nazionale a Wembley. Stavolta c'è solo Jannik a tenere il Paese incollato alla TV, alla ricerca del primo titolo italiano sull'erba londinese. Sarà lui a farci cambiare programmi, a rimandare aperitivi e cene. Alle 17 tutti davanti allo schermo per assistere alla finale che cambierà la storia.
IL DUELLO DEL FUTURO – «La nostra è una rivalità fantastica che durerà a lungo», assicurano entrambi. Sinner-Alcaraz non è soltanto un match, ma un’epoca che nasce. La finale di oggi è il primo vero passo verso una leggenda che sarà scritta a colpi di racchetta, un punto dopo l’altro.
Jannik è pronto, l’erba sacra aspetta. Una finale che vale una carriera, una sfida tra due campioni destinati a dominare il tennis mondiale per molti anni ancora. Wimbledon oggi incorona il suo Re. L'Italia trattiene il respiro, l’attesa è finita.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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