Marcello Lippi, ex commissario tecnico della Nazionale italiana campione del mondo nel 2006, ha parlato ai microfoni di Radio Rai, all'interno della trasmissione Radio Anch'io Sport: "Da questo campionato c'è da aspettarsi di tutto, è cominciato in maniera anomala, senza preparazione. C'erano i presupposti per questa incertezza. Dai 50 punti dell'Inter fino alla Roma, con Juve e Napoli con una gara in meno, tutte possono giocarsi lo scudetto".

Cosa pensa del nuovo Eriksen alll'Inter?
"Conte prova, varia, verifica e poi sceglie. Non mette in campo una squadra che non gli dà fiducia e se ha scelto il danese significa che lo ritiene adatto. Può essere una soluzione, ieri è andato bene e sui calci piazzati riesce a mettere in crisi gli avversari".

L'Atalanta può lottare per lo scudetto?
"È un po' indietro, è a -10 dalla vetta e sono tanti. Non ci ho messo neanche la Lazio infatti tra le pretendenti al titolo".

Cosa pensa delle squadre che sono in testa?
"La stanchezza sta facendo capolino, si gioca tantissimi e gli allenatori hanno poco tempo per preparare le gare e lavorare sulla preparazione atletica. Di quelle in testa l'unica che deve ancora trovare la quadra è la Juventus, che ha cambiato tantissimo e non ha potuto fare delle verifiche durante l'anno. L'Inter è quella che stiamo vedendo e insieme a Juve e Milan, visto che hanno Lukaku, Ronaldo e Ibrahimovic, ha più chance di vincere. I campioni fanno la differenza".

La Juve potrebbe puntare tutto sulla Champions?
"L'Inter è fuori dalle coppe e pensa solo al campionato, per questo è avvantaggiata. Questo aspetto va tenuto in considerazione. Poi conta anche la fortuna di arrivare nel momento in cui riprende la Champions con tutti i giocatori migliori. Solo così si può pensare di lottare su tutti i fronti".

Il Napoli?
"Gattuso ha dovuto fare a meno di tanti giocatori, ora non c'è Mertens, Osimhen non è stato a disposizione per tanto. Adesso manca anche Koulibaly. Non è stata una stagione facile per il tecnico azzurro. Il nigeriano riesce a dare profondità alla squadra ma non ha mai giocato per l'infortunio alla spalla e per il Covid. La pandemia ha reso le cose molto complicate".

Cosa pensa dello screzio tra Conte e Agnelli?
"Non sono cose normali di campo, anche se in gare così importanti può scappare qualche parola di troppo. Penso sia normale pensare che si siano stati screzi che derivano dal passato".

In Cina si pensa meno al calcio ultimamente?
"Sì, c'è un occidentalizzazione che non piace molto al governo e c'è un ridimensionamento. Fino a quando non si sarà risolto il problema del Covid le cose poi non cambieranno".

Il Milan.
"Resta in piena corsa per lo scudetto e ci mancherebbe altro. Ha colmato, dopo il mercato, anche l'unica lacuna che aveva, ovvero la profondità della panchina. Voglio fare un complimento poi allo Spezia, è la squadra che mi piace di più in Serie A, Italiano sta facendo un grandissimo lavoro perché venire dalla Serie B e fare queste cose è una grande cosa. Tornando al Milan dico che lotterà fino alla fine".

Come vede le italiane in Champions?
"Sarà dura. La Juve contro il Porto ha una gara accessibile ma la Lazio affronterà una delle migliori, la favorita insieme al Manchester City. Real e Barcellona sono un po' indietro ma non è mai facile affrontarle e per l'Atalanta non sarà facile. Il Bayern resta comunque la più forte d'Europa".

La Fiorentina aveva obiettivi diversi. I risultati però non arrivano, perché?
"Non lo so. Si creano queste situazioni a volte nei campionati che non si spiegano molto. Torino e Fiorentina hanno squadre che possono puntare alle coppe o che comunque non dovrebbero andare al di sotto della metà classifica. Allenatori e società devono trasmettere serenità e far capire ai giocatori che devono lottare per non retrocedere, cambiando la loro mentalità".

Sezione: Serie A / Data: Lun 15 febbraio 2021 alle 12:40
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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