Tornare in patria non ha avuto il sapore dolce che Charles De Ketelaere sperava. Il talento belga, atteso protagonista nella notte di Bruxelles, si ferma in Mixed Zone con l'espressione di chi sa che l'Atalanta ha perso un'altra occasione per dimostrare la sua maturità lontano dalle mura amiche. Contro un Union Saint-Gilloise ruvido e capace di "sporcare" la partita, la Dea si è sciolta alla prima difficoltà. De Ketelaere non cerca scuse: ammette il contraccolpo psicologico subito dopo il gol dello svantaggio e, con grande onestà, accende i riflettori su un rendimento esterno che inizia a diventare un fattore preoccupante, in netto contrasto con l'autorità mostrata alla New Balance Arena. Nessuna distrazione legata al campionato, assicura il numero 17, ma solo la presa d'atto di una superiorità avversaria che deve servire da lezione. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Charles, avete affrontato una squadra rocciosa, capace di farvi giocare male e di spezzare il vostro ritmo. Che lettura dai a questa sconfitta?
«È vero, l'Union è una squadra che ha la caratteristica di farti giocare male, di non darti riferimenti e di aggredirti. Eppure, ho avuto la netta sensazione che nei primi venti minuti avessimo noi il pieno controllo della gara; stavamo gestendo bene il possesso e gli spazi. Poi, però, hanno trovato quel gol e per noi è stato un colpo durissimo. Quella rete ci ha fatto male soprattutto a livello di fiducia: da quel momento è diventato tutto più difficile ed è stato complicato trovare la forza e la lucidità per ribaltare l'inerzia del match».
Non è la prima volta che l'Atalanta inciampa lontano da Bergamo: è successo a Pisa, a Verona e ora qui. Cosa c'è che non va quando giocate in trasferta? È un problema di approccio o di personalità?
«Sinceramente non so dire con esattezza cosa scatti, è difficile da spiegare, ma è evidente che è diverso giocare fuori casa rispetto a quando siamo nel nostro stadio. È un aspetto che dobbiamo sicuramente migliorare e anche in fretta, perché questi passaggi a vuoto ci portano a non vincere partite alla nostra portata. È un peccato, perché in casa mostriamo regolarmente di essere forti, solidi e capaci di battere chiunque. Dobbiamo riuscire a trasferire quella stessa mentalità e quella stessa forza anche quando giochiamo in trasferta».
Domenica c'è una sfida importante contro il Como. È possibile che la testa fosse già rivolta, anche inconsciamente, all'impegno di campionato, togliendo concentrazione alla gara di stasera?
«No, secondo me assolutamente no. Eravamo totalmente dentro la partita, concentrati sull'obiettivo europeo. Non c'è stata alcuna distrazione legata al calendario. La verità è molto più semplice: hanno vinto loro perché hanno fatto meglio di noi stasera. Bisogna dare merito all'avversario».
Nonostante il risultato e il freddo, il settore ospiti era gremito e rumoroso fino alla fine. C'è un messaggio che vuoi mandare ai tifosi che vi hanno seguito fin qui in Belgio?
«Sì, erano tantissimi anche qui e per tutta la partita si sono fatti sentire con una voce molto alta, non smettendo mai di cantare. Non posso fare altro che ringraziarli, come sempre, per la loro assistenza e il loro supporto incessante, anche in una serata storta come questa».
De Ketelaere lascia lo stadio con la consapevolezza che il talento, da solo, non basta nelle notti europee "sporche". L'Atalanta deve risolvere il rebus delle trasferte se vuole davvero alzare l'asticella, e il belga è il primo a suonare la carica per un'immediata inversione di tendenza.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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