Sembra paradossale, ma l'Atalanta che affronterà il Valencia sta giocando meglio fuori casa che tra le mura amiche. Detto che San Siro è come giocare in trasferta, al di là dei quasi quarantasei mila spettatori di ieri sera, l'approccio con il Mestalla il prossimo 10 marzo sarà complicato. Perché sarà in piene Fallas, la festa valenciana, perché lo stadio è solitamente una bolgia dove le italiane hanno avuto dei grossi problemi: chiedere alla Lazio che ha preso 5 gol (ma segnandone due) oppure all'Inter della rissa di Valencia, ai tempi di Roberto Mancini.

PIÙ PUNTI IN TRASFERTA - In campionato il dato è evidente, soprattutto pensando all'ultimo 0-7 contro il Torino, all'Olimpico, oppure la vittoria con la Fiorentina in rimonta, 1-2, per lanciarsi verso il quarto posto (bissato poi dai tre punti con la Roma). Venticinque i punti guadagnati lontani dalla Gewiss Arena, solamente venti con il nuovo stadio. Questo perché ha spesso più spazio, gli avversari cercano di fare la partita e non stanno dietro, ben rintanati. Il 4-1 mette al riparo da certe sorprese, a meno di catastrofi.

MA DUE VOLTE SU TRE USCIREBBE - Pensando alla campagna continentale dell'Atalanta, però, ci sono due trasferte che vanno prese in considerazione. La prima è quella contro la Dinamo Kiev, al Maksimir, dove il 4-0 finale sarebbe una pietra tombale sulla sfida e sancirebbe il passaggio del turno del Valencia. Così come il 5-1 inflitto dal City ai nerazzurri, all'Etihad. Sembrano passati secoli, ma era solamente autunno: lo 0-3 di Kharkiv sembra raccontare una storia diversa.

Sezione: Copertina / Data: Gio 20 Febbraio 2020 alle 13:30 / Fonte: di Andrea Losapio
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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