Tre stagioni piene nell'Atalanta in tempi non esattamente propizi, lottando per recuperare il paradiso del pallone perduto. Poi, smarriti i guantoni da titolare, una lunghissima appendice di carriera da Nonno Volante, una sorta di Ballotta del terzo millennio, fino al malinconico addio alle armi da fuori rosa al Palermo. Il ricordo di Alberto Fontana detto Jimmy, cui oggi tocca soffiare su ben quarantacinque candeline, non può non essere vivo fra gli appassionati del vecchio "Comunale". Anche perché il loro beniamino fra i pali ha di fatto concluso la sua parabola con i tacchetti ai piedi soltanto da quattro rotazioni terrestri, allorché l'ineffabile patron Zamparini dal carattere più intrattabile di una massa magmatica gli diede il benservito con una serie di pronunciamenti marziali frammisti a dietrofront da stillicidio. Sia come sia, l'ultimo match concessogli, il rendez-vous con l'Inter del 15 novembre 2008, gli ha consentito di vestire i panni del recordman: dopo Marco Ballotta e Francesco Antonioli (a caccia del primo posto, essendo ancora in attività), con 41 anni e 297 giorni, è il terzo giocatore più anziano della Serie A di tutti i tempi. 

C'è da dire che l'agilissimo e acrobatico Fontana, nato a Cesena il 23 gennaio 1967 e prodotto del fertile vivaio locale come un certo Sebastiano Rossi, nonostante la riconosciuta bravura a Bergamo non ha avuto molta fortuna. Arrivato nell'ultima estate nerazzurra di Emiliano Mondonico, ovvero in una Dea che si arrabattava in attacco con Caccia, un acerbo Cristiano Lucarelli e la sciagura Magallanes (13 gol in 3), si dovette calare immediatamente nell'avventura cadetta. Durata più del previsto, a causa dell'incapacità di Lino Mutti di riportare subito la piazza nella sua collocazione naturale. C'era già Cristiano Doni, base della ricostruzione a suon di baby talenti targata Giovanni Vavassori, e a giugno del 2000 fu di nuovo A. Peccato che un certo Ivan Pelizzoli, allora in forte ascesa, gli fregò la scena insieme ai galloni da numero 1. E il Jimmy originale, copiato - ma solo nel nick - dall'omonimo che fa da secondo al Novara, con già quattro giri di corsa all'attivo nel Bari, ceduto in riva al Golfo con le liste suppletive continuò a calcare i terreni verdi tra un volo e un'uscita alla kamikaze con Napoli, Inter (da riserva di Toldo), Chievo e appunto Palermo. All'ombra del Monte Pellegrino, che forse gli avrà ricordato un po' la "sua" Maresana, le scarpette appese di malavoglia al fatidico chiodo. Augurissimi.

Sezione: Auguri a... / Data: Lun 23 gennaio 2012 alle 10:00
Autore: Simone Fornoni
vedi letture