Attacco nervoso e frenetico. Il risultato è scontato: pochi gol e tanti rimpianti. L’Atalanta strappa un punto con le unghie e con i denti al Midtjylland e ora si giocherà la qualificazione ad Amsterdam con due risultati utili su tre. C’è un però: il no del Papu Gomez a Gian Piero Gasperini. Nel silenzio del Gewiss Stadium il rifiuto dell’argentino si è sentito forte e chiaro, la risposta del tecnico è arrivata senza troppi giri di parole: l’insostituibile va in panchina dopo 45’ di gioco. Nemmeno il numero dieci può fare orecchie da mercante alle consegne del tecnico orobico.

PAPU, QUE PASA? - Tra i tre d’attacco sicuramente Gomez è stato il più brillante, anche perché era difficile far peggio di Zapata e Muriel. Tuttavia la prestazione dell’argentino è ben lontana da quelle di inizio campionato: un paio di spunti esasperati dai soliti dribbling di troppo, molto in voga tra le fila atalantine negli ultimi match. Da qualche gara il dieci nerazzurro soffre e non riesce ad esprimersi al meglio: meno conclusioni in porta che tradotto vuol dire meno gol. Il nervosismo poi non manca, come in occasione del no a Gasperini. Prima però c’è stata una lamentela nei cofronti dei compagni, poco partecipi alla manovra. Almeno secondo il Papu.

NERVOSISMO - In difesa e a centrocampo c’è maggiore tranquillità e si vede, come confermato dal Gasp al termine della sfida di Champions League. In attacco, invece, sembrano intendersi meno rispetto ai fraseggi di qualche tempo fa. Calcisticamente parlando i quattro davanti sembrano andare a ritmi diversi e le conseguenze si notano anche nei risultati.

I due blocchi parlano chiaro: Ilicic e Gomez da una parte, i due colombiani dall’altra. Nelle ultime tre gare gli unici due gol del reparto offensivo sono arrivati con lo sloveno e l’argentino in coppia dal primo minuto nella sfida di Anfield. Per il resto zero reti con lo Spezia e una con il Midtjylland firmata Romero, uno dei pochi che ha capito come entrare nei meccanismi. C’è nervosismo, lo ha confermato anche il tecnico nerazzurro: per ritrovare serenità servono i gol degli attaccanti, ma soprattutto un Papu più tranquillo. Le giocate decisive, d'altronde, passano tutte dai suoi piedi.

Sezione: Copertina / Data: Gio 03 dicembre 2020 alle 10:15 / Fonte: Patrick Iannarelli
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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