Julio Ocampo è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Ocampo è un giornalista spagnolo freelance che collabora con diverse testate tra le altre “Relevo”.
Con lui abbiamo parlato di Saúl Coco il nuovo difensore del Torino.
Che tipo di difensore è Coco?
“Intanto una cosa importante è che García Pimienta voleva portarlo con sé al Siviglia, quindi è stato molto importante per lui al Las Palmas. Parliamo di un difensore centrale, di solito in Spagna si gioca con la difesa a 4, e lui è un destro. Volendo potrebbe fare anche il mediano, poi però bisogna vedere come lui potrebbe farlo perché in Italia di solito giocate più con la difesa a 5, cioè 3 più 2, poiché ci sono i braccetti, e nel caso al Torino Coco potrebbe fare il braccetto destro nella difesa a 3, cioè non esattamente il perno centrale come faceva Buongiorno. Parliamo di un difensore aggressivo e notevole nell'anticipo. Si trova anche a suo agio quando c'è da impostare la manovra, quindi ha doti non malvagie, anzi è uno a cui piace l'inserimento. Ed è molto bravo nell’accompagnare l’azione. Il gioco di García Pimienta a Las Palmas è stato caratterizzato dal possesso palla, lo ha nel DNA il mister. Nel possesso palla Cocco è un giocatore importante, sia come difensore, nell’impostare dando così il via alla manovra, sia inserendosi a centrocampo per fare il mediano, e così agevola il fraseggio della squadra”.
Nell'uno contro uno com’è Coco?
“E’ un giocatore aggressivo, non sicuramente velocissimo, ma è uno che tiene molto bene la posizione, quindi grazie alla sua esperienza, è un giocatore di 25 anni, sicuramente queste doti faranno sì che diventerà al più presto una pedina fondamentale del Torino”.
Coco ha giocato sempre e solo in Spagna, in squadre diverse. Secondo lei, caratterialmente può fare il salto in un'altra Nazione, in un altro tipo di campionato? Potrebbe patire l’adattarsi oppure è pronto?
“Se deve fare il salto, questo è il momento giusto. E’ un internazionale, anche se è nato in Spagna gioca però per la Guinea Equatoriale, quindi è un giocatore che ha tanta stoffa e ha già una bella carriera alle spalle che gli ha permesso di fare tanta esperienza. Ha già acquisito sicuramente maturità. Nella passata stagione ha fatto un'ottima prima parte, non a caso Las Palmas nella prima parte del campionato è stata una delle squadre che hanno espresso il calcio migliore, poi nella seconda parte la squadra è un po' calata, però sicuramente questo è il momento giusto per Coco di fare un ulteriore salto di qualità lasciando il Las Palmas per andare in Serie A a cimentarsi con il campionato italiano inserendosi così in un calcio completamente diverso e magari appunto cambiando pure l’agire nella linea di difesa dovendosi inserire in una difesa a 3 e ricoprendo il ruolo di braccetto destro. Secondo me, lui ha una forte personalità e un'importante capacità per adeguarsi in fretta a ciò che gli verrà chiesto dal nuovo allenatore Vanoli”.
Parlando di cartellini, visto che i difensori qualche fallo purtroppo ogni tanto lo devono pur fare, è un giocatore falloso oppure è corretto?
“Non bisogna dimenticare che Coco è un giocatore a cui piace molto anche fare il mediano, fare fraseggio, inserirsi. E’ vero che non fa tanti gol, anche se nello scorso campionato ne ha fatto uno meraviglioso su calcio di punizione, se non vado errato contro il Villarreal, ma non è un giocatore molto falloso. E’ un calciatore che tiene bene la posizione, non è sicuramente velocissimo, però è agile e ha certe doti che fanno sì che possa fare sia il difensore sia eventualmente anche il mediano posizionandosi davanti alla difesa”.
A proposito di punizioni, il Torino è dai tempi di Adem Ljajic (2016-2018) che non segna in questo modo. Ma Coco è proprio uno specialista delle punizioni oppure quella dell'anno scorso è stata un po' una perla rara?
“È stato un episodio, però è stato un episodio molto bello: tiro col destro da 35 metri, un bellissimo gol. Le sue qualità non si possono paragonare assolutamente a quelle di Ljajic, che ha una tecnica sopraffina ed è un fenomeno nel battere le punizioni, lasciamo stare il carattere poiché è un po' discontinuo. Quindi non è il caso di paragonare Coco a Ljajic e sicuramente non sarà uno che farà 3-4 gol su calcio di punizione, però la possibilità di mandarlo a calciarle c'è sicuramente e questo lo rende un giocatore molto più completo. Non a caso, ripeto, García Pimienta aveva parlato con il manager del Siviglia, Victor Orta, perché voleva portare Coco a Siviglia per farlo diventare un perno della difesa”.
Anche se non ha proprio le stesse caratteristiche di Buongiorno, Coco può essere considerato un po' l'erede di Buongiorno al Torino?
“Secondo me, no. Perché intanto è importante sottolineare la differente maniera in cui si esprime la difesa in Italia e in Spagna. Per noi spagnoli, è difficile …, faccio un esempio banale, quando Fabio Cannavaro andò a giocare in Spagna nel Real Madrid, dopo aver vinto il Pallone d'Oro, faticò molto perché lui era abituato a giocare a Torino con la Juventus in una difesa a 5, con il cosiddetto 3 più 2, noi in Spagna lo chiamiamo così. Era appunto abituato a difesa molto ben protetta e invece al Real ha dovuto giocare con la difesa a 4, e così ci si è resi conto che Cannavaro non era lo stesso che avevamo conosciuto in Italia. La stessa cosa vale al contrario. Coco è talmente abituato a giocare a destra in una difesa a 4 che già cercare di inserirsi in una difesa a 3 comporterà che ci metterà un po’ di tempo ad abituarsi. In più non si possono paragonare le sue doti, la sua qualità, a quelle di Buongiorno che era il perno della difesa a 3 del Torino, ed è quello che farà anche nel Napoli di Antonio Conte. Coco se dovrà giocare in una difesa a 3, sicuramente farà il braccetto destro. Una figura quella del braccetto destro o sinistro che in Spagna proprio non esiste, non esiste come concetto. Per dire, Bastoni da noi non sarebbe definito un braccetto sinistro perché concettualmente non è un termine che abbiamo sviluppato noi per la difesa. Noi giochiamo con la difesa a 4 e basta. Addirittura quelli che giocano con la difesa a 3, come in passato il Barcellona di Cruijff, non era un 3 più 2, ma era un 3-5-2, con 5 centrocampisti e non c’erano i terzini che si facevano tutta la fascia, c’erano dolo 5 centrocampisti veri e puri per fare il fraseggio.
Sicuramente non sarà semplicissimo per Coco giocare in Italia, però mi auguro e sono sicuro che prendendo in considerazione le sue qualità, la sua esperienza, il suo modo di fare, di agire, sicuramente è stato un ottimo acquisto per il Torino e arriva nel momento giusto avendo 25 anni”.
Autore: Red. TuttoAtalanta.com
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