Massimo Marianella ospite di Radio Firenzeviola. Il noto giornalista di Sky Sport, a Firenze per ricevere il Premio Nereo Rocco questa sera, è stato in studio per commentare i temi legati alla Fiorentina e non solo:
"Firenze è una città che mi porto nel cuore, per me è quasi una seconda casa.
Sono molto felice di aver ricevuto un prestigioso premio come il Nereo Rocco".
Cosa ne pensa della Fiorentina di oggi?
"Mi fa sorridere la questione Mina: quelli che si lamentano sono gli stessi che non sapevano neanche chi fosse quando è arrivato. Bisogna avere pazienza anche per i giovani: so che Comuzzo è molto stimato anche da Burdisso, poi succede nel calcio che si apre una porta e tu sfrutti l'occasione. Spero che per lui sia così. Penso anche che in Italia siamo troppo protettivi. È lo stesso discorso delle "mamme italiane", dovremmo essere più pazienti. Non può essere che al primo pallone sbagliato ci lamentiamo subito".
Il Viola Park?
"Stamani ci ho fatto un giro ed è incredibile. Sono convinto che possa portare nuovi giocatori a scegliere la Fiorentina ma non bastano le strutture: sono le storie come quelle di Ranieri che spingono i giovani a scegliere i viola".
Come la vede con l'Atalanta?
"La Fiorentina ha avuto due settimane di tempo per preparare questa partita e gli allenatori bravi quando hanno così tanto tempo per preparare una gara difficilmente la sbagliano. Italiano è uno di loro e per questo non credo che sbaglierà partita. Vista la pausa nazionali, penso che Italiano punterà su quelli che sono rimasti a Firenze in questi giorni. L'eccezione può essere Nico: è il giocatore più importante della squadra, è diventato un fattore anche con l'Argentina, dove sta prendendo progressivamente il posto di Di Maria. Per questo non credo che Italiano se ne priverà contro l'Atalanta. In generale, Nico è partito alla grande. Con la dieci sulle spalle la vedo ancora più calato nel contesto viola, è lui il vero fuoriclasse di questa squadra".
La situazione Italiano?
"Io ho grande rispetto per Vincenzo Italiano e per chi fa il suo lavoro. E so che se deve tenere le energie, lo fa concentrandosi sulla squadra. Penso che il compito di un allenatore sia quello di allenare una squadra e non il resto. Ma deve crescere anche lui. La Fiorentina deve mettere le basi per cambiare il suo status".
Il mercato viola ha lasciato qualche lacuna ancora?
"Secondo me la Fiorentina ha una struttura da quinto posto e questo vuol dire che se le cose girano bene puoi bussare alla porta dei primi quattro. Se invece vanno male puoi comunque lottare per le coppe. Io spero di raccontare un'altra finale ad Atene anche se non sarà semplice perché ci sono tante squadre al livello viola e qualcuno anche superiore. Ma so che c'è una ferita ancora aperta per la partita di Praga".
Cosa è rimasto della finale di Praga?
"Mi dà fastidio quando sento che la Conference conta poco. Io mi ricordo la gioia di chi vinceva la Coppa delle Coppe. Non è l'Intertoto: è una competizione importante e difficile, che ti dà emozioni per tutta la vita. Purtroppo anche la delusione di Praga ce la ricordiamo, ma l'emozione della notte a Basilea non la dimenticheremo mai. Mi rendo conto che al gol di Barak ho un po' perso la testa ma è stato un momento pazzesco".
Le operazioni estive le sono piaciute?
"A me piace quando allenatori e dirigenti scelgono insieme e sono contento che la Fiorentina si sia mossa in questo modo".
Chi potrebbe crescere ed essere decisivo in questa stagione?
"Spero possa esserlo Beltran. Chiedo solo di non paragonarlo a Batistuta perché gli fate del male. Ma Beltran è stato percepito bene, Nzola invece è visto un po' come raccomandato dell'allenatore. Per me tra Cabral e Nzola il brasiliano è più forte, ma nell'ambito del gioco della Fiorentina ci sta meglio l'angolano quando sarà in condizione".
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