È la notte che sognava, la notte che serviva. Giacomo Raspadori si presenta alla New Balance Arena non come un semplice nuovo acquisto, ma come un leader tecnico già perfettamente integrato nel meccanismo nerazzurro. Nel 4-0 che spazza via il Parma e le scorie della sconfitta europea contro l'Athletic, "Jack" è il protagonista assoluto: corre più di tutti, ricama calcio e trova il suo primo gol atalantino al debutto da titolare davanti al suo nuovo pubblico. In sala stampa, l'ex Napoli si presenta con il sorriso di chi sa di aver fatto la scelta giusta, parlando con la maturità di un veterano dell'intesa ritrovata con l'amico Scamacca, dell'altruismo di Krstovic e di un progetto, quello della Dea, che sente cucito addosso alle sue ambizioni. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Giacomo, in questi giorni si è ricomposta la coppia con Scamacca che tanto bene aveva fatto in passato. Oltre alla soddisfazione personale per il gol, quali sono le tue sensazioni dopo questo esordio da titolare?
«Le sensazioni sono super positive, non potrebbe essere altrimenti. Ritrovare vecchi compagni e amici all'interno dello spogliatoio è un fattore che fa sempre piacere e aiuta enormemente. Devo dire che il mio inserimento è stato molto semplice e veloce, perché la società in primis, lo staff tecnico, il mister e tutti i compagni mi hanno accolto alla grande fin dal primo minuto. Quando ricevi questo tipo di entusiasmo e percepisci la voglia sincera di abbracciare un nuovo compagno, per chi arriva tutto diventa più facile. Poi, se guardiamo al campo: prima partita da titolare, in casa nostra, davanti al nostro pubblico, vincere in modo così netto e segnare anche un gol... beh, è davvero difficile sognare un esordio migliore di questo».
Tu mercoledì non c'eri contro l'Athletic, ma hai vissuto l'atmosfera di questi giorni. Quanto era importante reagire subito in questa maniera, soprattutto considerando che domenica arriva il Como e poi c'è la sfida decisiva di Champions?
«Era assolutamente fondamentale. Avere questo tipo di reazione e, soprattutto, questo tipo di approccio alla gara era la priorità. Era esattamente ciò che il mister e lo staff ci avevano chiesto durante la preparazione della partita in questi giorni. Venivamo da due gare in cui, per motivi diversi, non eravamo riusciti a mantenere una continuità di atteggiamento nell'arco dei novanta minuti. Oggi, invece, secondo me l'abbiamo fatto molto bene. Era il primo punto sulla lista delle cose da non sbagliare. Sappiamo che per ottenere prestazioni e risultati di questo livello l'atteggiamento non può mai mancare. Lavorare per avere questa costanza mentale sarà la chiave per il nostro futuro».
I dati dicono che nel primo tempo sei stato quello che ha corso di più tra i tuoi compagni. Una generosità che testimonia una grande voglia di Atalanta. Hai fatto una scelta forte venendo qui, nonostante le tante offerte: cosa ti ha convinto a sposare questo progetto?
«Mi fa enormemente piacere che si sia vista questa voglia, perché è tanta e vi assicuro che non mancherà mai, non solo oggi perché era la "prima". La società mi ha dimostrato una fiducia immensa e una voglia di avermi che mi ha colpito. È un club super ambizioso e questo rispecchia perfettamente il mio modo di essere e di vivere il calcio. Dal momento in cui si è presentata l'opportunità, l'Atalanta è stata la mia prima scelta. Ero e sono convinto che questo sia il progetto migliore per me. Mi hanno dimostrato tanto e, come ho detto prima, l'affetto immediato di staff e compagni ha reso tutto naturale. Sono felicissimo di questa scelta e determinato a fare grandi cose insieme a questo gruppo».
Dopo il gol sei andato a esultare sotto la Curva, ma poi hai cercato subito l'abbraccio con Krstovic. Come ti sei trovato con lui? Con Scamacca l'intesa è nota, ma con Nicola sembra essere nata subito una scintilla interessante.
«Sicuramente c'è tanta qualità nel nostro reparto offensivo, e non parlo solo dei titolari di oggi. Penso che questa sia una squadra con tantissime soluzioni e calciatori con caratteristiche differenti tra loro. È normale avere peculiarità diverse, ma credo che siamo tutti molto complementari. Oggi Nicola mi ha messo una palla fantastica: onestamente, la maggior parte del merito del gol è suo. Questo è l'aspetto che conta di più: tra compagni di reparto non bisogna mai mettere davanti l'"io", ma sempre l'interesse della squadra. Quando c'è questo spirito, avere tanta scelta e tanta qualità diventa solo un fattore positivo».
Raspadori saluta con l'umiltà dei grandi e la fame di chi vuole lasciare il segno. Bergamo ha trovato un nuovo idolo, un giocatore capace di unire la qualità tecnica allo spirito di sacrificio che tanto piace al popolo atalantino. La sinfonia è appena iniziata.
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